UNA CANZONE BREVE BREVE, MA CARINA – di Bruce Springsteen (il Boss)

BRUCE SPRINGSTEEN

I’M ON FIRE

Magari il testo, a tratti e’ un po’ duro, ma  il cantato e’ dolce, e piacevole la musica.

“Ehi, ragazzina, e’ in casa il tuo papa’? E’ uscito e ti ha lasciato da sola? Ho un terribile desiderio, ho fuoco. Adesso dimmi, piccola bambina, va bene lui per te? E puo’, lui, fare per te le stesse cose che faccio io? Io posso portarti piu’ in alto, ho fuoco.  Delle volte mi sento come se uno avesse preso un coltello, piccola, e nervosamente e tristemente avesse tagliato una solgo di sei pollici proprio nel mezzo del mio cranio. Di notte mi sveglio con le lenzuola completamente bagnate, ed un treno merci che mi corre dentro la testa. Oh, tu puoi placare il mi desiderio, ho fuoco…”

PER ORA CIAO, ‘notte… 🙂

Marghian

 

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IL GIARDINO DELL’AMORE, E LA PIOGGIA. MA PRIMA, LA PIOGGIA.

Ciao. Finalmente vi lascio qualcosa… Ricordate la canzone di Patty Pravo, “nel giardino dell’amore”?

 

PATTY PRAVO

NEL GIARDINO DELL’AMORE

Molto brava, Patty Pravo. “Patti bravo”, dicevano  i miei.

La canzone e’ del 1969.  Mi capito’ di ascoltarla una volta in macchina, con una collega che viaggiava, ed ancora viaggia,  con me- quella volta guidava lei-, e si ascoltava una sua cassetta di Patty Pravo. Arrivati all’ascolto delle prime battute de “Nel giardino dell’amore, io dico: “Clara, fammi vedere la custodia del nastro, questa canzone..”- “Prendila, e’ li- disse lei-, davanti a te nel cruscotto..”. La presi, cercai il titolo e lessi “di Dossena e Felòiciano”, “A Cla’,  avevo ragione, la canzone e’ di Jose’ Feliciano, dice “listen to the rain… ascolta la pioggia…”, qualcosa del genere, l’ho risconosciuta, non ero certo ma qui, leggendo gli autori, “Dossena e Feliciano”, Si vede che questo Dossena deve aver scritto il testo in italiano….”.”Ma va!”-  La collega non ci voleva credere-. “..per te tutte le canzoni sono straniere…”. “Ma questa e’ straniera davvero Clara, l’originale non e’ di Patty Pravo…”. //Ecco perche’ ho scritto “Il gardino dell’amore, e la pioggia..Ma prima la pioggia”, prima “Rain”, poi Patty Pravo 🙂

– Ah, qui ha buttato qualche goccia, e mi sono ricordato della canzone.

RAIN

(Pioggia)

JOSE’ FELICIANO

“Ascolta la pioggia  che  cade, ascoltala cadere.  E per  ogni goccia  di pioggia tu sai che ti amo di piu’. Lascia piovere tutta la notte, lascia che il mio amore per te vada forte;  tanto forte per quanto stiamo insieme. Chi se ne importa del tempo? Ascolta la pioggia che cade, ascoltala mentre cade.  E per ogni goccia di pioggia posso sentirti chiamare, chiamare  il proprio il mio nome ad alta voce. Posso  sentirlo sopra le nuvole, ed io sono qui in mezzo alle pozzanghere, tu ed io insieme,  uniti. Ascolta la pioggia che cade,  ascolta la pioggia..

Qui sembra non entrarci niente, ma dice cosi’. Un “volo pindarico” : “Piove, sta buttando, il vecchio sta russando, gli e’ andata male, gli picchia la testa, ,e  non riuscirebbe ad alzarsi la mattina…”

Ascolta la pioggia che butta, ascoltala cadere. E per ogni goccia di pioggia posso sentirti chiamare, chiamare  il proprio il mio nome, ad alta voce. Possoo sentirlo sopra le nuvole, ed io sono qui in mezzo alle pozzanghere, siamo tu ed io insieme,  uniti. Ascolta la pioggia che butta,  ascolta la pioggia….” (Jose’ Feliciano- traduz. Marghian)

Comunque, egoisticamente parlando, che piova pure, da  lunedi’, e domani e sabato mi lasci andare al mare. E’ inutile, tanto bisogna fare come fanno a Roma, quando piove lasciano piovere, e’ la cosa piu’ saggia 🙂

Ciao ciao.

Marghian

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BLUES, BALLATE E CANZONI – LAST, LONELY AND WRETCHED

JOAN BAEZ

LAST, LONELY AND WRETCHED

(Ultimo, solo e meschino)

“Sei stanco e sei povero, e da tempo desideri di essere libero. Ma in questa “terra di Dio” tu non trovi una casa, ne’ una famiglia. Sulle tante strade dove hai vagabondato, sin dal giorno della tua nascita, tu sei dventato uno degli ultimi, soli e meschini. // I tuoi capelli sono opachi, la tua faccia e le tue mani sono sporche. E gli anni nei quali hai tribolato vano contati, da qualche parte,  fino a quasi una trentina. La profondita’ di una tristezza, alla fine irrompono nella pazzia, sei veramente uno degli ultimi, soli e miserabili.//I tuoi occhi sono selvaggi e soaventosi, e nello setsso tempo benedetti , e mi chiedo se Dio mori’, si volto’ di spalle o semplicemente si era addormentato.// E tu uscisti  fuori, nel settimo giorno, attraverso le grandi porte o lungo la tua via, per diventare uno degli ultimi, soli e meschini. // Perche’ una volta tu eri un bambino, le tue guance erano rosse, eri ben nutrito. Tu ridevi, e giocavi,  fino a quando non diventavi lacrimoso (letterale per “fino a quando non ti mettevi a piangere”), correvi da tua madre quando eri sfinito. // Ma da qualche parte tu eri stato abbandonato da solo; non soppportero’ il peso di quella colpa, ed in qualche modo tutto fu portato via, la tua mente, il tuo corpo e il tuo nome.

Perdonateci la nostra cattiveria, la nostra trascuratezza e la nostra miopia nei riguardi di tutti voi, ultimi soli e miserabili. Perdonateci, tutti voi soli, ultimi e meschini” (Joan Baez- Traduz. Marghian).

Mezz’oretta fa stavo suonando la chitarra. Mi ci metto dieci minuti, anche meno, due o tre volte alla settimana non di piu’, cosi’ senza impegno. E  mi e’ venuta in mente questa canzone della quale ho canticchiato, accompaganndomi,  alcune strofe. Ricordandomene, ve l’ho proposta. “Last, lonely and wretcher” e’ una ballata scritta da Joan Baez, e fa parte dell’album “Blessed are” uscito nel 1971. Il senso si capisce. La responsabilita’, anche nostra, nei riguardi degli ultimi. Almeno quella di non considerarli tali, cosi’ da farli sentire meno soli e meschini. E per non essere noi, i veri meschini.

CIAO CIAO

Marghian

 

 

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A PASSU LENTU – contro la pena di morte

Il perdono aiuti chi si mette al posto di Dio”

 A PASSU LENTU

TAZENDA

 “Se ne vergogni il mondo, che’ e’ arrivato a toccare il fondo.  Se ne vergogni il Sole, di questo giorno che a noi fa male. Il perdono aiuti chi si mette  al posto di Dio, il perdono aiuti chi si mette al posto di Dio.

Il condannato al silenzio, sa che nessuno lo aiuta, che gli hanno rubato il desetino. Lo hanno condotto alla morte. Fuori molta gente tarda ad andarsene, fuori molta gente tarda ad andarsene. Camminando a passo lento, vociando cosi’: ”gli assassini, o giudici, siete voi!”.  Camminando a passo lento, vociando cosi’: ”gli uccisori, o giudici, siete voi!”.

Se ne vergogni la luna, che divenga nera come una prugna, e nero abbia l’alone, come la Giustizia, la morte (come la morte riveste di nero la Giustizia).  Il perdono aiuti chi si mette al posto di Dio.

Camminando a paso lento, vociando cosi’: ”gli assassini, o giudici, siete voi!” Camminando a passo lento, vociando cosi’: ”gli assassini, o giudici, siete voi!”. Camminando a passo lento, vociando cosi’: ”gli uccisori, o giudici, siete voi!”.  “Voi, voi…..”.

(Parlato) Il tre di maggio, all’alba, e’ stato ucciso come un vitello – “Voi!”. Il tre di maggio, all’alba, una speranza – portata- – al macello – “Voi!”-. Il tre di maggio, all’alba, stava fioccando (nevicava) a fiocchi grandi – “Voi!”. IL tre di maggio, all’alba, la Giustizia e’ finita.  Camminando a passo lento….”(Tazenda- Traduz. Marghian)

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Questa canzone mi e’ ritornata in mente ieri sera, ricordando cosa disse un telegiornale Rai a maggio di quest’anno. La decisione di alcuni stati americani di incrementare le esecuzioni, in specifico di arrivare ad eseguire otto condanne a morte entro il mese di luglio. Facevo la cena, e ricordando questo, sottovoce cantavo “A passu lentu”.

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Sulla pena di morte io penso questo: innanziuttto, l’uomo non deve uccidere. In secondo luogo, non si deve formulare mai un giudizio estremo. L’uomo non puo’, e non deve farlo mai. La pena di morte, poi, non e’ un deterrente, questo e’ storicamente e socialmente dimostrato. “Chicago, anni 30”: con la pena di morte in vigore, la criminalita’ imperava. La pena di morte e’ poi la ricerca di un “capro espiatorio”,  in quanto “paga uno”, ogni dicei anni,  per un tipo di delitto di cui ne avvengono decine al giorno, o molti di piu’ . E forse, e’ peggio della morte passare tutta la vita in carcere. La pena, comunque, deve essere non solo afflittiva ma sempre e soprattutto rieducativa.  Con l’uccisione, non vi e’ redenzione alcuna.  “Una ispera a su macellu”, appunto, una speranza soppressa.  E’ questa la mia opinione.

CIAO

Marghian

 

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IO, AL MARE – con una piccola cosa che vi strappera’ un sorriso…..

io, al mare

(il pomeriggio di Ferragosto)

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Ciao. Santa Caterina, un posto bellissimo. Non e’ molto vicino- ovviamente rispetto ad altri litorali che raggiungo in mezz’ora circa, mentre per arrivare a Santa Caterina, dove c’e anche una bellissima spiaggia, ci va circa un’ora di auto -. Ci sono come dei piccoli “fiordi”, lunghi anche alcune centinaia di metri. Eravamo in uno di questi.. Ho disegnato una freccetta gialla, che indica da dove mi sono tuffato per immergermi. Come vedete giu’, in questo breve, brevissimo video. :Un amico che era con me, mi ha ripreso mentre nuotavo. Erano circa le sei deo pomeriggio. La ripresa comincia pero’ un secondo dopo, infatti io non mi vedo mentre, prima di inchimarmi per il tuffo,  guardo ritto in piedi verso la fotocamera (adatta per riprese subacquee, un oggettino meta’ di un pacchetto di sigarette!), e faccio un cenno di saluto. E si interrompe poi -peccato..-quando l’immersione e’ a meno della meta’- si nota infatti, che non sto riemergendo-. Due giorni fa l’amico- ora ritornato a Milano, dove fa il fotoreporter (e’ bravo, ha fatto servizi anche per Battiato..)- mi ha spedito il video tramite “Whats App”. Io poi l’ho caricato nel pc, ci ho messo il titolo, “immersion” e un pezzo della mia “giochi proibiti”. Giocoforza, un pezzo, il video e’ breve, dura pochissimo..

IL VIDEO

E’ cortissimo infatti, la ripresa si e’ interrotta dopo solo una decina di secondi, anche meno.

Mi e’ sempre piaciuto andare sott’acqua. Ma adesso l’eta’, comincia a farsi sentire.  64 anni, raga’ 🙂

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Prima ero molto  piu’ resistente in apnea. E annche piu’ audace, nei tuffi. Mi buttavo anche da sette, otto metri circa. Ora no, tuffarmi da due metri e’ gia’ tanto. In questo caso il tuffo era al livello dell’acqua – ma tanto non dovevo farvi vedere un tuffo, ma dovevo soltanto nuotare sott’acqua, andava bene cosi’ .
Non mi dovrei lamentare, sull’eta’, che pur se e’ “tiranna”, e’ stata carine nel consentirmi ancora di fare questo, pur se “in tono minore” rispetto ad anni fa. Ma l’eta’ si e’ portato via: le capriole all’indietro, quelle in avanti con rincorsa, con o senza l’appoggio delle mani, e la verticale- che a 45 anni, ancora mi riusciva. Pazienza..  🙂

CIAO CIAO

Marghian

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IL VECCHIO E IL BAMBINO

Per il mondo, sperando che non possa accadere, un domani, che una storia raccontata da un vecchio al proprio nipote, non sia da questi ritenuta vera, in quanto per lui “troppo bella per esserlo” (Marghian)

FRANCESCO GUCCINI

IL VECCHIO E IL BAMBINO

Questa canzone non poteva mancare nel mio blog per la musica.

CIAO

Marghian

 

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L’ARTE DELLA PITTURA MURALE SARDA

Ciao. Siamo tutti ancora profondamente scossi per quello che e’ accaduto a Barcellona. E’ un dolore, un dispiacere che  tocca e coinvolge  tutti noi. Ma, come poi si dice, si va avanti, si continua. E si deve continuare, “nel nostro stile di vita” come spesso viene detto e diciamo in questi casi. E si continua, perche’ no? Anche con la nostra allegria, e per quanto possibile, con la nostra serenità. Andiamo avanti.

MURALES

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Una pittura muraria su una parete di un edificio, nel mio paese (biblioteca comunale)

PITTURE SULLE CASE DI UN PAESE DELL’ENTROTERRA SARDO

Sono i nostri costumi, le nostre antiche usanze, dipinti sui muri

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Guardate bene le immagini, e sentite i passaggi del ballo sardo eseguito con l’organetto. Le parole della canzone, a commento del video, si capiscono 🙂  pratiacmente, e’ una serenata. I versi cantati sono infatti le tradizionali parole in rima dei nostri “muttos de amore”, ossia “versi d’amore”. Chi canta la canzone, Giluliano Marongiu, piu’ che un cantante, e’ un presentatore, nelle serata di piazza e nelle nostre tv libere, c’e spesso lui: e’ il nostro “Mike Bongiorno” 🙂

La Sardegna, con la sua arte, i suoi saperi, la sua musica, la sua gente ospitale, il suo cuore. Non possiamo offirivi altro, questo abbiamo. E lo condividiamo, fieri.

CIAO

Marghian

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