RINO GAETANO, “MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO”, E UN RICORDO DIVERTENTE DI MIO PADRE

Ciao. Ho pensato questa sera di postare la canzone di Rino Gaetano, che è a dire il vero anche quella che preferisco, pur se le canzoni di Rino Gaetano mi piacciono pressoché tutte. Trovo divertenti i suoi a volte voluti, a volte apparenti non sensi. Le metafore, gli ossimori, come in questo caso, i voli pindarici, le descrizioni uniche ed originali che Rino faceva, ad esempio, per descrivere il tempo di attesa a che “lei” si decidesse a farsi vedere da lui”, come quando dice “intanto (non sono parole testuali, poi le guardo) l’ America e la Cina si annettevano mezza europa, ed io…aspettavo te…”.

RINO GAETANO

MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO

Una sera in tv, stavamo cenando, era ospite Rino Gaetano che cantava “Mio fratello è figlio unico”. Mio padre esclamo’: “mio fratello è figlio unico…..ma si esti su fradi!”- “ma se è il fratello!”. Eravamo io, lui e mia madre, mia sorella e il mio fratello piu’ grande avevano gia’ messo su famiglia, un altro, di due anni piu’ grande di me che ora sta ad Oristano, allora viveva a Cagliari da studente.

Gli spiegai che era un modo scelto dal cantante – anche per divertire-, per dire, nella canzone, che “questo fratello” era unico come persona, e lo chiamava cosi’, “figlio unico” per questo motivo. Capi’ al volo, ma “figlio unico”, ripeteva, continuava a sembrargli strano. Papa’ non andava molto a nozze con le metafore. Una canzone ‘anni 60 che dice “i tuoi occhi grandi come il mare…”, e mio padre. “eh, ogus mannus comente su mari! Mattonadas!”- “eh, occhi grandi come il mare, baggianate madornali”-, e continuo’: “mancai fessinti puru ogus mannus comente a su putzu de sa ‘ingia accanta a sa nosta iant a essi ogus mannus meda!”- “ma anche se fossero occhi grandi come il pozzo del proprietario della vigna confinante con la nostra, sarebbero molto grandi…”-. 🙂

Questa sua idiosincrasia verso il “fra le righe” ed il metaforico era dovuto al fatto che era , nonostante la poca scuola, aveva la terza elementare, troppo razionale, ci metteva la logica dappertutto. Un senso pratico che non vi dico: elettricista (“avevo imparato guardando da militare gli elettricisti che mi si comando’ di aiutare, guardandoli mentre facevano i collegamenti nel rifare l’impianto della caserma, alla fine mi fecero provare, rimasero contenti”, ci raccontava), vignaiolo, smontava e rimontava il motore della vespa e del motocarro pezzo a pezzo per le manutenzioni.

Gli fu riferito che il suo meccanico disse ai suoi ragazzi: “quando viene il signor Eusebio Vargiu, non fate nessun lavoro davanti a lui, perchè lo impara….”. Aggiustava tutti i ferri da stiro delle vicine di casa, poi si improvvisò anche intrecciatore di fondi di sedie, di quelle sedie e seggiolini alla antica, con i fondi di intreccio di vimini, giunco apposito spago od altro. Quando mancava la luce in una casa del vicinato, o comunque di chi lo conosceva, lui interveniva. Un mio cugino che studiava fisica fra le altre materie in Marina, insisteva con me che l’elettrone è una particella di carica positiva…”. “No, l’elettrone è negativo, il protone se mai, è positivo…” Non convinto, si rivolse a mio padre chiedendogli man forte: “vero zio, l’elettrone è positivo..”, e mio padre gli rispose : “ah, non ne so, quello che faccio e’ per pratica, ma grammatica (voleva dire teoria 🙂 ) non me ne cercate…”.

Era troppo razionale. “Mi parlate di questa arca di noe’..a parte che lo dice la parola stessa, noe’, non è vero, e poi come ci stavano dentro tutti quegli animali..vorrei proprio vedere questo noe’, la moglie e i figli dare delle pacche a un leone, “su’, su’, bello….”mi volete far credere anche questo?”. Questa è soltanto una delle sue chicche sulla religione. Ve ne racconterò altre, in post su ricordi di vita, e di famiglia.

Era forte. Gli dissi che non si trattava di grandezza fisica….-. Pero’ restava dell’idea che le canzoni delle volte dicano anche delle stupidaggini. Per lui “Il…Paroliere”, era Modugno.

BUONA SERATA, SERENA NOTTE CIAO

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Marghian

About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI 68 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- ; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. SONO IMPIEGATO STATALE IN PENSIONE. MI OCCUPO DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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14 Responses to RINO GAETANO, “MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO”, E UN RICORDO DIVERTENTE DI MIO PADRE

  1. silvia says:

    Molto tenero il ricordo di tuo padre, era realista e pratico non è certo un difetto.
    Serena notte Marghian 🙂

    • MARGHIAN says:

      Certo che non e’ un difetto Silvia, è un talento. Metteva le mani dappertutto, ed era anche un uomo schietto! Era comunque anche abbastanza colto, se ci si rapporta alla sua sola terza elementare. Era lui spesso a spiegare a mia madre – per esempio- guardando un film storico, delle cose. “Leonardo vinci, chi era?”. E papa’ le spiegava chi era “Leonardo Vinci”, il “Da” le sfuggiva, anche perche’ “vinci” è un cognome diffusissimo in Sardegna e in paese. Oppure su Dante, ne parlava cosi’ “lui immaginava di scendere all’inferno, e li’ ci metteva gli avversari politici…..” ecc. . Anche sulla religione, conosceva il vangelo. “giuda non l’iscariota…”, gli chiedeva la mamma. “si’, perche’ c’erano due giuda fra gli apostoli….”.
      Lavoro’ anche 3 anni in miniera, e dodici anni, nella “bonifica di arborea” che vi ho citato, per dodici anni dedito al maneggio dei cavalli (cavallante, diceva lui). Se un fattore aveva problemi nel non riuscire a domare un cavallo, gli si diceva “te lo mando io, uno che te la sa rendere buona la cavalla, ti mando vargiu!”. Un capitano della forestale, che manco’ un anno, tornato chiese “dove e’ quel vargiu dell’anno scorso..era in gamba quello!” (immagina l’accento veneto, i veneti con anche maestranze sarde, costruirono “arborea” villaggio e zona). Mio padre era alle sue spalle. “comandi, sono io quel vargiu dell’anno scorso. ..” “Bene, sono contento, da domani lei è caposquadra..”.
      Correggevo, non so se hai letto tutto. La disputa fra me e mio cugino, da ragazzi, “vero zio, l’elettrone è positivo ” (si sbagliava, gli avevo ribattuto che e’ negativo) e babbo gli disse “ah, quello che faccio con l’elettricità è per pratica, ma…grammatica non me ne cercate…” 🙂
      Ho fatto un secondo post. Non ci ho messo molto, è correggere che mi ruba tempo, lo possino…
      Ciao Silvia, grazie e serena notte 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ah, questa. capo semenzaista, bravissimo innestatore; arrivavano nuovi semi e li sperimentava in casa con vasi e termometri, “applicando la temperatura e l’umidita’ adatta a quel seme”, e dava ordini sulle piantagioni.
      Un bosco, centinaia di ettari, oltre Oristano io che guidavo e lui”guardate, le ho fatte piantare tutte io queste piante, per combattere la desertificazione della spiaggia (localita’, appunto, “Is Arenas”- le sabbie- ). E gli innesti, infatti ci raccontava: “io vi so innestare una pianta con cinque varieta’ di rose…”.
      Suo fratello, lo zio Attilio, non era portato alla pratica, lo ammetteva egli stesso. Ma…svolgeva le pratiche burocratiche per mezzo paese, fu assessore, collocatore comunale, grande lettore, si intendeva di latino e di mitologia e storia, e sapeva interi canti di Ariosto, Omero, e Dante a Memoria. Diversamente geniale. Aveva..allora c’era la sesta elementare. Ciao.

  2. Laura says:

    Forte tuo papa’! Ciao Marghian, leggerti e’ un piacere, leggo tutto anche i commenti 😉

    • MARGHIAN says:

      Si’, era forte. Come capacita’ pratiche, puoi applicare quello che ho raccontato su papa’, al mio fratello Ignazio. Certo, applicazioni diverse, non semenzaista ma radiotecnico autodidatta, idraulico, pittore, piastrellava un bagno senza chiamare un muratore. In una fabbrichetta di manufatti in lamiera, era incaricato di interpretare i disegni e impostava le macchine (piegatrici, punzonatrici….) secondo misure e quote. Specializzatosi, in qualche anno, lasciato il lavoro da panettiere- “basta lavorare di notte diceva “. Da ragazzo infatti era panettiere, e si distinse; appena sposato lavoro’ in un paese dove dopo qualche mese tutti gli abitanti dicevano “che il pane da quando c’e questo ragazzo è migliore”, lo dicevano in tutti i negozi. A Torino, prima di fare il lamierista, lavoro’ come capo impastatore per la Fioravanti, i grissini. Conobbe “fioravanti” in persona, che si complimento’ con lui su invito del principale: “signor fioravanti, lui dirige gli impasti….”. “Ah, sono molto contento, la ringrazio….”. Anche lui, molto schietto. Anche l’altro fratello sa il fatto suo, insegnante di matematica in pensione, e schietto. Mia sorella idem. Solo io, ancora un po’ timidino….grrrrmmmhh 😆
      Ciao Laura, ‘notte… 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Luisa. Grazie per apprezzare il mio ..triplo post. I commento infatti sono dei post aggiuntivi .
      Ma non mi prende molto tempo, li scrivo in n 10 minuti. Anche mia madre era dotata di buone capacità pratiche, cucinava bene, e imparava subito. “Invidiava” una comare in quanto ricamatrice e dolciaria. “Issa ‘ndi fai dexi (la X si legge ‘G ‘ dolce, come in “visage”) de Mei”, diceva, “lei vale dieci volte me…”. Io le dicevo “ma issa si ponidi”, “ma lei ci si mette”, “e se ti mostra come fare un dolce, un punto di ricamo, tu lo impari subito, lo dici tu stessa, e i dolci che lei ti ha insegnato a fare li fai benissimo. “Assunta chi si ponidi , bessi “bella meda”, diceva la sua “maestra”, ‘se ci di mette diventa molto brava”. *Bella” sta anche per “brava”, come “bellu” al maschile, significa anche “bravo”. In questo caso usiamo il gerundio :”bellu/bella cantendi”, “bello /bella cantando” ossia bravo/brava a cantare”. La Signora Maria, la comare di mia madre, era “bella fadèndi druccis “- “bella facendo dolci”, “brava nel fare i dolci”.
      Ma ciò che aveva mia madre erano soprattutto la profondità e la saggezza. Partecipava allegramente della gioia degli altri, si rattristava in sintonia con il dolore degli altri. A volte con la sua saggezza ed acutezza, ci stupiva. Seconda elementare. Ce la siamo goduta, 88 anni, ferma e forte fino all’ultimo. Papà, 79. Aveva l’asma cronica, tre anni in miniera non gli hanno giocato. Aveva una remota eccezionale. Fisicamente non mi lamento neanche io per l’età che ho. 68 anni, corro per sei chilometri, e nuoto ancora. A fine mese comincerò.
      Ciao Luisa 🙂

    • MARGHIAN says:

      Infatti, lo era. Sono passato dal cellulare al computer, cosi’ tolgo quel “ve la siamo goduta” e cancello il commento aggiunto come nota correttiva. Nel mio blog posso fare “modifica”, “elimina”. Dal cellulare, solo sui post, non sui commenti, ciao 🙂

  3. grande uomo e grande papà, da cui avete avuto la fortuna di imparare molto. Distinguo sempre tra cultura ed intelligenza, e l’intelligenza la preferisco mille volte. Rino Gaetano è stato un grande… anche io amo ascoltare qualche sua canzone ancor oggi. Buon pm Livio, stammi bene ciao.

    • MARGHIAN says:

      Ciao Rosa. Vedo solo “ora” il tuo commento. Le faccende di casa (fa sorridere, riferito ad un uomo – secondo la mentalita’ comune – ed altre attività come la attività motoria – cyclette, ginnastica da camera e camminate , e la lettura e gli amici) mi lasciano poco tempo per la socialità a distanza (non “virtuale”, io dico quasi come la pubblicita’ della Conad: “persone, oltre gli schermi”). Non mi sono cancellato da facebook per mantenere attivo messenger, ma non scrivo niente li’. Gia’ i blog, bastano e avanzano (a proposito, ti invito all’altro blog, mettero’ il link alle parole “altro blog” fra parentesi, alla fine di questo post, dopo questo commento.
      Si’, l’intelligenza è altra cosa rispetto alla cultura scolastica. Ovviamente le due cose possono coesistere. Persino la memoria, da sola, non è intelligenza. Se mai l’intelligenza “ragiona ” sui dati in memoria, nell’essere umano le esperienze, e secondo il grande psicologo Jean Piaget, “l’intelligenza è la capacita’ di far fronte alle situazioni nuove, coll’uso anche della esperienza accumulata nella vita”.
      L le vite di mio padre e di mia madre, ma anche dei miei fratelli, sono state arricchite dalla esperienza.
      Sulla intelligenza senza cultura, noi abbiamo conosciuto in paese un uomo – io lo conobbi da ragazzo che era gia’ anziano-, un certo “Ziu Piras” (dove ziu prima del nome o del cognome sta per “signor”, “Piras” infatti era il suo cognome. Mio padre lo ammirava molto, io dicevo “insa’ esti unu leonardu cust’ommi” (“allora- da come mi dite-, quest’uomo è un Lenardo…). Il Signor Piras, non sapeva ne’ leggere ne’ e scrivere ma fu il primo a lavorare, con altri due o tre, all’impianto elettrico esterno nel paese, faceva tutti i mestieri, aveva persino inventato un macchinario con due reti che si muovevano velocemente per setacciare la ghiaia. Gli operai gli dissero: “custa macchina chi adi fattu, a nosu ziu piras si fai trabballai meda de prus! -“questa macchina che lei ha fatto, signor Piras ci fa lavorare troppo!”. Perche’ con dei setacci a mano dovevano buttare la ghiaia con le pale ad un ritmo molto piu’ lento, con la macchina invece, dovevano sgobbare e mettere molta piu’ ghiaia, e seguire un certo ritmo. Idraulico, elettricista, inventore, falegname, esperto di lavoro vitivinicolo, ed altro ancora.
      Ciao Rosa 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Rosa, grazie 🙂

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