OMAGGIO AD ARETHA FRANKLIN ARETHA FRANKLIN – RAY CHARLES

ARETHA FRANKLIN E RAY CHARLES

DUE GRANDI ICONE, DUE FACCE DELLA STESSA PREZIOSA MEDAGLIA

Regina e re, della musica Soul

ARETHA FRANKLIN – RAY CHARLES

LET IT BE

Lennon – Mac Cartney

Il titolo “Let it be”, “lascia che sia”, è stato tradotto anche con “lascia che succeda” o “lascia  che accada”. Corrisponde infatti al nostro “così sia”.

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“Quando mi trovo in momenti di travaglio e sofferenza, la *Vergine Maria (lett. “Madre Maria”)  viene a me, pronunciando parole di saggezza. Lascia che sia.  E nella mia ora di oscurità , ella sta ritta davanti a me, e mi dice parole sagge. Così sia”. Lascia che sia, lascia che sia….Mi sussurra parole sagge.  “Cosi’ sia” .

E quando la gente che ha il cuore infranto che vive nel mondo sopporta (letteralmente “acconsente”, “agree”, si adegua *giocoforza, ), ci sarà una risposta. Cosi’ sia.

E per quanto essi si sentano messi da parte (lett. “per quanto essi siano separati”), ci sarà una possibilità, “chance”,  che essi vedranno. Ci sara’ una risposta, “cosi’ sia”..ci sara’ una risposta.

E quando la notte si fa  tenebrosa (letteralmente “nuvolosa”, “cloudy”), c’è ancora una luce che splende su di me. Splendera’ fino all’alba, lascia che sia.

(e tu sai che quando ) mi sveglio al suono della musica, la Vergine Maria viene a me, dicendo parole sagge. Lascia che accada….Ci sara’ una risposta, cosi’ sia….” (traduz. Marghian)

Ciao.  Ho voluto tributare questo omaggio ad Aretha Franklin, grande voce del Soul. A tal proposito, non potevo  non associarla a Ray Charles.   Buon weekend, Ciao.

-altro blog-

Marghian

 

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CANTO AL MATTINO – Cat stevens Morning Has Broken

Ciao. Fra i tanti video presenti su Youtube  su questa canzone ho scelto questo, con i gatti. Non perché Stevens si chiama Cat, “gatto”; ha inciso probabilmente anche questo nella mia scelta, ma è per raccontarvi di una scenetta simpatica che mi capitava di ascoltare quasi ogni mattina, in macchina, su Radio 2, mentre mi recavo al lavoro. Una scenetta nella quale, ad un certo punto, i due conduttori del programma Caterpillar dicevano “stano arrivando i professori di gattinizzazione”. – “Anche oggi, ma….  Ad un certo punto della trasmissione, entrano in scena due o tre persone, che recitano la scena di fare irruzione in studio, e che si annunciano come “i professori di gattinizzazione”. “Ma cosa è, questa vostra gattinizzazione?”, chiedeono i due conduttori.. – “Semplice, -spiegano-, “così come nei siti internet, nei blog, per piacere alla gente, ci mettono i gattini, cosi’ noi prendiamo una notizia antipatica, poco piacevole e  la …gattinizzziamo. Se per esempio la notizia recita “aumenteranno le tasse” noi ci aggiungiamo qualcosa come  “si’, ma ci saranno dei servizi….”.”, e così, con postille del genere,  rendiamo la cosa accettabile, e piacevole: come quando i gattini nei blog. – – “Come addolcire la pillola praticamente.”- “Si’, qualcosa di simile, anzi di più: dateci una notizia, anche la più brutta e antipatica, e noi la gattinizziamo, così….”. Da molto non ascolto Radio 2, non so se ancora esiste questo “sketch” sulla “gattinizzazione”.

Questo per evidenziare  che anche io, con questo video, ho in qualche modo “gattinizzato” il blog. Va bene che l’ho già fatto, con la mia gatta. Se la volete rivedere…Spero appunto che vi piaccia. Ma credo che “Morning Has Broken vi piacerà, anche a prescindere dai gattini  🙂

CAT STEVENS

MORNING HAS BROKEN

“Il mattino è sorto, come quando sorse il primo mattino. Il merlo ha cantato, come cantò il primo uccello. Lode per il canto, lode per il mattino. Lode per la fresca primavera del mondo. Dolce cade la nuova pioggia, la luce del Sole dal Ciel, come la prime goccia di riguarda sul primo filo d’erba. Lode per la dolcezza del giardino bagnato, soffice nella completezza dove passano i suoi piedi. Mia è la luce del Sole, mio è il mattino, nato da una sola luce, che l’Eden ha visto manifestarsi (letteralmente “giocare”, “play”). Loda con esultanza, loda ogni mattina, la creazione di Dio del nuovo giorno. “Il mattino è sorto, come quando sorse il primo mattino. Il merlo ha cantato, come cantò il primo uccello. Lode per il canto, lode per il mattino. Lode per la fresca primavera del mondo”

(Cat Stevens – traduz.  Marghian)

Si nota il carattere “religioso” del testo, fra “Creazione”, “Eden”, “Dio”. e Cat Stevens si sarebbe ispirato ad un libro di canti per bambini, fra cui c’era un canto natalizio, con un titolo tipo “the child born in a manger”, “il bambino nato in una mangiatoia”.

(altro blog)

CIAO

Marghian

 

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CLAUDIO BAGLIONI CANTA TRILUSSA

CLAUDIO BAGLIONI- NINNA NANNA

Ciao. Quando negli anni ’70 in discoteca mettevano i balli lenti, ogni tanto si sentiva questa canzone. Mi piaceva (tutto mi piaceva e mi piace di Baglioni), ma questa in particolare, ,mi faceva un po’ riflettere. Quando seppi che il testo e’ una poesia di Trilussa, la cosa non mi parve per niente strana. Era proprio nello stile di questo poeta romanesco.

Ninna nanna, nanna ninna, Er pupetto vo’ la zinna. Fa’ la ninna, dormi, pija sonno, Che’ si dormi nun vedrai tant’infamie e tanti guai. Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti , de  la pora gente che se sganna. Che se sganna e che s’ammazza, a vantaggio della razza. E a vantaggio pure di una fede, per un dio che nun se vede. Ma che serve da riparo, ar re macellaro che sa bene che la guera e’ un gran giro de quattrini, che prepara le risorse pe’ li ladri delle borse (ninna nanna, ninna nanna oh…) Fa’ la ninna, fa’ la nanna, fa’ la ninna che’ domani…rivedremo ancora li sovrani, che se scambiano la stima, boni amici come prima: so’ cuggini e fra parenti nun se fan li comprimenti. Torneranno ancora piu’ cordiali, li rapporti personali. //Senza l’ombra d’un rimorso, sai che ber discorso ce faranno tutti insieme sulla pace e sul lavoro, per quer popolo cojone, risparmiato dar cannone (Ninnananna, innnananna oh…)

(Trilussa)

Il testo cantato da Baglioni è un estratto della poesia “la ninna nanna de la guera” cheTrilussa scrisse nel 1914.

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=103&lang=it

CIAO

Marghian

 

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PIERO MARRAS- cantautore sardo- IL FIGLIO DEL RE. VIDEO CON COSE DELLA SARDEGNA. E MIO VIDEOSELFIE

IL FIGLIO DEL RE- di Piero Marras

Ciao. Questa sera – forse –  riesco a lasciarvi qualcosa 🙂  Questo fine settimana, fra lavori in casa, commissioni, e mare,  proprio non ho trovato il tempo. Oltre al fatto che l’altra sera Internet sul pc non girava. Ieri sera comunque ho fatto un mio video, dove ho cantato una canzone di Piero Marras, bravissimo cantautre sardo. In realta’ egli si chiama Piero Salis, e come nome d’arte ha voluto adottare il suo vero nome ed un altro  cognome, Marras, che è  altrettanto comune quanto il suo in Sardegna. Ah, io Sbagliando una parola, ho di fatto pubblicato un falso storico. Quando mi sentite dire “ti ho portato un sacco pieno di allegria, perché’ riempia la *mia vita”, non credeteci tanto: pensate a “LA *TUA vita…” (dal contesto del testo capite benissimo perché’). Dice ad ogni strofa “la tua vita”. Io, sbagliando, in quel punto del testo ho detto “la mia vita”, oltre ad avere invertito la posizione di due parole dal significato affine come “tormento” e “dolore”, o aver detto “potrà” invece di “saprà”. Questo pero’ non altera il senso della canzone, tolto quel “la mia vita”, che e’ proprio un errore (mi sono accorto chiaramente dopo aver pubblicato il video.. Prestate particolare attenzione alle ultime parole del testo. Le parole, nell’originale di Marras, si percepiscono meglio che da me, un po’ anche per colpa dell’audio nel mio video , e un residuo del raffreddore che mi sono preso durante le ferie… 😆 

IL FIGLIO DEL RE

– cover-

 c’è in aggiunta un accordo incerto, alla fine, un attimo prima di azzeccare quello giusto.

IL FIGLIO DEL RE – PIERO MARRAS

Ho scelto questo video anche perché corredato di immagini molto descrittive sul mondo sardo: i costumi, i paesi, le tradizioni, la gente, i paesaggi.

CIAO

Marghian

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SERA

SERA

sera.jpg

SERENA NOTTE

Ciao

Marghian

 

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FERIE ESTIVE FINITE, E GODUTE COSI’ COSI’.

FERE ESTIVE TERMINATE

-e godute a meta’-

labour place door

Ciao raga’. Eh, sì, con venerdì sono finite le mie ferie, Quelle estive, intendo. Ne ho ancora, da prendere (come avviene nelle realtà lavorative) , ” quando fa”- come diciamo noi sardi per dire “quando si può fare”, traslitterando l’espressione nostra “candu faidi”. In breve, compatibilmente con le esigenze di lavoro o di servizio, come nel mio caso. E che c’entra questa precisazione, “o di servizio come nel mio caso”?. C’entra, perché’ per molti, grazie ad un luogo comune del kaiser, l’impiegato non lavora. Beh, fra smanettare faldoni, rispondere al telefono, passare le telefonate esterne ai vari uffici, rispondere al citofono, “vedere chi è”, aprire e accogliere la gente che viene per fare ricerca (si tratta di un archivio di stato); servirla fornendogli quanto richiesto, ricollocare poi nelle scaffalature il materiale consultato; cercare fascicoli a decine o a centinaia (praticamente sono diviso fra la mansione di un usciere e quella di un magazziniere). E poi fare fotocopie, inserire dati di schede cartacee in file acces del computer, svolgere servizi extra di sabato o di domenica, seguire tecnici e manutentori, e qualche altra cosa ancora. Non è una lamentela, anzi come lavoro mi piace. MI piace di più rispetto a quando, in altre sedi, facevo solo mansione di vigilanza, un lavoro di attesa. Come negli anni in cui ho fatto servizio in musei e aree archeologiche (Cagliari- Museo, 4 anni; Cabras-Museo e Tharros-area archeologica, facenti parte di una unica sede,  6 anni; Nuraghe Losa di Abbasanta-area aergheologica, nove anni) mi annoiavo di più. Poi, dal 2005, Archivio di Stato, ove mi feci trasverire  per avere i sabati e le  domeniche liberi. 

No, nessuna recriminazione o lamentela. Vi ho esposto tutto questo a discapito del luogo comune, anche se di certo non sarò io a sfatarlo: l’impiegato, in molti casi, lavora. Lavora, eccome.

// Ferie, come nell’intestazione del post, godute alla maniera della canzone di Ligabue, “Certe notti”: “..che’ se ti accontenti godi, così così…”.

Dopo la prima settimana andata benino, al mare per sei giorni consecutivi, come vi ho anche scritto, lunedì sera un mal di gola con annessa febbre e annessa lombalgia. Sto bene da soli due giorni. Ieri si’, ero al mare (seppur con qualche piccola remora, un po’ la gola si sentiva “raschiare” ) , dopo averci rinunciato per tutta questa seconda settimana di queste ferie bislacche 🙂

E si rientra al lavoro. Che bellezza … Ormai le ferie non mi bastano più, dati i miei 65 anni e mezzo suonati, direi che avrei diritto. ad altro. . Spero succeda qualcosa, e che la prossima estate non si parli solo di ferie. Le ferie sono belle, ma hanno un piccolo difetto, finiscono. A me non sta simpatica la finitezza, specie per le cose belle. Va ‘beh, è così.

Ciao 🙂

Blog

Marghian

 

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PER FARE UN UOMO – NOMADI- e saluto con videoselfie

NOMADI – PER FARE UN UOMO

La canzone è il retro del 45 giri “Dio è morto- Per fare un uomo, uscito nel 1967. Nel 1979 anche Caterina Caselli ne incise una cover.

VIDEOSELFIE

Già 🙂  Questa mattina, avendo anche tempo, mi e’ venuta di nuovo questa coraggiosa idea.  Ho fatto questo “vieoselfie” di “Per fare un uomo”.

Potete anche vedre la cosa  un po’ come un piccolo bollettino medico, nel senso che da lunedi’ ho un mal di gola, febbre a 38,3 la sera  e lombaggine in omaggio (belle ferie..  😆 ) infatti non vado al mare da domenica scorsa. Il video come un piccolo bollettino medico, in quanto  il mal di gola e la febbre sono quasi scomparsi  (altrimenti col kaiser che si ha voglia di cantare… 🙂 ). Mi e’ rimasa solo un po’ di raucedine (concedetemi percio’ qualche sconto .. 🙂 ) ed ancora un lieve residuo di lombaggine. Sto decisamente  meglio. Giocoforza, sto per riprendere il lavoro…-

Quando andro’ in pensione  “qualcuno” allora mi dira'” :” ora non servi piu'”,e pioveranno gli acciacchi. Ci scommettete?

Sulle ferie andate male. ci metto una pietra sopra, oppure stendo un velo pietoso, il che è la stessa cosa. Per ora porto pazienza. Ma sono di un contento…vi lasco immaginare, con il fumo che mi esce dal naso e dalle orecchie, con gli gli occhi che sono come due tizzoni ardenti, e dolci paroline (in sardo rendono meglio) miste a fuoco, che mi escono dalla bocca, e fulmini da sotto i piedi. Credo di aver descritto bene la mia contentezza.. 😆 

C’è chi mi ha detto di non confidare nell’altra vita, nella sua esistenza. Io, a dire il vero, confido poco in questa vita. .Mah,.non voglio tergiversare tropo, altrimenti  non la smetto piu’, e annoiare non e’ nei miei pensieri. Perciò’ rientro nei ranghi del “tema”.

PER FARE UN UOMO  – COVER

Sono riuscito a suonare sulla chitarra le note da fare con il pollice. Ho messo  un cerotto.  Piccolo incidente.. culinario , sbucciando una pesca,  ieri sera, a cena

Se sembro guardare da un’altra parte, e’ perché non mi sentivo sicuro sulle parole, e guardavo ugni tanto verso un riquadro Word, sulla sinistra dello schermo.

BUON WEEKEND CIAO

Marghian

 

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