VACCINAZIONE SECONDA DOSE EFFETTUATA

Ciao. Oggi, come da programma, ho concluso la cura (preventiva) anticovid. Ben evidente la marca. Qualcuno llo ha chiamato “frizer”, o come mi ha chiesto uno, se per caso mi avessero fatto, come prima dose, il Zenca. Contro il covo (ah, questo l’anno scorso,).. Ma si’, va bene lo stesso, importante e’ capirsi 🙂

OKAY, E’FATTA

TUTTO O.K.

Certo che se un medicinale curasse come nella canzone di Battiato, o ci rendesse super cerebrali come Lucy. Beh, accontentiamoci di essere vaccinati , essre piu’ sicuri, poter fra non molto si spera, viaggiare, anche se non visitare l’universo “superando le correnti gravitazionali” o muovendosi in ogni epoca, essere ovunque, come Lucy. Bella, nel film che ho rivisto poco fa, quasi commonvente, la scena del contatto fra la Lucy e la vera Lucy, che gli scopritori chiamarono cosi’ mentre festeggiavano il ritrovamento. Mangiando, era sera, e bevendo, da una radio arrivava la canzone dei beatles “lucy in the sky with diamonds”, e qualcuno..”lucy, la chiamiamo Lucy!”

BUONA SERATA CIAO

Marghian

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UN SALUTO, CON UNA CANZONE SEMPLICE SEMPLICE, M DI “MARCA”: LUCIO BATTISTI, ECCO LA MARCA. E COSI’, LA CANZONE E’…”ERA”

LA CANZONE “ERA”, DI FINE ANNI ’60, E’ SEMPLICE – RISPETTO A QUANTO BATTISTI E’ STATO CAPACE DI FARE, SE SI PENSA A SUOI BRANI “DI SPESSORE”

LUCIO BATTISTI – ERA

A MIO PADRE “LUCIO BATTISTA”, COME LO CHIAMAVANO ENTRAMBI I MIEI, LUCIO NON PIACEVA TANTO, CON LA ECCEZION FATTA PER “FIORI ROSA FIORI DI PESCO”, PER COME LA INTERPRETAVA IN TELEVISIONE, E QUALCHE ALTRA. GLI PIACEVANO INFATTI ANCHE “ERA”, E “ANCHE PER TE. “”IN CERTE CANZONI E’ BRAVO ANCHE LUCIO BATTISTA….”, ERA SOLITO DIRE. IO E MIO FRATELLO – IL QUASI COETANEO CHE VIVE ORA AD ORISTANO ERAVAMO FAN DI BATTISTI, FACEVAMO A GARA A CHI INDIVIDUASSE LE CANZONI DI BATTISTI CANTATE DA ALTRI. “OH MARY O MARY, DI BRUNO LAUZI- MI DISSE-, E’ DI BATTISTI!”. “PUNTO PER TE. -“INSIEME”, DI MINA, E’ DI BATTISTI…” FU PUNTO PER ME. COME QUANDO INDOVINAI CHE “ANCORA GIORNO DI PAPPALARDO” ERA DI BATTISTI. DICEVAMO DI AVERE ENTRAMBI “IL SENSO DEL BATTISTI”

NON FACCIO UNA COLPA A MIO PADRE, RISPETTOSO COME SONO SEMPRE STATO DEL “DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST”, E A LUI PIACEVANO I DO DI PETTO DI CLAUDIO VILLA, GINO LATILLA, E ALTRI CANTANTI DEL SUO TEMPO, E CHE NON GLI SI TOCCASSE MODUGNO. UN GENIO PER LUI: “PAROLIERE, CANTANTE E MUSICISTA”. E LE CANZONI ORECCHIABILI, ALLA “FINCHE’ LA BARCA VA..”. IL SUO IDOLO ERA PERO’ , ANZI PER L’APPUNTO, “ORIETTA”. MIA MADRE INVECE ERA PIU’ APERTA, AVEVA GLI STESSI GUSTI DI PAPA’, MA APPREZZAVA BATTISTI, BAGLIONI, BENNATO E PERSINO VASCO, E CANTANTI STRANIERI SUI QUALI SAPEVA DISCERNERE: “NON CAPISCO LE PAROLE MA CANTA-CANTANO BENE”, BEATLES, ELTON JOHN, ED ALTRI.

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-SU “ERA” MI CI SONO CIMENTATO ANCHE IO, PRIMA DI PRANZO.

SEMBRA UNA NINNA NANNA QUESTA CANZONE. QUESTO CONFRONTO CON LA NINNA NANNA MI E’ VENUTO PROPRIO MENTRE REGISTRAVO IL VIDEO

Ed ecco la mia versioncina. Piuttosto impegnativo confrontarsi con Battisti.

Ma almeno come ninna nanna va meglio la mia, dai 🙂

(audio molto piu’ basso….)

BUONA SERATA. E….. BUONA NOTTE 🙂

CIAO

Marghian

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QUANDO SI E’ CLASSICI, SI PUO’ RENDERE CLASSICO ANCHE IL ROCK. ….O IL PROGRESSIVE, L’UNDERGROUND…..”

“Omnia claxica claxicis”- tutto è classico per chi ha classe”, parafrasando -nel mio latino un po’ casereccio…- il buon Don Abbondio…(“omnia munda mundis”). Mi sono ricordato del Manzoni perché è il 5 maggio, pur se la data non è legata al suo romanzo ma a una sua poesia.

‘STA RAGAZZA, CHE HA CLASSE, RENDE CLASSICA “COMFORTABLY NUMBER”, DEI PINK FLOYD

BUON POMERIGGIO E BUONA SERATA

CIAO

Marghian

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COLORI E SUONI DELLA SARDEGNA

Ciao. Da domani siamo “arancioni”. Ma sono questi, i nostri veri veri colori . Quelli della natura, e dell’. Sono i colori della Sardegna, quelli veri, atavici e secolari; e la vera musica e poesia, due bellezze che , a commento, ed esaltano le altre due.. Che questi colori, questi suoni , queste note e questi versi, possano non perdere la loro tonalità, la loro rima, la loro armonia. A causa delle disarmonie e delle oscurità che offuscano i colori, che tolgono senso alle parole, che minacciano la vita. Questa antica isola, come i luoghi nel resto del mondo, conservino i colori, e posano farli risplendere E noi in essi, attori del film che si chiama vita. In qualsiasi scenario si sia destinati a viverla , quale che sia la parte che ci spetta al mondo. Dal capitano al mozzo, siamo tutti sulla stessa barca, detta Terra. Navighiamoci bene.

SARDEGNA E MURALES

Vengono definiti “murales”, in spagnolo e in sardo, le pitture aventi i muri delle case come “tela”

JANAS -BISKISENDE

(sorridendo)

Guardo i tuoi occhi, che sono luminosi come il Sole a mezzogiorno, amore mi hai dato la mano, per camminare insieme a te, nella vita. Sorridendo hai danzato, sorridendo hai cantato, sorridendo mi hai incantato. E mi hai rubato il cuore. Laminando mano nella mano, lungo il sentiero, posiamo incontrare gente, vedere dei luoghi, terre e mari e cieli, che si uniscono quando cala il Sole. Sorridendo abbiamo danzato, sorridendo abbiamo cantato, sorridendo tu mi hai conquistato, rubandomi il cuore..(Janas)

JANAS – NON POTHO REPOSARE

(estratto del componimento “A Diosa-A Diosu” di Salvatore- “Badore” Sini)

“Non riesco a riposare, amore del mio cuore, pensando a te io sto, ogni momento. Non essere triste, *tesoro (**”prenda”- una cosa preziosa-“‘e oro”, d’oro-), nè dispiaciuta o preoccupata. Perche’ ti garantisco che solo te amo, e ti amo tanto e ti amo……”

(queste parole non sono nelle versioni che fino ad ora avete avuto modo di ascoltare)- Amore mio tesoro (“prenda”) degna di stima, il mio affetto è dato solo a te; avrei messo le ali, per mille volte in un’ora avrei volato, per venire da te almeno per un saluto, e – come seconda cosa- anche solo per vederti appena.

(queste altre parole invece vi sono familiari ). Se mi fosse possibile, prenderei lo spirito di un angelo (mi trasformerei in un angelo; ruberei le forme dal cielo: il Sole, le stelle. e creerei un mondo bellissimo per te, per poterti donare ogni bene…”

-“Mi piacciono queste strofe, molto belle. Ve le cito: “..si bada in su mundu tantu amore, pro itte amare este tantu dolore?” (“se nel mondo vi è tanto amore- se e’ cosa normale amarsi, se è un fatto naturale) -, perche’ amare costa tanto dolore?). Non so se e “lei”, nel componimento, o “lui” a dire queste parole. Sembrerebbe una “nota triste”, quasi un volo pindarico se rapportato alle parole quasi gaudiose che vengono cantate. Ma credo che invece questi versi si inseriscano benissimo, ricordando che la canzone dice anche “non potho biver no, chena amrgura, luntanu dae te, amadu coro. A nudda balet sa bella Nadura, si non este a cultzu su meu tesoro…” (non riesco a vivere, senza provare amarezza lontano da te, amato cuore. A niente vale la bella Natura, se non è sul mio tesoro, se non e’ rapportata a lei (a lui)….”

A TRE MINUTI VIDEO: LA MARINA DI SAN GIOVANNI DI SINIS

(COMUNE DI CABRAS- OR-).

E’ ANCHE LI’, CHE VADO, A NUOTARE.

MI SA CHE DA FINE MAGGIO…..

CIAO

Marghian

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1 MAGGIO. GIORNO DI FESTA, GIORNO DI RIFLESSIONE SUI TEMI E SULLE PROBLEMATICHE SOCIALI, UMANE E DI VITA

“…vedrai come è bello, lavorare con piacere, in una fabbrica di sogno, tutta luce e libertà”

(Brruno Lauzi, da una canzone sigla di una trasmissione sul lavoro, in tempi di boom economico).

Ciao. “Festa dei lavoratori”, che in quanto tale è giorno di riflessione sul lavoro, cosi’ importante. Di festa, per chi gode di una condizione di lavoro stabile, e di riflessione per chi non gode di tale stabilità e diritti garantiti da un lavoro dignitoso. Per chi no ha il lavoro, o nel lavoro è leso nei diritti primari, il giorno di oggi puo’ rappresentare, anzi rappresenta, un giorno triste. Come per chi è solo a Natale o a Pasqua, se si puo’ fare questo paragone.

Lavoro, lotta per il lavoro, difesa dei diritti, disagi, sono i temi di molte canzoni definite popolarmente “di protesta”. Vengono in mente cantautori come Guccini, le cui canzoni toccano queste tematiche. Chi conosce il sardo Franco Madau, sa che anch’egli compone canzoni su temi di carattere sociale, di lavoro, di vita. Fra i disagi legati al lavoro, esiste da sempre il problema della emigrazione, del vivere lontano dalla propria casa, dalla propria terra. Certamente non siamo solo noi sardi, sensibili a questo problema di essere costretti ad emigrare. Ma credo che chi è “per natura” abitante di un’isola, senta in maniera quasi atavica, questo problema; quasi come l’altra faccia di una medaglia, la cui prima faccia è rappresentata da secoli di colonizzazioni e domini. Una medaglia che vi descrivo, con queste mie parole:

“A primu isfruttaus de su furisteri in terra nostra, e non fiaus meris dsfruttati e sa terra nosta. Oi, andai in terra istrangia po podi bivi, e a su matessi no essi meris de sa terra nosta”

-Prima, sfruttati da gente straniera in terra nostra, e della nostra terra non eravamo padroni. Oggi, dover andare in terra straniera per poter vivere, e non siamo egualmente padroni della nostra terra”

ho poggiato il celllulare su un mobiletto che ho nella veranda (dietro di me la vetrata, ed il cortile), e ho buttato giu’ la canzone di Franco Madau “Su Prantu de una mamma”. “Il pianto – e le ansie – di una madre per i singli emigrati, e el preoccupazioni per l’unico figlio rimastogli, il cui futuro dipende dal lavoro dei suoi fratelli emigrati, che gli finanziano gli studi.

SU PRANTU DE UNA MAMMA – COVER

“Come ti sei ridotto figlio mio, ma come sei conciato! Che ti e’ successo, che cosa ti è capitato? tutto quel sangue, e quei vestiti stracciati. Entra dentro, non restare li’ impalato, entra dentro, non lasciarmi in pena”.

Eh, in questa vita ne ho avuta di fortuna, solo fame e sacrificio ho conosciuto. Mio marito da qui se ne’ già andato, in eredità quattro figli mi ha lasciato. Ma in casa mia soltanto uno ne e’ rimasto. Peppino e in francia, non ne so da cinque mesi. Quelli (della famiglia ) di Tonino, invece loro stanno bene. Hanno il lavoro, e vivono in buona salute. Scrivono molto, e vengono una volta all’anno.

E tutta questa è la mia tranquillità, non passa giorno o notte che non stia a pensare: i miei figli, cosa stanno facendo? Se sono sani, e se stanno lavorando, (anche perche’) con i loro soldi, il piccolo Antioco studia.

(La mamma) – “e me ne vieni a casa a quests’ora, con quella faccia tutta sfregiata….”

“(Antioco:)”Mamma, è a scuola che mi hanno picchiato, perche’ non volevano che si scioperasse. Perche’ ho capito come stanno le cose, che veniamo mandati in giro come bestie, in terre straniere a lavorare. Mamma, è per questo che mi hanno picchiato. Ma ora non piangere che’ non sono solo. Dopo (saremo) in dieci, poi in cento e poi mille. Non sara’ oggi, ma domani è sicuro, anche i miei fratelli faranno ritorno. Non oggi, ma domani è sicuro, anche i miei fratelli ritorneranno…” (Franco Madau- Traduz. Marghian)

L’ORIGINALE (ci mancherebbe…) 🙂

COME SEMPRE ATTENZIONE ALL’AUDIO

Innoi zàccada (in sardo “qui spacca”-“si fa sentire”- )

FRANCO MADAU – SU PRANTU DE UNA MAMMA

IL PIANTO DI UNA MADRE

PERMETTETEMI UNA DEDICA SPECIALE ALLA AMICA REBECCA ANTOLINI

ADORA QUESTA CANZONE

BUON PRIMO MAGGIO – E BUON MAGGIO

Ciao.

Marghian

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BUONA SERATA… “marziana”

Ciao. Ho corredato l’ultimo post (sta qui) di queste due immagini in tema (Marte). Ho pensato che sia adatto anche per un consueto saluto qui. Le immagini danno l’idea della sera (anche sulla Terra). Una cosetta cosi’, artigianale, fatta or ora – con un programmino che fra l’altro registra malissimo.

“Marte-etraM” in riferimento alle voci contrastanti su Marte, di cui ho scritto nel post, da farmi pensare che non siamo solo noi profani a non averci capito una cippa, ma neppure gli addetti ai lavoro. Certo, ne sanno molto piu’ di noi, ma nei trattati, e nei dibattiti se la menano da decenni a suon di pareri opposti. (ho fatto questo cenno per chi non leggesse il post, abbiamo tutti poco tempo. Mi lamento io, da pensionato, quindi comprendo benissimo)

‘SERATA, CIAO 🙂

Marghian

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MILVA

MARIA ILVA BIOLCATI, PIU’ SEMPLICEMENTE MILVA

GRANDE DONNA, GRANDE ARTISTA

DIPINGI UN MONDO PER ME

MILVA

(altro blog)

CIAO

Marghian

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OK, HO RICEVUTO L’EMIVACCINO – LA PRIMA DOSE

PFIZER

Ciao. “Emivaccino”, con “emi” che sta per “metà”, specie in medicina, “emitorace” ecc. Credo che il termine, pur se non l’ho sentito ne’ dal prof Grisanti ne’ dalla Professoressa Ilaria Capua ne’ dal governatore Zaia, si addica perfettamente ai vaccini da somministrare in due dosi. Ho rcivuto la prima dose, quindi l’emivaccino. pfizer. Questo, lunedi’ sera.

Effetti collaterali? All’inizio niente, poi ho cominciato ad avere una sensazione strana, piacevole ma strana. Stavo stranamente bene. Mi sono avvicinato a casa di un amico ex collega di Cagliari (in queste circostanze ospedaliere, se si svlgono in quel di Cagliari, per me lui e famiglia, sono un appoggio). Mentre dopo esserci salutati, mentre provavo la sua chitarra, ecco l’effetto. “Ma poi, “mamma mia, che ti è successo….”.. Mi ha fatto una foto. “Guarda!”. “Uno specchio-faccio io-, è piu’ fedele, le immagini digitali a volte….”- “li’, dietro di te, c’e lo specchio….”-. Stessa cosa.

TERRIBILI ULTRAACORPI MI HANNO TRASFORMATO, FACENDO DI ME UN ALIENO TOUT COURT O CHE COSA! POI I COMPLOTTISTI AVEVANO TORTO. VAI FIDATI DEGLI SCIENZIATI SERI! FAKE NEWS, MA CHE…..


E’ TUTTO UNO SCHERZO DAI 🙂 NESSUN EFFETTO COLLATERALE DI QUESTO GENERE


(ALMENO NON IN APPARENZA )

E ABBIAMO PURE FESTEGGIATO UN PO’

MI HANNO CONVINTO A FARE UN BREVE VIDEO SUONANDO IL BASSO
ANCHE SE NON L’HO MAI TOCCATO PRIMA, SE NON UNA VOLTA, DA RAGAZZO
Il video, giusto per gli amici e parenti. Lo metto anche qui, per me siete altrettanto amici. E conoscete la mia vena scherzosa
🙂

A proposito di improvvisazione, c’è anche la parte canora: i cani- 🙂
Io ho scherzato, ma Umberto Eco, ne’ “Il nome della Rosa
scrive che “cane” deriva da “canor”, “cantore”, dunque anche “canoro”.
Per come i cani guaiscono, e sembrerebbero cantare.

(A proposito, per quanto Nerone fosse cattivo, dirgli “cane nero” non gli dispiaceva affatto:
significa “Canta, o Nerone!”)
In wikipedia, ho trovato altro. Ma non credo che Eco si sia sbagliato su questo,
sulle origini delle parole a volte vi sono diverse versioni.
/*/*/*/*/*/

OKAY, ALLA PROSSIMA DOSE
-Sperando di rimanere terrestre, almeno nell’aspetto 🙂
CIAO CIAO

Marghian

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LA RICERCA DI TE – E TI VENGO A CERCARE

Ciao. Dal titolo, avete già inteso. Due canzoni aventi lo stesso tema. La ricerca. La Ricerca.

Le altre ricerche servono, ma… non si vive certo di sola contemplazione, ma neppure di mera pragmatica, per quanto importante. La ..Ricerca, ci viene dettata dal nostro senso di incompletezza. Chi non.Cerca, magari si sente ..completo , ed è un errore. Oppure “gli bastano i campi da arare, le battutine in piazza, il battibecco su una partita di calcio, o sulla politica – ma a che livello, io ne sento di tutti i colori..-. Va bene, buon per loro……

LA RICERCA DI TE – TAZENDA

E TI VENGO A CERCARE – BATTIATO

BUONA SERATA, CIAO

Marghian

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UN SALUTO DA CASA – BUONA SERATA E BUON WEEKEND. Con la mia musica…. de- gregoriana

UN SALUTO DA CASA

(“io resto a casa” sempre meglio che “io resto in ospedale”)

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Ciao. Vi saluto da casa. Dalla cucina, per la precisione, anche se vi scrivo dal soggiorno e il video è di ieri sera. Sì, poco prima di cena, verso le 21 circa. Stavo scaldando un po’ di minestra residuo della sera precedente, infatti a cena mangio leggero, di solito minestra, e per secondo qualcos’altro, un filetto di petto di pollo, o un sofficino. Rigorosamente acqua, e la frutta. La pasta (il sugo: questo almeno mi viene bene, assieme ad alcune altre cose), una fettina un po’ piu’ grandicella, a pranzo. Dimesso giovedì pomeriggio della settimana scorsa, dal martedì mattina che ero li ‘un po’ debilitato dal regime ospedaliero, ma dopo tre giorni, ho ripreso la forma di sempre, due  braccia, due gambe, cinque dita per mano, una testa con due occhi per lato…no, non questa forma  questa  forma è mentite spoglie…  🙂 Comunque, a parte gli scherzi, mi sento bene. Ieri sera ho messo la minestra a scaldare, canticchiavo “rimmel” e ho pensato. “due minuti, ma si’…”. Mi sono portato la chitarra in cucina, cellulare poggiato opportunamente ad una bottiglia di acqua, ho abbassato del tutto l’audio del televisore, e ho fatto il videoselfie. Mentre registravo, davo ogni tanto una sbirciata al televisore . La minestra,…perfetta, riscaldata al punto giusto. Sembra che stia lanciando accidenti a chissà chi, nella immagine di presentazione del video; ma è solo l’anteprima poco felice che youtube mi sceglie,, forse guardavo verso il televisore.

Rimmel è una delle massime espressioni dello stile …de-gregoriano.

La mia personale e spontanea interpretazione

RIMMEL, LA VERSIONE STORICA

**Conviene abbassare l’audio, rispetto alla mia registrazione da telefonino, il video di De Gregori ha un volume molto piu’ alto.

BUONA SERATA E BUON WEEKEND, CIAO 🙂

Marghian

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