E’ ESISTITA UNA GIOVANE ARTISTA- RICORDIAMOLA, ERA VALENTINA GIOVAGNINI

“Nessun mondo è lontano nella Fantasia” 

(Valentina Giovagnini)

“La fantasia può portarci a capire realtà altrimenti irraggiungibili”

(Marghian)

Valentina Giovagnini, nata nel 1980 ad Arezzo, è stata una ragazza molto versatile nella musica. Studio’ pianoforte, fece approfondite ricerche e lavori sulla musica medievale e celtica, studiando relativi strumenti. Purtroppo, nel gennaio del 2009 perse la vita in un incidente stradale.  Mi capita di ascoltare , in macchina, una canzone che musicalmente e vocalmente mi ricorda il folklore irlandese. A tal rigurado mi ricordo che una sera, sentendola dall’autoradio, mi venne in mente la battuta, che dissi a chi era in macchina con me:  “ah, la canzone italo-celtica…”-spiegando poi cosa intendessi.  Le faccio un omaggio proprio con questa canzone.

VAENTINA GIOVAGNINI

OGNI VIAGGIO CHE HO FATTO

La  vita è un viaggio. E non c’e viaggio, senza meta. Pertanto, l’esistenza deve continuare. Aldilà dei limiti del tempo, e dei ricordi. Ciao,Vale. Ciao, *figge.

*(“ragazza”, in dialetto ligure; ma io ed alcuni amici- su mia idea, sapete, il “gergo” che spesso nasce, fra amici… – intendiamo “Ragazza”, con la maiuscola- per bellezza, dolcezza, sorriso..).

CIAO,  BUON WEEKEND

Marghian

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PLANCTON

PLANCTON

Ciao. No, non è un post scientifico sul plancton marino; anche perché, se così fosse, lo avrei scritto, come mia consuetudine e abitudine,  sull’altro blog.  “Plancton” è una canzone di un cantautore sardo, Piero Marras. Un testo che ha per protagonista, comunque, il plancton. E il mare, in cui esso vive, e muore. Soprattutto muore per colpa del mare malato, il mare di un pianeta che la mano dell’uomo sta danneggiando, a suo stesso svantaggio. La balena, che rigurgita la sua cena di placton malato e che, in un ambiente marino che era un tempo fonte di vita, va a morire spiaggiata. L’agonia del plancton, questa” microorganica materia”, è anche la nostra, lenta e inesorabile agonia. Sempre che l’uomo, prima o poi, non rescinda da un  comportamento entropico e distruttivo, non certo degno di un re del creato.

plancton

Plancton, parola greca che sta per “vagabondo”, è l’insieme dei miliardi di organismi acquatici di grande varietà, sia animali (zooplancton) che vegetali (fitoplancton), piccolissimi organismi  dalle  dimensioni comprese tra meno di un decimo di millimetro e i quattro, cinque centimetri, che fluttuano, in balia delle correnti, senza contatto con il fondo del mare.

PIERO MARRAS

PLANCTON

La canzone dice che il plancton nel mare “non puo’, ne’ sa capire che quei rantoli dell’onda, come musica solenne, lo accompagnano a morire”- E’ anche la nostra condizione, nemmeno noi capiamo il perché di una lenta ed inesorabile morte. Ma esiste una differenza: noi abbiamo colpa, almeno in parte, del nostro destino; con la aggravante di coinvolgere, nelle nostre scelte dissennate,  anche gli altri esseri, che hanno l’unica colpa di esistere; e il merito di farci vivere. Ciao.

Altre canzoni di Piero, qui e qui

(Altro blog)

BUONA SERATA E BUON FINE SETTIMANA

Marghian

 

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PICCOLE DIVAGAZIONI, IN IMMAGINI E PENSIERI

LA BELLEZZA – IL DUBBIO E LA VITA

La musichetta è un accenno alla canzone degli anni ’60 “te lo leggo negli occhi”

-Per leggere  i “pensierini”, meglio a tutto schermo.

(altro blog)

CIAO, BUONA SERATA

Marghian

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DIVAGAZIONI- Primavera imminente

Ciao. Vi lascio questa sera qualche….pensierino  sulla imminente primavera.

C’è infatti  odore di primavera. Già la si respira, la si assapora. Come scriveva Leopardi,..”promavera d’intorno, brilla nell’aria, e per li campi esulta’, si’ ch’ a mirarla intenerisce il core..”. Ci siamo quasi, si sente.Si vede gia’ qualche fiore. Gia’, i fiori.

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Non si riescono a trovare le parole per descrivere la bellezza di un fiore, come scriveva Mamhoud Derwish sull fiore di mandorlo: “l’apparire di un’idea che spunta sulle dita e inutilmente scriviamo….denso come un verso di poesia che non può essere scritto con parole..”.

Se è così difficile comprendere e descrivere la bellezza di un piccolo fiore, fragile come ali di farfalla, figurarsi quanto difficile sia descrivere la grandezza dell’universo. E’ vero che qualche poeta ha detto che tutto l’universo è contenuto in un piccolo fiore. Ma noi siamo troppo piccoli per percepire l’universo, e troppo “grossi” per entrare in sintonia con un fiore. L’uomo è da sempre dibattuto (e confuso), con le sue dimensioni che stanno a metà fra l’atomo e la stella, fra l’universo e un fiore. Non riesce ad afferrare perciò ne’ l’uno, ne’ l’altro. Eppure potrebbe, guardandosi nel cuore. L’universo è anche lì, proprio lì, dentro al suo cuore. Ma non riesce. Non riesce, troppo attento come è a guardare e a sentire le cose che stanno fuori da se’. Troppo rumorose, per un fiore. Che si fa accarezzare, e capire, dalla dolcezza del cuore.

 

Ho accennato alla famosa musica folk inglese del ‘500 “Green sleaves”

“Green Sleeves” è un titolo abbastanza curioso per una musica di carattere primaverile: “maniche verdi”. Io titolato il video “Foglie verdi” (“Green leaves”), vi spiego. Leggenda vuole che questa musica sia stata composta da Enrico Ottavo d’Inghilterra (proprio ui, il fondatore della religione Anglicana), per la sua consorte Anna Bolena. La donna si dice che avesse un difetto fisico, un braccio un po’ piu’ lungo dell’altro. Ed ecco che il Re avrebbe fatto confezionare per lei una camicia verde con le maniche piu’ lunghe del normale per “nascondere il difetto” e avrebbe composto per lei questa musica, chiamandola “green sleeves”, “maniche verdi” ispirandosi scherzosamente a quel fatto della camicia. Ma pare che la musica non sia stata composta da Enrico Ottavo, e che sia anche piu’ antica. Le è stato dato poi un titolo dall’assonanza simile, simile ma decisamente piu’ poetico di Green sleeves, “maniche verdi”: “Greeen Leaves”, “foglie..verdi”. Ciao 🙂

Marghian

 

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5 MARZO 1943, NASCE LUCIO BATTISTI

5 DI MARZO, ANNIVERSARIO DI NASCITA DI LUCIO BATTISTI

5 MARZO 1943. Il giorno prima, il 4 marzo, nacque l’altro Lucio, Dalla.

Marzo, quindi  scelgo una canzone di Battisti , proprio su Marzo. A questa canzone poi mi lega un ricordo.
La cantai nel 1978 al “festival canoro di Marrubiu” – un paese vicino al mio- , con la chitarra (con la quale io facevo le parti arpeggiate e gli accordi, dove c’è il ritmato, nel ritornello). Dietro di me, che mi esibivo da seduto, suonava il gruppo che accompagnava tutti i cantanti, e riempiva anche la mia esibiizione. Alle prove ero considerato “testa di serie”, cioè fra i possibili tre vincitori. Ma un grosso raffreddore mi colpì proprio nelle serate, e cantai comunque, e nella serata finale cantai per ripescaggio. Battisti non richiede molta voce, ma quella volta avevo proprio una raucedine della madonna.

Okay, ascoltiamo Lucio.

Sperando che questo video rimanga attivo. Ne trovo molti disattivati, per questa cosiddetta “violazione del copyright”, in molti post mi vedo “questo video è stato rimosso dall’utente” o “non esiste piu'”.

Ciao.
Marghian

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Le mie cazzatine facebook

Ciao. Si’, ogni tanto ne penso una. Su facebook scrivo anche qualche post di questo tipo, ma per lo piu li’, come si dice oggi nell’ambiente, “cazzeggio” anche io.  In genere ( praticamente sempre), a differenza di molti,  le frasette o le battute, riportano la mia “firma”. Okay, vi faccio partecipi . Tanto per sorridere un po’, ce n’è bisogno.

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“Sono un anziano, non sono un ragazzo..”

Ciao. Vi ricordate la canzone “Sono una donna, non sono una santa”? Cominciava proprio con un incipit del genere.
Questa è la canzone, di Rosanna Fratello.

Ora, trascurate il resto della canzone,e pensate solo al ritornello. Immaginatelo cantato con le parole sotto

anziano_non_ragazzo

Buona serata, ciao

Marghian

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A SWEET SONG FOR A SLOW, QUIET EVENING – TICKET TO HEAVEN

Ciao. Vi lascio finalmente un saluto, da questo blog. Quanto leggete sopra sta per:

UNA DOLCE CANZONE PER UNA CALMA, E PIGRA SERATA

TICKET TO HEAVEN

-Biglietto per il Paradiso-

“Io riesco a vedere ciò che stai cercando di trovare nella espressione sorridente della mia faccia. Io sono in pace con la mia mente, nel mio stato di grazia. Io mando quello che posso all’uomo del ministero, egli e’ una parte del piano celeste, e mi parla.

Ora io invio cio’ che posso inviare, all’uomo con l’anello di diamanti, e’ parte del mio piano celeste, e di sicuro sa cantare. Ora è quanto mi posso permettere,  ma il Signore mi ha mandato l’eternità, è per salvare i bambini piccoli in un una nazione povera.

Ho il mio biglietto per il Cielo, e la vita eterna, percorrerò tutta la strada fino al  Paradiso.

Adesso niente è stato lasciato per i lussi, niente è rimasto per pagare la mia bolletta per il riscaldamento. Ma il buon Signore provvederà, so che lo farà; cosi’ mando quello che posso all’uomo con l’anello di diamanti, si stanno mettendo d’accaordo in tutto il paese, per sentire lui che canta.

Ho il mio biglietto per il Cielo, e una vita eterna, percorrerò tutta la strada fino al  Paradiso….”(Dire Straits, traduzione Marghian)

DIRE STRAITS

Ticket to Heaven

La canzone, testo e musica, è del cantante e chitarrista dei Dire Straits, Mark Kropfler. e parole della canzone sono una critica alla ipocrisia di certi  predicatori religiosi, devoti dei loro leaders (l’uomo dall’anello di diamanti), che sembrano essere piu’ inclini ai lussi che al vero sentimento spirituale di cui si fanno portavoce (infatti io non ne seguo neppure uno, specie quelli di neoreligioni nate ieri e che copiano da credo molto piu’ antichi, stralciandoli e travisandoli pienamente, e con la pretesa di propinarti la verità, o peggio ancora, di farti credere che la verità sia la loro. La canzone, comunque, è molto dolce) e, come musica e voce, da’ un senso di soavità e dolcezza. Come certe sere. Sere come questa.

(Altro blog)

Buona serata, ciao

Marghian

 

 

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