UN “CIAO”, BUONA DOMENICA, con un ricordo della nostra MARIA TERESA CAU

Ciao ciao. ‘A rieccomi. Si’, Maria Teresa Cau, e’ se vogliamo la nostra “Violeta Parra”. Ci lascio’  troppo presto, a soli 33 anni. Un incidente stradale, di ritorno pensate da un concerto. Nata nel 1944 ad Ozieri nel Nuorese, e morta infatti nel 1977 e’ stata  una cantante ed autrice, una cantautrice folk. Da li’, il mio paragone con la Violeta Parra, cilena. Ad accomunarle, il talento e la ricerca musicale, l’aver composto ed interpretato brani tipici della “propria terra” , e ricerche filologiche musicali e folk. La sua produzione musicale e folk consta di brani in sardo Logudorese”, la parlata del centro Nord della  Sardegna, da noi considerata “la lingua sarda pura”, a fronte di altre parlate che differiscono da essa. Come ad esempio dal mio dialetto: quasi la stessa differenza fra italiano e spagnolo se vogliamo. Il vsto repertorio della Cau va da brani a di sua composizione ad altri tradizionali e popolari. Comme in questo caso, dove ella canta delle strofe “gia’ esistenti” popolari, nella tradizionale metrica dei nostri “Muttos de Amore”- versi d’amore-    con la melodia tipica del canto “A sa Nuoresa” (alla maniera di Nuoro), accompagnato rigorosamente con la chitarra e/ o fisarmonica. A me piace molto suonare con la chitarra “a sa uuoresa”. E ci canticchio anche sopra, talvolta. Ne so, di questi versi, perche’ mio padre, quando avevo 10, 12 o 15 anni me li faceva sorbire alla grande, ascoltando di quei dischi per ore, con i mitici Leonardo Cabitza, il duo Canu e Chelo, Serafino Murru ed altri colleghi della Cau, con i quali ella ha collaborato molto. I “muttos”, de amore e non,  Sono un po’, se vogliamo, i nostri stornelli. Noi nell’Oristanese abbiamo invece i canti “a trallallera”, che sono un po’ piu’ volgarotti, e ce li li cantiamo nelle feste e spuntini.

Sentirete lo scroscio tipico di un vecchio disco. Infatti di questo si tratta: un disco di vinile poi “digitalizzato” mantenendo  i suoni originali, fruscio compreso 🙂

MARIA TERESA CAU

Dedicato a mia cognata, che dalla foto ci somiglia 🙂

CANTU A SA NUORESA

Canto alla Nuorese

“In questa notte bella, vedo la Luna che illumina la Terra, tutta quanta. E da lontano “su pregustu”(non si capisce bene, forse e’ nel senso di “gia’ mi pregusto, nel vederlo..”), bel monte, c’e’ una stella che bri..c’e una stella che brilla ancora. Ed io desidero te, dentro il cuore, senza (il bisogno di) sperare in un’altra fortuna”.

(Versi tradizionali sardi- traduz. Marghian)

ALLORA CIAO, BUONA DOMENICA E BUONA SETTIMANA

Marghian

 

 

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CI SONO, CI SONO….

Ciao. Infatti, ci sono. Finalmente questa sera sono riuscito a mettermi davanti al pc.  Piu’ che altro per fareo due cosette veloci su excel. Poi ho aperto un po’ Youtube, poi il blog.

FIZA MEA

.Figlia mia-

PIERO MARRAS

 “Faremo uno scherzo al vento,  ce lo chiuderemo dentro una stanza. Ma promettiamo di liberarlo, se ci aiutera’ tutti a volare. Metteremo rami di ciliegi, e di gelso  e cento petali di rose, nelle finestre e nell’orlo della porta. Faremo una festa grande.

Lo vedi, figlia mia, che i nostri sogni adesso camminano a piedi? Lo vedi, figlia mia, che tu sei regina e io sono re?

Andremo a “mungere” l’anima e il cuore. Quello che ne vien fuori varrà piu’ dell’oro. Andremo a pascolare sogni e desideri, affinche’ possano crescere teneri come gigli.

Pianteremo alberi di speranza, ce le metteremo lungo tutta  la strada. Vorremo avere pace ovunque: che venga il sole, e passi via questa nube.  

Lo vedi, figlia mia, che i nostri sogni adesso camminano a piedi? Lo vedi, figlia mia, che tu sei regina e io sono re?” (Piero Marras- Traduzione: Marghian)

Piero Salis, in arte Marras  (“Marras”, “Zappe”, e’ un comunissimo cognome sardo, quasi come “Rossi” nella Penisola), e’ un cantautore che, dopo aver composto ed inciso diversi brani in italiano  si e’ poi dedicato esclusivamente a composizione, interpertazione e ricerca filologica di  brani in dialetto. Ma “guai”-in senso buono… 🙂 , per un sardo, dire “dialetto”. E’ la nostra lingua, neolatina, altresi’con forte influenza spagnola. Tornando al cantante, e’ un po’, cosi’ lo definisco io, il nostro “De Gregori”.  Nelle sue canzoni in italiano ci somiglia, sia per voce che per lo stile lirico.

VEDETTE

Ascoltatevi magari anche “Il figlio del re”, molto bella per il suo significato, e “Una serata in rima, in questo post. In “una serata in rima” si nota ancor di piu’ il Marras “tipo De Gregori”. Ciao 🙂

Marghian

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GOOD NIGHT

WAYNE TOOKER

 

(THE LAST TRAIN FROM) POOR VALLEY

“Era bello, una volta. Tutto era fortemente bello, i colpi di carbone ruggevano di giorno e di notte. Ma le cose si sono smorte, per nessuna ragione che io conosca, e freddi venti si agitavano, nella sabbia. Le miniere erano  tutte chiuse, nella zona attorno. Non  c’era tanto che noi potessimo fare. Tranne mettersi  fila ad aspettare per avere la tua razione, segnata  nel tempo, e la donna che io potevo vedere mentre ti uccideva. E la soffice neve di dicembre…(..”Vederla cadere sulla mia cabina,  tutta attorno,  e L’ULTIMO TRENO che proviene dalla povera valle…” eccetera). Il “fra parentesi“ ed altro,manca in questa versione. Il testo originale e’ infatti ancora lungo, ricordo qualche strofa, oltre a quanto ho tradotto ascoltando il video. La canzone, del 1974  e’ di tale Norman Blake, ecco la sua versione. Okay, buona notte e buon weekend.

CIAO

Marghian

 

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‘NOTTE…

Ciao. Il compleanno di Mirna 🙂 , di ieri, mi ha ricordato questa canzone, “a chent’annos”.  Vi lascio almeno questo. E adesso, a cucinare,  ‘notte 🙂

TAZENDA – A CHENT’ANNOS

L’ho postata poco fa da lei, in commento, e gliel’ho tradotta  🙂

Quindi, “copia- incolla”…..

“A cento anni, figli , pieni di giorni di allegria. Quale tesoro, quale incantesimo, nel godere di alti e nobili desideri. A cent’anni fratello della mia terra, che tu sia qui (innoe) o in nostalgia (lontano da qui),  ma in pace ed in amicizia. A cento anni, madre, pazienza e solitudine. Motivi di serenita’ mettimi  nelle mie brame. A cemt’anni di Vita, che risuona dentro di me. Brucia come una ferita e *vibra in me.. A cent’anni cuore mio , – tu che – sei una scintilla di Dio. A cent’anni, padre mio, in qualunque luogo tu ti trovi. Mandaci delle belle notizie, da qualsiasi Terra o Cielo. A cent’anni anima..anima sposa mia. Quale fortuna, quale “malia”. Inseguiamo alte parole. A cent’anni, o Melodia, che scorri dentro me, facendo sciogliere la neve, piena di luce e armonia. A cent’anni Vita, che risuoni dentro di me. A cent’anni, cuore mio….-tu che- sei una scintilla di Dio”.  Ciao.

Marghian

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L’INTERVALLO CONTINUA. Ma vi saluto

viol_1

MA CIAO

Buona giornata (inoltrata, sono le 12, 53. Mi sono alzato alle 9,30, almeno la domenica..). Non ho idea su quando riprendero’ a pubblicare qualcosa. Per questo vi lascio (almeno ) un saluto.

La musichetta a che sentite (tra l’altro a suo tempo composta scrivendola nota per nota su un rigo “cartaceo” improvvisato, cinque righe fatte a penna su un foglio di carta, non avevo un quaderno da musica..) non e’ suonata con il violino, troppa grazia… Non l’ho e non lo so suonare  🙂   (come nella canzone “La prima cosa bella”, sulla chitarra) ). E’ suonata con la tastiera, simulando un violino. E’ su due tracce, infatti c’e anche un accompagnamento. 

Per quanto rigaurda i post, ho delle piccole  idee anche circa qualcosa da mettere nell’altro blog. Ma, ripeto, ora non so quando trovero’ il tempo, ed il “mordente”.  Per i commenti,  e per leggervi, comunque ci sono sempre, molto o poco che sia. Ciao, a presto  🙂

BUONA DOMENICA, E BUONA SETTIMANA

Marghian

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PICCOLO INTERVALLO – con la mia buona notte

PICCOLA PAUSA

figge-with-violin

PICCOLA PAUSA

Non che stai combinando gran che in questo periodo, ma… 🙂

E LA MIA BUONA NOTTE

Una musichetta improvvisata, per questi momenti di intervallo.

Vi seguo, cosi’ come posso, nei commenti.

Al piu’ presto possibile, ciao 🙂

Marghian

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POST “REMAKE” – BENNATO, L’ISOLA CEH NON C’E’ – SONO SOLO CANZONETTTE

Ciao. Questo e’ la copia di un post che avevo fatto ben 5 anni fa, quando nell’altro blog ci mettevo anche i video musicali. Ve lo propongo, cosi’ come e’, anche  con gli errori 🙂

C’e’ chi crede che esista “l’Isola che non ce’”. Ma sono solo favole. Ma..e’ proprio cosi’?

 “Ma se un isola e’ circondata dal mare, allora l’isola che non c’e sara’ circondata…dal mare che non ce’!”

(Dalla favola di Peter Pan)

EDOARDO BENNATO

L’ISOLA CHE NON C’E

Edoardo Bennato scrisse  questa  canzone ispirata alla favola di Peter Pan: “L’Isola che non c’e” dove il cantautore napoletano dice che “non puo’ esistere una isola che non c’e”. Ovviamente questa e’ una metafora che rappresenta un “mondo che non c’e”. “Senza guerre, ne’ soldati, ne’ armi”. Un mondo che “non puo’ esistere nella realta’”. Nella canzone, ironica come sono le canzoni di Edoardo, c’e un invito a…cercare quest’isola che non c’e’. Di cercarla anche se nessuno crede che esista.  Un invito a cercarla con tutte le forze e con il coraggio di andare contro corrente. E’ questa forse, “il cammino che porta dritto al mattino”. Cercarla, sempre e con coraggio.  “Non darti per vinto perche’ chi ci ha gia’ rinunciato e ti ride alle spalle, forse e’ ancora..piu’ pazzo di te”. L’isola che non c’e. Roba da favole per bambini.  O…da canzonette. Infatti, sono solo canzonette. O forse no.

 “O forse no”. E poi, a ben pensarci,  non e’ del tutto vero  che  oggi non  si crede che esista quest’isola. Non ci credeva forse…Cristo? Non ci credeva forse..gandhi? Non ci credevano forse Nicola sacco e Bartolomeo Vanzetti? Tutti questi personaggi ci hanno creduto. Tutta la gente che ne e’ stata e ne e’ seguace…ci crede. Quest’isola e’ una..meta, un po’ come le Americhe che ” effettivamente”….”non c’erano”. Ma Colombo ci credeva, e questa meta egli… la raggiunse (ed altri prima, di lui, e che gia’ vi abitavano. Ma dov’e questa isola…che non ce’?
C’e chi la cerca qui, in questo mondo, seguendo una via per…crearla. Spartacus si fece uccidere, ma lo schiavismo continuo’ ad esistere. Eppure….egli diede il suo contributo.  ideologi e pensatori laici hanno anch’essi seguito la “strada della creazione di questa isola” nella  ricerca di una giustizia sociale o della pace. Senza riuscirci? Gia’. Ma….nessuna meta viene raggiunta senza un lungo e faticoso cammino.
C’’e chi invece la cerca non fra le isole “che ci sono”, ma oltre….ogni isola, oltre ogni continente, oltre ogni mare: e’ la ricerca attraverso la via della fede, sotto un’ottica ed una  prospettiva di qualcosa che non ha riscontro in questa vita. Ma che pero’ aiuta a viverla. L’idea del “paradiso”, la speranza di una vita perfetta che “non e’ di questo mondo” sono anche queste strade per trovare un’isola che non c’e.  Qui.

Piuttosto che domandarsi se questa isola c’e,  non e’ forse  meglio chiedersi invece: “ci sara’?”.
Questo dipende da noi, volere che un giorno l’isola che non c’e….ci sara’. E…il cammino e’ ancora lungo. *Non diamoci per vinti, e continuiamo a cercarla. Partendo dal nostro cuore. Forse e’ li’ la “mappa” che ci conduce ad essa. Questo forse e’ il cammino..e poi dritto, fino al mattino…di un’alba dell’isola che…ci sara’. Non e’ cosi’? Io pero’…credo di si’. Ciao.

Ho pensato di farvi sentire Bennato, e mi sono ricordato di questo post, dove c’erano le due canzoni e le mie considerazioni scritte “a braccio”. Va bene che faccio sempre cosi’…Ma scrivevo moto di piu’, allora. Ciao  🙂

Marghian

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