BON NADALE – TAZENDA

BON NADALE

“Quando si agitano i buoi, e’ temporale. Quando il gatto fa cosi’, e’ temprale grosso. Io far del male non volevo, io, cosi’ fragile. In questo giorno di Natale, non ci sono stelle che mi guidano.

Io, dentro ad un cappotto, solo,  in questa via, e tanta acqua (di pioggia) cade sul mio cuore e nel mio viso. E se nessuno mi apre la porta, a chi io posso dire “buon natale”?

Ne’ code di strega servono, o magici legni. No, non ci vule una magia per vincere la malinconia.

Io, dentro ad un cappotto, solo in questa via, e tanta acqua (di pioggia) cade sul mio cuore
e nel mio viso. E se nessuno mi apre la porta, a chi io posso dire “buon natale”?

Apri quella porta ed esci insieme a me, le nostre labbra nella notte, di nascosto. Apri quel tuo cuore, e fai spazio per me. Cosi’, io dico “Buon Natale a te!”. Apri quella porta, apri..apri…”

(Gino Marielli- Tazenda, traduz. Marghian)

Ciao. Qualche anno fa, l’ascolto di questa canzone mi ispiro’ questo racconto-poesia, che  postai nell’altro blog (questo, dedicato agli argomenti scientifici). Ve lo ripropongo qui:


*Es’ Nadale, sa festa piùs manna e bella (E’ Natale, la festa piu’ grande e bella). Sa notti chi sos presepios in sas crèsias (La notte  che nei presepi delle chiese). In sas iscollas preparados dae pizzinnos felizzes (E nelle scuole , preparati da bambini festanti ), Cun su Bambinu, sa pazza e sas lughes (Con il Bambinello, la paglia e le luci).

E cun s’istella chi a sos très’ rèis tottu custu àde annuziàdu (E con la stella che ai tre re tutto questo  ha annunciato) Tottu custu  mi  regòdada ca custa èsti sa notte de Nadale (Tutto questo mi ricorda che questa e’ la notte di Natale).

Camminu solu ìntre custu cabbànu nièddu in custa ‘ia (Cammino da solo dentro questo cappotto nero in questa strada) Cun sa nìe chi còlet et tottu de biancu es pintàdu (Con la neve che scende e tutto di bianco e’ dipinto). Sas istradas e sas cobertùras de sas dòmos (Le strade e i tetti delle case).

E puru su ‘ìstimentu mèu de custa nìe  es t’ ammantadu (Ed anche l’abito che indosso,  di questa neve e’ coperto) Sas orìscias intèndene sos sonos de sa zente in festa (Le mie orecchie sentono i suoni della gente in festa).

Sos òjos bìene dae lontanu s’Arberu in prazza manna piantadu (E gli occhi vedono da lontano l’Albero piantato nella “piazza grande”) E penzu ca… gài,  ès’  Natale abbèru (Ed io penso che..si, e’ davvero Natale)

Camminu ancora in sa notte  e’ frìttu in s’àttera ‘ia (Cammino ancora nella notte fredda e prendo un’altra strada) Chi comente a una cora in sònnu  ghìat sos passos meos a una lughe… ‘intre a una osteria (Che come un torrente addormentato guida i passi miei  verso una luce…dentro una osteria).

Cun su boccale e’ binu e Très tristos bèzzos  sezzìdos a una attera mèsa (Con il boccale di vino e tre vecchi seduti ad ad un altro tavolo) E, buffàdu, abbàrru in cue (E, dopo aver bevuto, rimango li’) Pro una iscùrta mànna, pro tènner cumpanzìa (Per molto tempo, Per sentirmi in compagnia).

Mi n’ de peso e intèndo sos sonos de sos pagu soddos meos (Mi alzo e sento il tintinnio dei miei pochi spiccioli) Chi sònan’ comènte a sas campanèddas de Nadale (Che suonano come i campanelli di Natale). Sos urtimos  sonos insòro dèo intèndu (L’ultimo loro tintinnio io sento) Ca’, gia’ pustis in fòras, innìe àppo lassàdu ( Che’,  una volta fuori,  li’ ho lasciato) Pro mi pagare su gòsu de custu pàgu e’ binu (per pagarmi la gioia di questo po’ di vino)

Tòrro a domo e ancora in sa ‘ìa si intèndene Sas bòghes e sos sònos (Mi avvio verso casa e ancora nella via si sentono, le voci ed i suoni) De chi ancora  fàgher festa pro sa naschìda de su Re Divinu (Di chi ancora fa festa per la nascita del Re Divino).

Nadale….ma pro chie? (Natale….ma per chi?) In coro meu b’ès s’auguriu de Bonu Nadale (Nel mio cuore c’e l’augurio di Buon Natale) De gòsu e de Pàghe a tottu su mundu intrèu (Di felicita’ e di pace per il mondo intero) De salude a sos mànnos e de virtude a sos pitzìnnos (Di salute ai grandi e di virtu’ ai piccoli)

Custu meu auguriu èsti unu tesoru de s’anima (Questo mio augurio e’ un tesoro della mia anima) Chi a mie pero’ fàgher male (Che a me pero’ fa male) Che mandigare  male dizzerìdu in su ‘entre (Come cibo mal digerito nello stomaco)

Proìtte custu  meu tesoro abbàrrat’ in cue,  firmu in coro (Perche’ questo tesoro rimane li’, fermo, nel mio cuore)  Chena  lu pòder donare a tie? (Senza potertelo donare?) Proitte chi niùnu apèrit sa jànna a mie (Poiche’ , se nessuno apre a me la porta) A Chìe  dèo potto narre….Bon’ Nadale? A chie?” (A chi posso dire…Buon Natale? A chi?) (Marghian).

Ieri sera, rientrando a casa insieme ad un amici, un tizio mi veniva incontro. Dopo un po’, l’ho riconosciuto. “Ciao, Emilio! Buon Natale…”. Lui mi ha dato la mano, “grazie, buon Natale…e itte natali esti, ‘ddu bisi… (e che natale e, lo vedi..). Emilio e’ uno che beve, ed e’ quasi sempre solo.

Tre anni fa, a Natale, lo incontrai in un bar, mi chiese una sigaretta. Gliela dedi, mi ringrazio’ e mi disse “tui giai, ca’ sesi unu amigu!” (tu si, che sei un amico!”). “Emilio” e’ il personaggio di questo racconto.

CIAO

Marghian

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About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI QUASI 64 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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25 Responses to BON NADALE – TAZENDA

  1. Silvia says:

    Bella, buona serata Marghian 🙂

    • MARGHIAN says:

      Silvia, ti invito a tornare- quando hai tempo..- a leggere (o rileggere) un mio racconto. Copia-incolla di un post del 2012, che ho aggiunto adesso. Ciao, buona serata 🙂

      Marghian

      • Silvia says:

        Bel racconto, se posso vorrei darti un consiglio per le prossime volte che pubblichi qualcosa in sardo, prima metti il racconto in sardo, poi sotto metti la traduzione, diventa più scorrevole 🙂

  2. skayrose59 says:

    Ciao Mrghian buone festività 🙂

  3. Affy says:

    Ogni volta che ascolto i Tazenda non posso non pensare al grande Andrea Parodi, una voce unica, indimenticabile.
    Bel pezzo, ho molto apprezzato.
    Felice sera Marghian 🙂

    • MARGHIAN says:

      Affy, ciao. Molto bravi, i Tazenda. Anche con i cantanti che sono succeduti ad Andrea Parodi, altrettanto bravi, seppur non dotati della sua voce. Come ho scritto a Silvia, “ti invito a tornare- quando hai tempo..- a leggere (o rileggere) un mio racconto. Copia-incolla di un post del 2012, che ho aggiunto adesso”.

      Ciao 🙂

      • Affy says:

        Eccomi sono tornata ed ho letto il tuo racconto ispirato ad Emilio, un uomo in balìa della sua solitudine. Durante le feste quasi tutti trascorriamo il tempo con i nostri cari senza pensare a chi, da solo, trova in una sigaretta donata da un amico, un conforto per questi giorni speciali.
        Un racconto dove si ritrova la tua sensibilità, complimenti Marghian.
        Un abbraccio da Affy

  4. MARGHIAN says:

    Vero Silvia, hai ragione! E’ che nell’altro post era scritto riga per riga, a capo dopo ogni strofa. Bastava leggere un rigo si’ ed un rigo no, e andava certamente meglio. In italiano poi, la scritta era anche di un altro colore. Qui ho messo la traduzione in italiano fra parentesi ed a strofe, per consentirvi magari un raffronto fra il sardo e l’italiano, per esempio “deu intre a unu cabbànu, solu (Io, dentro ad un cappotto, solo…)”. Ciao 🙂

    Marghian

    • MARGHIAN says:

      Ciao Affy.
      Sai, credo di aver fatto bene ad aver specificato questa volta che il mio racconto-poesia e’ ispirato ad Emilio. Perche’, vedi, tre anni fa, quasi tutti voi a pensare-leggi leggi…- che riguardasse me!!! Sono single, e percio’ ..Infatti risposi in un commeto, non ricordo a chi di voi: “no, non e’ un racconto autobiografico!!!”. Infattti non lo era (e non lo e’). Io, fortunatamente, non trascorro mai il Natale da solo (parenti, amici…). Purtroppo non tutti gli uomini soli o le donne sole trascorrono le feste in compagnia di amici o parenti. Ed e’ a loro che questo racconto si ispira, a tutti gli “emilio” del mondo. Ciao Affy.

      Marghian

  5. I dialetti son sempre belli…peccato poi servano le traduzioni……
    Ma complimenti Marghian, una buonanotte

  6. MARGHIAN says:

    Ciao Mi, grazie per essere tornata a leggere, prima mancava il piu’ bello (chi si loda…. 🙂 ).
    Gia’, servono le traduzioni… Come ho scritto a Silvia rispondendo alla sua giusta osservazione-lettura in italiano difficoltosa perche’ “intervallata” da dei versi in sardo- , volevo anche che si facesse una lettura “sinottica”, insieme, delle parole in sardo ed in italiano. Ciao Mi, ‘notte 🙂

    Marghian

  7. cavaliereerrante says:

    I @Tazenda … che grandi che furono !
    E poi, il dialetto di @Andrea Parodi … quando era lui a cantare in sardo, era del tutto comprensibile, poiché Lui parlava l’ idioma dell’ anima ….
    Buone Festività, @Marghian …. il mio tardvio augurio è in ritardo, ma non meno affettuoso, che se te l’ avessi fatto il 24 c.m. ! 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao, Cavaliererrante, ben venuto – o ben tormato, perdona la mia labile memoria 🙂
      “il mio tardvio augurio è in ritardo, ma non meno affettuoso, che se te l’ avessi fatto il 24 c.m.!”. Noi in Sardegna diciamo “cussu mancu nàu si oìada”, “quello non andava neanche detto!”. Non nel senso che non dovevi dirlo (o sciverlo), ma nel senso che e’ cosa ovvia, che il tuo augurio e saluto sono altrettanto affettuosi che “se fatti al momento giusto”, che poi ieri e oggi,in piazza ho visto tanta gente dirsi “Buon Natale”. Percio’, figurati 🙂
      Hai scritto giusto, il dialetto di Andrea Parodi. Infatti, noi abbiamo diversi idiomi. Il mio dialetto e’ ad esempio molto diverso. Uno della mia zona, per imparare il Nuorese- Logudorese, fa la stessa fatica che un romano o un fiorentino per imparare lo spagnolo. Io stesso lo conosco poco, ne ho imparato un po’ da mio padre che ascoltava i dischi dei canti sardi, e poi i Tazenda ed altri gruppi mi nanno imsegnato qualcos’altro. Ti faccio un piccolo esempio di quanto differiscano fra loro gli idiomi sardi: per dire “guarda li'” noi diciamo “càstia in gùi”, mentre Parodi direbbe “abbàida incùe”.

      Proprio dove e’ nato Andrea, poi, si parla ancora un’altro dialetto, simile al Siciliano (“Antuneddu de lu me’ cori” tottu lu mundu si làgna..”). E’ il sasarese- Gallurese. I Tazenda, ed i cantanti ed i poeti in genere usano quasi sempre il dialetto Nuorese, da noi chiamato “Sa Limba” (“La..Lingua” ), un po’ come Dante ed altri si rifacevano al dialetto toscano. Ciao, bune feste 🙂

      Marghian

  8. Rebecca Antolini says:

    Bellissimo caro Marghian… adoro la musica volkloristica … un abbraccio ♥

    • MARGHIAN says:

      Ciao Rebecca! Piace tantissimo anche a me. Ti ho spiegato che questo sardo e’ diverso da quello di Franco Madau? Si’, e’ molto diverso. Franco Madau canta nel mio dialetto, nel quale per dire “voglio vivere” noi diciamo “òllu bivi”, mentre i Tazenda direbbero “chèrzo bivere”. Abbiamo anche un dialetto che somiglia un po’ al Siciliano, un’idolette dove si parla Genovese ed altre parlate ancora. Il sardo usato nelle poesie e nelle canzoni e’ il Nuorese (Tazenda), e’ il dialetto “colto”, “la lingua sarda”. Infatti, ci ho provato anche io-un nuorese noterebbe sicramente qualche errorino. Pensa che Andrea Parodi una volta aveva spiegato bene la cosa dicendo : “noi cantiamo in nuorese-barbaricino ed in logudorese” (zone vicine, eppure ci sono delle differenze!). Ciao Rebecca 🙂

      Marghian

      • Rebecca Antolini says:

        sai anche noi nella nostra piccola Austria abbiamo 8 diversi dialetti e poi anche sotto dialetti nelle varie regioni.. e quasi come una lingua straniera 😉 buona domenica a te ♥

  9. MARGHIAN says:

    Ciao Rebecca. Certo, non e’ solo per il sardo che esistono delle varianti; pero’ dicono tutti i linguisti che a differenza del siciliano del napoletano o del milanese, che sono forme di italiano storpiato, il ardo e’ una lingua romanza neolatina, come lo spagnolo il portoghese e lo stesso Italiano. La sola differenza tra liugna e dialetto e’ solo una: se la Sardegna fosse uno stato e non solo una regione italiana, si direbbe “lingua sarda” e non “dialetto sardo”. Se il portogallo appartenesse, mettiamo, alla Spagna, si direbbe “dialetto portoghese” e non “lingua portoghese”, non so se mi sono spegato. Ciao, buona notte Rebecca Pif 🙂

    Marghian

  10. fausta68 says:

    Tutto bello quello che leggo da te! Ti auguro tanta pace, un po’ più di riposo e tanta salute per questo 2016 che bussa alla porta!
    Da me tutto il mio affetto! ❤

  11. ili6 says:

    Bello il tuo racconto con protagonista Emilio e anche bello che Emilio abbia ricevuto gli auguri di Natale da te: si sentirà meno solo.
    Mi piacciono tanto i Tazenda e, in particolare questa canzone di Natale che ho insegnato ai miei alunni lo scorso anno e che ancora tutti canticchiamo.

    Auguri di buon anno nuovo! Che sia sereno, ricco di salute e di pace.
    Marirò

    • MARGHIAN says:

      Ciao mariro’. Emilio si e’ sentito molto meno solo, infatti. Qualla sigaretta, ma soprattutto riceverla in quel momento era tutto per lui. “Itte buffasa” (cosa bevi?) e’ quello che mi dice sempre, quando capita di incontrarlo (di solito frequenta un altro bar, da un’altra prte del paese. Lui sa che io non bevo (giusto un caffe’ alla amttina ed al tardo pomeriggio, o l’amaro dopo pranzo), pero’ me lo chiede ugualmente.
      “E sara’ Natale” e’ una canzone proprio adatta per i ragazzini delle scuole (di tutta Italia, non e’ in sardo 😆 ) Ciao Mariro’, buon fine anno ed un buon inizio (rinnovero’ gli auguri, all’anno nuovo, con un piccolo post 🙂

      Marghian

  12. MARGHIAN says:

    Speriamo, Marie’, speriamo davvero. Tu come ti va? Domani vi varo’ gli auguri “ufficiali”, nell’altro blog. Ve li anticipo gia’ in questo blog. Ciao Marie’, buon anno (migliore, si capisce. Ciao Marie’ 🙂

    Marghian

  13. Laura says:

    Il racconto e’ bellissimo e i Tazenda mi piacciono tantissimo, un abbraccio a te, 🙂

  14. MARGHIAN says:

    Ciao Laura. I Tazenda sono (ancora) molto bravi, sono stati degli innovatori che hanno saputo amalgamare bene i substrati folkloristici con le piu’ nuove vene rock e pop. Ora non c’e piu’ la voce di Andrea Parodi, che ha fatto da volano per farli conoscere nel resto dell’Italia ed oltre, ma sono comunque ancora forti, nonostante non siano piu’ in auge come allora.
    Il racconto che hai letto e’ una sorta di “reblog”, un “copia-incolla” di un altro post. Tre anni fa, riascoltando la canzone, pensai ad un ragazzo che sta sempre da solo, Emilio. Ho immaginato una notte di Natale vissuta da uno cosi’. La solitudine, in circostanze come per esempio il Natale, su persone nella condizione di Emilio, “iscudit forte sa janna” (bussa forte alla porta”), direbbero i Tazenda. Loro cantano in Nuorese, che e’ da noi considerato “il vero sardo”, e viene definito “La Lingua”- Sa Limba-. La mia parlata (Oristano) e’ molto diversa. Per dire ad esempio “Ti voglio salutare”, noi diciamo “ti ollu saludài”; in Nuorese, invece, “te cherzo saludare” (mi piace molto di piu’). Ed e’ proprio il Nuorese che viene usato per poesie e canzoni, non il mio dialetto. Talvolta, si’, ma raramente. Ciao 🙂

    Marghian

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