ERA UN OMINO PICCINO PICCINO

CLARA JAIONE, ERA UN OMINO (PICCINO PICCINO)

Sanremo 1955

Gli anni ’50 erano anni di sogni, si credeva ci fosse vita intelligente su Venere, si credeva nei marziani. Ecco questa canzoncina, proprio in quegli anni. Parlare di “marziani” allora era una cosa che andava per la maggiore.
Extraterrestri, immaginati – e ridicolizzati – come “omini verdi” e, naturalmente piccoli e bruttini. In una cosa noi dobbiamo prevalere: non in bontà, non in saggezza, ma  almeno essere piu’ belli. Oppure, batterli in tutto, semplicemente negandone, per partito (atropocentrista) preso,  l’esistenza. Nell’immaginario, noi siamo almeno piu’ belli. Pensate a E.T., praticamente un essere che sembra discendere “dalle tartarughe di quel pianeta”.  Anche stupidino, poi, in mesi sulla Terra sapeva dire solo “telefono…casa”. Invece, uno di noi, torna da Londra dopo tre mesi e gia’ si fa capire in inglese. “Era un omino” , è una canzone per bambini, carina. Ma gi ufo, ed i supposti piloti, “sono solo canzonette” (canzoncine, in questo caso) , come canta Bennato, o su questa questioncina  c’e sotto qualcosa di – molto- piu’ serio?

U.F.O. UN ARGOMENTO AFFASCINANTE, QUANTO MISTERIOSO E INTRIGANTE

U.F.O. CHI NON CONOSCE QUESTA BREVE SIGLA? PERSINO CHI NON SA COSA SIANO HA FAMILIARITA’ CON QUESTO TERMINE IN VERITA’ NESSUNO SA REALMENTE CHE COSA SIANO GLI UFO. E’ SULLA BASE DI QUESTO CHE VENGONO COSI’ CHIAMATI. INFATTI, U.F.O E’ UN ACRONIMO DI TRE PAROLE IN INGLESE CHE COMPONGONO LA FRASE:”UNIDENTIDIED FLYING OBJECTS”, IL CUI SIGNIFICATO E’, APPUNTO, “OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI“……..

CONTINUATE A LEGGERE

Ciao  🙂

Marghian

 

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IT AIN’T ME BABY -canzone del post precedente in versione casereccia, in sordina, cioe’ mia.

Videoselfie.

Ciao. L’altra sera, iascoltando alcune volte la versione, postata due sere fa, di Joan Baez della canzone “It ain’t me babe”, ho avuto il cipiglio di provarla alcune volte, due o tre volte, e fare il video. L’ho messo poi su youtube.
A dire il vero, il video doveva andare con il post dell’altra sera, ma ho un po’ diciamo… esitato, per via della tonalita’ troppo bassa, “alla De Andre'”, con cui l’ho dovuta fare. Complice poi l’audio del cellulare, che ho preferito a quello del  sistema di registrazione del computer, con i fruscii e disturbi che ben conoscete. Il cellulare registra una audizioine pulita, ma bassa di volume. . Morale, per sentire qualcosa occorre sollevare  il volume  al massimo (ricordandovi di abbassrlo prima di ascoltare altro, onde evitare shock da surpluss di decibel – rispetto alla mia registrazione . 🙂 )

Okay, ormai  il dado e’ tratto, la storica frase che disse Cesare (“alea..jacta est” 🙂 )
(la traduzione, nel post precedente, con il video di Joan Baez.

*Notate bene il quadro dietro di me, “la corrida”. E’ uno dei 10 quadri di mio fratello che ho appesi alle pareti di soggiorno, stanze da letto (dove dormivano i miei, e  di un’altra, piu’ raccolta, dove dormo io, e dove mi guardo i DVD, con lettore e televisorino prima di dormire, o al mattino (ora posso farlo di più… ).

Okay, lasciando la cosa per l’altra, in questi giorni il mare e’ stupendo, c’ero anche questo pomeriggio, con due amici, dalle 17 alle 18,30 circa. Mega nuotata, naturalmente. …   🙂

Versione di Joan Baez

– post con traduzione del testo –

BUONA SERATA

CIAO

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IT AIN’T ME BABE – non sono io, ragazza – Canzone di Bob Dylan, interpretata da Joan Baez

Ciao. E’ una canzone degli anni ’60, del periodo d’oro di Dylan, “It ain’t me, babe”, “non sono io, bambina”. Cantata da molti artisti del folk americano, fra cui Joan Baez. La sua versione è piu’ conosciuta persino di quella dello stesso Bob Dylan, che è questa

IOAN BAEZ

IT AIN’T ME BABE

“Va’via dalla mia finestra, vai col tuo passo scelto (“go at your awn chosen speed”, “scegli tu con che speditezza andartene…”). Io non sono quello che tu vuoi, ragazza, non sono quello di cui hai bisogno.

Tu dici di cercare qualcuno che non sia mai debole, ma sempre forte; che ti protegga e ti difenda, sia che tu abbia ragione o torto. Qualcuno che ti apra tutte le porte. Ma non sono io, ragazza, no, non sono io, non sono io quella che cerchi, ragazza.

Allontanati dolcemente dal davanzale, ragazzina, va’, cammina leggermente sul terreno. Io non sono cio’ che tu vuoi, ti deluderei soltanto. Tu dici di cercare qualcuno che possa prometterti di non separarsi mai da te. Qualcuno che chiuda gi occhi per te, qualcuno che chiuda il suo cuore. Qualcuno disposto a morire per te, e anche di piu’. Ma non sono io, ragazza. No, non sono io, ragazza, quello che tu vai cercando.

Vai, confonditi nella notte, bimba, perché ormai ogni cosa dentro si e’ fatta di pietra (everything inside is made of stone).
Ormai non c’è nulla che si muova, qui (“non c’e nessuna emozione, nulla che accada, fra noi), e in ogni modo io non sono da solo. Tu cerchi qualcuno che ti risollevi da terra ogni volta che cadi,che raccolga continuamente dei fiori per te, e che corra da te ogni volta che chiami. L’amore per la tua vita, semplicemente, e nient’altro. Ma non sono io, ragazza. Non sono io, quello che tu cerchi, ragazza”

(Bob Dylan-traduz. Marghian)
Pero’, che testo…persino un semplice litigio, raccontato da Dylan, è poesia.

E questo pomeriggio, al mare. Direte (o penserete) : “e che c’entra?” Per me si’, anche se non con la canzone. Ciao 🙂

Marghian

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LA GUERRA IRRAZIONALE DELL’UOMO CONTRO LA SUA STESSA MADRE CREATRICE- LA TERRA

L’UOMO OPERA UNA VERA E PROPRIA- E FOLLE- GUERRA CONTRO LA NATURA , SUA GENITRICE. MA CI SONO ALTRI GUERRIERI, SENZA LE ARMI, CHE COMBATTONO I DISTRUTTORI DEL MONDO

“Se prima si avevano ondate di caldo eccessivo con la frequenza di una ogni 30 anni, oggi ne abbiamo una ogni due, tre anni” (Luca Mercalli, climatologo).

(Mi propongo di trattare questo scottante tema dei cambiamenti climatici, con altro “taglio”- pareri discordanti fra scienziati allarmisti e negazionisti della emergenza clima, fattori antropici e non antropici che influenzano il clima, possibili “soluzioni” per ridurre l’avanzare della gravità del problema, e non manchero’ di scrivere su Greta- nell’altro blog)

-I cambiamenti climatici si sono sempre stati, ere glaciali ed ere di grande caldo. Ma in millenni. Non un cambiamento così rapido, come nell’ultimo secolo e mezzo.

L’uomo è distruttore ed irrispettoso della natura. Ma non tutti gli uomini, lo sono. Ci sono stati, e ci sono, uomini che dedicano tutta la loro vita a combattere gli errori dei propri simili. Finanche a perderla.

NOMADI. RICORDATI DI CHICO

CIAO

Marghian

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LE MIE CAZZATINE FACEBOOK – pensierino della (domeica) sera

Ciao. Jovanotti, in una canzone, questa, paragona la bellezza della sua ragazza a un lunedi’ di vacanza (decisamente, un poeta)- “…come un lunedi’ di vacanza, dopo un anno di lavoro, bella”. Una bellissima frase. Ma la frase di jovanotti, può essere “potenziata”,all’uopo, cioe’ al caso mio (ragazza a parte…gggrrrmmmm :lol )..
Quindi, parafrasando Jovanotti: : “sei bella come un lunedi’ di pensione, dopo quarantanni di laoro….” (vedi pesierino sotto)

Non reisco a mettere in automatico una mia musichetta allegra, a commento del post. O meglio, wp non ci riesce, o il pc: la procedura che seguo io, da anni, è giusta. E’ una musichetta del ‘500 che ho postato altre volte, eche potete ascoltare, o riascoltare,  riscoltare, cliccando, dove c’e la mia immagine, c’e un pulsante a freccetta.

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OVUNQUE ANDIAMO, CON NOI PORTIAMO NOI STESSI

“…con tante navi che partono, nessuna ti porterà lontano da te…”

(Sergio Endrigo)

OVUNQUE ANDIAMO, CON NOI PORTIAMO SEMPRE NOI STESSI

Poco fa,  in macchina, poco prima di spegnere il motore ed entrare in casa per prendere qualcosa e uscire di nuovo, l’autoradio mi passava la voce di Sergio Endrigo, nella canzone “Dove credi di andare”. L’ho ascoltata, dato che a me piace molto anche il genere melodico e molti testi di questo tipo di canzoni. Ascoltando le parole “con tante navi che partono, nessuno ti portera’ lontano da te…”, la memoria si e’ collegata ad un lontanissimo episodio. Savamo cenando, con la televisione accesa – in bianco e nero, erano i primi anni ’70-, e io in quella sera espressi a mio padre e a mia madre il desiderio di andare fuori, per lavoro e per fare esperienza di vita (come tutti i ragazzi, o quasi, desiderano). Al che mio padre, dopo avermi pazientemente ascoltato, mi disse: “e itte fais foras? Anca tott’andas, a tui attottu ci pottas, la’!” (“e cosa fai, fuori? Te stesso ci porti eh?”). “Andas’ a Roma? A *nuova iorca? (“Vai a Roma? A New York? -diceva *nuova iorca “), a tui attottu ci pottas la”. – “Te stesso ci porti, sai?” Non che avesse del tutto ragione, dato che le esperienze, e le esperienze in altri luoghi, arricchiscono noi stessi. Ma non aveva nemmeno tutti i torti.

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Si parte per trovare e per provare nuove emozioni. Andiamo spesso per il mondo, con l’idea di cambiare. Cambiare vita, cambiare noi. Tale aspettativa, essendo poi una aspettativa forte, che investe la nostra sfera esistenziale, ci causa delusione, perché alla fine ci accorgiamo di non cambiare, nel trovarci e vivere in altri posti. Ovunque non andiamo, portiamo noi e noi stessi. E rimaniamo tali, con i pro ed i contro, gli stessi di sempre, del nostro essere. Per cui, forse il vero viaggio da intraprendere, se non altro complementariamente ai nostri vissuti fisici, sarebbe proprio un excursus dentro di noi; per cambiare cio’ che si puo’ cambiare, anzi per capire cio’ che si puo’ capire, di noi. Capire e’ un po’ cambiare, perché è quasi vero che “sapere è potere”, seppure in certa misura contenuta nei limiti umani, e per quanto (permettetemi questo toscanismo), per quanto poco noi si possa fare su di noi, nel profondo. Ma il vero viaggio che ci cambia, e’ proprio quello dentro di noi. Il vivere altre esperienze, andare in altri posti, sicuramente ci puo’ dare una parvenza di arricchimento, una benefica evasione dal solito. Ma sostanzialmente, noi rimaniamo gli stessi, anche se cambiano i nostri quotidiani contorni.

(Marghian)

 

SERGIO ENDRIGO

DOVE CREDI DI ANDARE
(se ormai non c’e piu’ amore, dentro di te)

(Altro blog)

BUONA SERATA

Ciao

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CANZONI CONTRO LA GUERRA. VARSAVIA, UNA CANZONE DA ASCOLTARE

“perché a stare in trincea sono gli uomini normali
non i capi di Stato o i generali. Perché a stare in trincea
sono gli uomini normali, non i vescovi e neanche i cardinali..”.
(Pierangelo Bertoli)

PIERANGELO BERTOLI

VARSAVIA

Una canzone da ascoltare.

Pieerangelo Bertoli scrisse questa canzone in riferimento alla repressione operata nel 1981 dal regime del genale Wojciech Jaruzelski, il quale attuò un golpe militare con l’appoggio dei sovietici.
Proclamò lo stato di guerra, e venne instaurato il famigerato ” Consiglio Militare di Salute Nazionale Polacco”.
Altri “esegeti” della canzone, la collegano alla ribellione di Varsavia alla occupazione nazista, nel 1944, fra il primo giorno di agosto e il secondo giorno dell’Ottobre di quell’anno; ribellione che avvenne all’ingresso dei Sovietici nella città polacca. Fu pagato un altissimo prezzo, con molte vittime e la quasi distruzione della città da parte dei Nazisti, per rappresaglia. Ma questae seconda interpretazione è errata, dato che lo stesso Bertoli aveva a suo tempo dichiarato qualcosa tipo :”mi sono riferito ai fatti del 1981.Volevo all’inizio dare alla canzone un titolo con un rifermiento all’anno 1981 in cui si svolsero quei fatti; ma poi ho desistito dal dare un titolo senza alcun riferimento temporale, di modo che il testo risultasse di carattere “a-temporale”, non applicabile ad una sola Tragedia umana specifica, ma un grido di dolore e di desiderio di liberta’ del mondo intero, prendendo a simbolo quei fatti”.

Ciao.
Marghian

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