BUON POMERIGGIO E BUON FINE SETTIMANA

“…Per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero. Così belli a gridare nelle piazze, perché stanno uccidendoci il pensiero…..”

“…..Perché le idee sono come le farfalle, a cui non puoi togliere le ali. Perché’ le idee sono come le stelle, ché non le spengono i temporali. Perché’ le idee sono voci di madre che credevamo di avere perso, E sono come il sorriso di Dio, in questo sputo di universo…”

Mi è sempre piaciuta  questa canzone di Vecchioni, “Chiamami ancora amore”. Le parole soprattutto, ma trovo che abbia anche una buona struttura musicale.

Ciao, buon weekend-

che sembra almeno essere un bel weekend, dato che c’è il sole, finalmente e speriamo duri..,,, In passato i contadini sardi, mentre lavoravano, vedendo che il tempo si faceva un po’ incerto e  minaccioso, alzavano lo sguardo  e dicevano “podèra mì, Sòbi!”, che sarebbe “mantieniti,  Sole!”. Se non si mantiene pazienza…- Se si mantiene, al mare. Faccio mia l’invocazione dei miei antenati  🙂

Ciao ciao

Marghian

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I SELVAGGI CIELI DEL MONTANA- JOHN DENVER E EMMYLOU HARRIS

Ciao.  Vi lascio questa bella canzone Country, di John Denver. Ascoltiamola con una corista di prim’ordine, la bella e brava cantante Emmylou Harris. Non è una semplice corista, ma una folk singer di fama, anche se qui fa da “gregaria”, da  …asistente vocale 🙂

JOHN DENVER & EMMYLOU HARRIS

WILD MONTANA SKIES

Traduco.

“Egli era nato nella valle di Bitterrout, nella pioggia della prima mattina. Oche selvatiche stavano sull’acqua, dirette al Nord e (altre) di ritorno verso casa. Portando un caldo vento dal Sud,  portando il primo sapore della Primavera. Sua madre lo prese in grembo, e dolcemente cantava : “Oh, Montana, dona a questo bambino una casa. Dagli l’amore di una buona famiglia, ed una donna per se’. Metti un fuoco nel suo cuore, ed una luce nei suoi occhi. Dagli il vento per fratello, ed i selvaggi cieli del Montana”

Sua madre morì in quella estate,  ed egli non aveva mai imparato a piangere. Non ebbe mai conosciuto suo padre,  e non si chiese mai il perché. Non conobbe mai le risposte per costruirsi una via facile. Ma imparò a conoscere la natura selvaggia (wildiness-“selvaggità” sarebbe), e ad essere un uomo cosi’, in quella maniera (“a man that way”, “un uomo in quella via”), “genuino”.

Il fratello di sua madre lo prese con se’, nella sua famiglia, nella sua casa. Gli diede una mano su cui potesse contare, ed una forza che senti’ sua (che potesse chiamare sua, “could call his own”). Ed imparo’ a fare l’agricoltore, imparo’ ad amare la terra. E imparo’ a leggere le stagioni, ed imparo’ a crearsi una solida base, una posizione (“to make a stand”, “fare una stabilità”).

“Oh, Montana,  dona a questo bambino una casa. Dagli l’amore di una buona famiglia, ed una donna per se’. Metti un fuoco nel suo cuore, ed una luce nei suoi occhi. Dagli l’impetuoso vento per fratello, ed i selvaggi cieli del Montana”.

Nella vigilia del suo ventunesimo compleanno, egli si mise in proprio (“he set out on his own”, “si assesto’ fuori, di suo proprio”). Aveva trent’anni quando, nel cammino,  ritrovo’ la strada per casa, cavalcando un vento di tempesta attraverso le montagne, e con un dolore nel cuore. Cosi’ volto’ pagina, e ricominciò daccapo (“and to make a brand new start”- “e fare un inizio nuovo di zecca”).

Ora, nessno racconto’ la storia, del tempo passato da quando era andato via. Alcuni dissero che era diventato avvocato,  altri che fosse un “john”( Don Giovanni?).

C’era qualcosa nella città, che egli diceva di non poter respirare, e quacosa nella campagna che diceva di non poter lasciare.

“Oh, MOntana,  dona a questo bambino una casa. Dagli l’amore di una buona famiglia, ed una donna per se’. Metti un fuoco nel suo cuore….”

Adesso certi dicono che fosse pazzo, e si dicvano contenti che egli fosse andato via. Ma alcuni di noi ne sentono la mancanza,  e proviamo ad andare avanti (“to carry on”- “trainare su'”), dando voce alla foresta, donando voce all’alba, dando voce alla natura selvaggia , ed alla terra dove egli ha vissuto.

“”Oh, Montana,  dona a questo bambino una casa. Dagli l’amore di una buona famiglia, ed una donna per se’. Metti un fuoco nel suo cuore, ed una luce nei suoi occhi. Dagli  l’impetuoso vento o per fratello, ed i selvaggi cieli del Montana”.

Ho messo fra parentesi qualche frase o parola letterale, per evidenziare la fantasia che ci va a tradurre.  Mi piace pero’, e mi diverte.

(Altro blog)

Ciao.

Marghian

 

 

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CHARLES AZNAVOUR – IERI SI’

CHARLES AZNAVOUR

uno dei grandi..vecchi..

-grande chansonieur-

IERI SI’

Stupenda canzone. Mi ci sono cimentato anche io. L’ho imparata in questi giorni, quindi prendete la cosa come l’è. Ogni tanto mi  ci mettevo, dieci minuti la sera. Il video è fatto col telefonino, appoggiato al monitor del computer (con ancora il solito audio che mi registra male, ho preferito lo smartphone) Mentre registaravo il video, noterete, guardavo verso lo schermo del computer, dove avevo aperto un file con lo spartito della canzone, leggere le note e ricordarmi i passaggi. MI sono un po’ diciamo “ispirato” (che parolone… 🙂 ) ad un’altra versione (che non ho trovato) di Aznavour, dalla quale avevo già imparato (solo) la parte finale di chitarra dopo che dice le ultime parole :” da gio.o..o..va..ne”.  Ho ascoltato alcune volte questa, e poi ho trovato lo spartito con le note, per usarlo anche come “pro memoria”. L’ho provata anche al piano, o meglio, con tastiera regolata sul suono del piano, ma non mi andava bene per le inquadrature. Avreste visto me, ma non la tastiera, o i tasti e le mani senza che io mi vedessi. E ho mollato l’idea.

 

Okay, buon fine settimana.  Sperando che non piova. Però, mi racccomando, se piove non è perché ho cantato io, come si  sua dire da noi in Sardegna ” si cantas tui si ponid’a proi”,  cioè “se canti tu si mette a piovere”. Va bene che l’ ha detto anche il meteo, “perturbazione a casua di qualcuno che gioca a fare il cantante…”.   🙂  A parte gli scherzi, buon fine settimana (qui se qui sento già tuonare, per la mia somma gioia… )

CIAO CIAO

Marghian

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AUTUNNO. E’ arrivato

Ciao raga’. Poco fa ho fatto questo post su Facebook. A proposito de “a cosa stai pensando” di Facbook, che come un buon grande fratello ce lo chiede sempre (sì, appare scritto “a cosa stai pensando?” quando apri la casella dei post), questa mattina pensavo,  e penso ora, alla dolce estate ormai finita. E’ cominciato l’autunno. L’estate pero’ …sembra avere una coda. Almeno, mi piace pensarlo. E in questa coda confido. Spero cioè che ‘sta coda sia lunga, e faccia bello, per alcune settimane ancora, magari fino a fine ottobre. Periodo in cui faccio gli ultimi bagni, bagni autunnali come io e amici li chiamiamo. Insomma, così come ci sono i colpi di coda dell’inverno, che ci siano quelli dell’estate, mi pare giusto e meritato.

AUTUNNO, TRAMONTO DELL’ANNO

autunno

Io considero infatti l’anno come un lungo giorno. E lo è, se si pensa che “giorno” sta per giro,consideando il giro attorno al Sole che la Terra fa con noi sopra. In questo lungo giorno, l’autunno corrisponde alla sera che precede la notte, che è l’inverno. L’autunno e’ dunque come una sera, nell’anno; cosi’ come la primavera è come il mattino, l’estate è il pieno giorno. Il giorno che ora è ormai al tramonto.
Autunno, il tempo del ripensamento sui mesi trascorsi, il tempo dello sfoglio o dello spoglio (se non si odia il politichese.. 🙂 ) delle fotografie delle terminate vacanze. Ma è anche la stagione del ripensamento sugli anni andati, non solo sui mesi andati; e sull’età, sul vissuto nella bella stagione della giovinezza, “l’estate della vita”, alra mia convenzional definizione.
Autunno, entrato ieri, barca che ci conduce fino alle porte dell’inverno. Barca, che poi è la stessa nostra Terra, che effettivamente va verso astronomiche alchimie angolari di diverso irraggiamento solare. I raggi del Sole picchiano con angolazioni diverse, in questo lungo giorno, e si hanno così le stagioni. Accade come nei singoli giorni,nei quali si succedono le ore fredde del mattino e della sera, quelle calde del di’, fino a sera quando scende il buio, così come in autunno si accorciano le giornate. Ma c’e ancora tempo per arrivare all’inverno. E cerco, come nella vita, di godermi (godermi,oddio, a volte e’ anche sopportare, ma si sopporta…) di godermi il viaggio, non la fine del viaggio. Mi godo, se fa la brava, questa coda delle’state, nei primi giorni di questo autunno appena cominciato. Autunno, dolce tramonto dell’anno. 

Ciao

Marghian

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L.W.BEETHOVEN, LIEDER (canzone)OH SWEET WERE THE HOURS – Franco Battiato

FRANCO BATTIATO

OH, SWEET WERE THE HOURS

-Dolci erno le ore

Lieder (in ambito musicale classico “canzone”) di L.W. Beethoven

Traduco:

“Oh, dolci furono quelle ore quando la folla si dava alla gioia, ho animato le feste con balli e canti. Quando fresca di fonte, e chiara come il giorno, i miei “spiriti” traboccavano, diffondendosi tutti intorno.
Tornate, voi ore dolci, e fatemi vedere ancora le leggere aeree forme di incanto e gioia.
Vieni a donare al vostro vecchio amico, mentre egli incorona il bicchiere gaio, un cenno mentre vi dipartite, un sorriso mentre passate. Vino! Venite (ore dolci) e portatemi vino per rallegrarmi. Amico del mio cuore, vieni, mio alto pegno.
Vino, fino a che i sogni della mia gioventù siano ancora vicini a me. Perché mi devono lasciare? Perché? Non vi posso dimenticare, non posso rassegnarmi. C’è salute nel mo polso, e incantesimo nel mio vino. Ed il sole in autunno, nonostante passi troppo in fretta, è piu’ dolce e caro, del sole di giugno”.

———–

Un bell’inno al vino, al bere, all’inebriarsi. Anche la lirica di questo lieder è bella. Mi piace, anche se io personalmente bevo solo mezzo bicchiere di vino alla fine dei pasti, e un goccio di mirto sardo dopo uno yogurt ceh mangio per dessert. E la sigaretta. E’ chiaro, questa proprio non mi deve mancare. E’ il mio smoking… -pride, come si dice oggi,  a fronte fra l’altro di tanta intolleranza dilagante.

Okay, Ciao 🙂

Marghian

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GESTILLTE SEHNSUCHT- J. BRAHMS,Franco Battiato

Ciao.Ieri sera, prima di cena, suonicchiavo – con la tastiera regolata sul “piano”, una musica che ho imparato sentendola da Franco Battiato. Suonavo e ci canticchiavo sopra,  con un tedesco approssimativo. E’ questa.

GESTILLTE SEHNSUCHT

(Nostalgia placata)

-o meglio, soddisfatto desiderio

“Immerso nel tramonto dorato stanno i boschi solennemente! A bassa voce respirano gli uccelli. La tranquilla brezza serale. Cosa sussurrano il vento, e gli uccelli? Essi bisbigliano nel sogno, nel nostro mondo. I loro desideri, che suscitano sempre nel nostro cuore riposo e pace! Desideri, il petto si muove, quando riposi, quando si dorme? Quando sussurra il vento e gli uccelli il loro desideri, quando vi addormentate? (wann schlaft ihr ein?- so anche io un po’ di tedesco 🙂 ) Oh, se non più la distanza d’oro. Il mio spirito si eleva (mein geist auf- il mio spirito alto-) con le ali del sognatore, non soltanto verso le stelle lontane con lo sguardo sognante degli occhi stanchi, poi sussurra il vento, e gli uccelli con fantasia sognano la mia vita”

Ciao Raga’. Questo brano clasico che ho rpiescato dal mio blog, è un “lieder ” di Brahms. Musicisti come Beethoven, Brhams ed altri composero i cosiddetti “lieders”, “canzoni”. “Gestillte sehnsucht” e’ uno di questi “lieders” che Battiato interpreta in maniera che io trovo piacevole da ascoltare. Il testo, poi, è una poesia. Lo condivido, non soltanto nel senso di postare su WordPress) , ma “condividere” nel senso più tradizionale di “sentire”, “far proprio”, identificarsi ecc.ecc. )

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Nostalgia placata, soddisfatto desiderio. Occorre desiderare, ossia mancare di qualcosa, affinché si abbia l’ebbrezza serena dell’appagamento. Avere tutto, da sempre, equivale a non essere, a non vivere (non ci sono dinamismi, la vita è movimento, è variazione). Senza questi sbalzi di emozione. Non si gode una spiaggia, se non vi si approda dopo un lungo, faticoso navigare; senza un lungo e faticoso affanno, non si ha la gioia della meta. Solo così, dopo aver provato nostalgia e desiderio, ed aver poi placato l’una e soddisfatto l’altro, col tuo merito, solo così senti poi gli uccelli cantare per te, solo così la strada fa parte del tuo cuore. Solo così ti puoi davvero immergere in un tramonto dorato. Solo così, sei vivo. Nel riposo, dopo aver soddisfatto il desiderio. Dopo aver placato la nostalgia. Nostalgia che però deve esserci, Nostalgia e desiderio, senso e forza di ogni cammino (Marghian)

BUONA SERATA CIAO

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IL SILENZIO DEL MARE

IL SILENZIO DEL MARE

moon_light

Il silenzio del mare
Sintonia con la pace del cuore
Silenzi uniti, a creare una musica
E nel contempo ascoltarla
La musica del mare, il suono del vento
Echi soffusi di armonico concento
Il muto canto della Luna
Eterna spettatrice e maestra insieme
Degli amori sbocciati in una danza
Danza che segue le coreografie delle onde
Sullo sfondo dell’oscuro riflesso del cielo
Divina regia
Il mare tace di notte
E nella notte, la pace
Meta finale di un antico sospiro
Marghian
CIAO
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