LIEDER DI BRAHMS, “GESTILLTE SEHNSUCHT‚ÄĚ , Franco Battiato – Traduzione a cura di Rebecca….

PROPRIO COSI’…. ūüôā

E’ UN LIEDER-CANZONE- DI BRAHMS

Musicisti come Beethoven, lo stesso Brhams ed altri composero i cosiddetti ‚Äúlieders‚ÄĚ, ‚Äúcanzoni‚ÄĚ. ‚ÄúGestillte sehnsucht‚ÄĚ e‚Äô uno di¬†questi¬†‚Äúlieders‚Ä̬†che Battiato interpreta a mio avviso in maniera piacevole.

GESTILLTE SEHNSUCHT

Un giorno magari ve la canter√≤’ accompagnandomi al “piano”¬†

-Ma lasciate che impari bene prima la pronuncia, con le note sono a buon punto..- 

VERSIONE DI FRANCO BATTIATO

‚ÄúImmerso nel tramonto dorato¬†stanno i boschi solennemente! A bassa voce respirano gli uccelli¬†la tranquilla brezza serale. Cosa sussurra il vento, e gli uccelli? Essi bisbigliano nel sogno nel nostro mondo.¬† I lori desideri, che suscita sempre nel nostro cuore riposo e pace! Desideri, il petto si muove,quando riposi, quando si dorme? Quando sussurra il vento e gli uccelli il loro desideri, quando vi addormentate? Oh, se non pi√Ļ la distanza d‚Äôoro Mio spirito vola con le ali del sognatore, non soltanto verso le stelle lontane con il sguardo sognante nei occhi stanchi, poi sussurra il vento, e gli uccelli con¬†fantasia sogno la mia vita‚ÄĚ

Traduzione a cura dell‚Äôamica Rebecca Pif- ciao –

COPIATO DA QUI

E grazie ancora Pif ¬†ūüôā

CIAO CIAO

Marghian

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SORPRESINA…EBBENE SI’, HO DECISO DI FARMI VEDERE. E SENTIRE

Ciao. Gi√†, e’ stata una decisione ardua ma alla fine ¬†l’ho presa. Un po’ √® come disse Giulio Cesare, “Alea jacta est”, “Il dado e’ tratto”. Eh raga’, e’ cosi’, portate pazienza… ūüôā

CREUZA DE MA’

la lallazione¬†/”eh, anda, eh, anda…”/ andrebbe meglio insieme ad altre voci in coro.

Il respiro che un po’ si sente non e’ il mio, ma del’operatore col telefonino..¬†

LA MIA VERSIONE AMATORIALE SPONTANEA

DARCY FARROW

Qui si sente piu’ basso. Cambiato cinepresa, pardon..telefonino ūüôā

CANZONE COUNTRY

Ad un minuto e 32 di “ripresa video “, stavo per confondermi con le parole (mmmhhh), poi ne le sono ricordate, “she promised to wed, before the snows…” eccetera.

VI SIETE RIPRESI? DAI, CHE’ TANTO C’E’ L’ANTIDOTO.. ūüôā

https://wordpress.com/post/marghemar.wordpress.com/1551

https://marghemar.wordpress.com/2016/10/10/alcuni-brani-country-in-altre-versioni/

https://marghemar.wordpress.com/2016/05/10/finalmente-riesco-ad-affacciarmi-al-web-lo-faccio-con-una-canzone-di-john-denver/

CIAO

Marghian

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UNA CANZONCINA SEMPLICE, MA CARINA – E’ IN FRANCESE. Se ne parla poco, ma le canzoni francesi ci sono eccome

Se ne parla poco, infatti. Questo e’ anche un po’ “colpa”- diciamo- dei francesi stessi. Troppo “nazionalisti” . Non e’ la prima volta che vi scrivo degli “chansonniers”- cosi’ si chiamano cantanti e cantautori francesi-. Per esempio qui ( un attimo, il link..), con il grande- per me e’ grande… Gilbert Montagne’, cieco e bravo quasi come Stevie Wonder, ma molto meno conosciuto anche perche’ “francofono”. QUI. Troppo forte…E veniamo all’argomento- capirete…. ¬†ūüôā ¬†di questo post. E’ una canzone, quasi una canzoncina, ma e’ carina, mi piace.¬†

J’ENTENDS SIFFLER LE TRAIN

RICHARD ANTHONY 

Peraltro un grande interprete della “Chanson Franc,ais”

“Ho pensato che fosse meglio¬†lasciarci senza un addio.¬†Non avrei avuto voglia di rivederti…Ma sento fischiare il treno, ¬†ma sento fischiare il treno.¬†Com’√® triste un treno che fischia nella sera.¬†Potevo immaginarti sola, abbandonata, sulla banchina, nella calca degli “arrivederci”.¬†Ma¬†¬†sento fischiare il treno, e¬†sento fischiare il treno. Com’√® triste un treno che fischia nella sera!¬†Non ho corso verso te, non ho gridato a te, ¬†e¬†appena mi son potuto trattenere! ¬†Com’√® lontano dove vai, com’ e’¬†lontano dove vai, ¬†avrai mai il tempo di ritornare?¬†Ho pensato che fosse meglio¬†lasciarci senza un addio. Ma sento che adesso tutto √® finito! Ma¬†¬†sento fischiare il treno,¬†E sento fischiare il treno,¬†Sentir√≤ fischiare questo treno tutta la mia vita.¬†Sentir√≤ fischiare questo treno tutta la mia vita” – Traduzione: Dal Web, mi riesce meglio con l’inglese, o il¬†sardo ¬† ūüôā

E’ PIACIUTA ANCHE A BATTIATO E GIUNI RUSSO

J’entends siffler le train¬†√® una canzone nata nel lontano 1962, che venne interpretata nello stesso periodo dal Richard Anthony.

E l’originale? Si perde nella musica folk americana ( ancora?! Ma non se ne puo’ piu’!”- Eh, su questo non li frega nessuno.. ūüôā ¬† ¬†). ¬†” 500 Miles”, autrice ¬†ed interprete ¬†tale Edy West.¬†

PARLA DI TRENI, I TESTI COINCIDONO QUASI-UNA VOLTA TANTO …-¬†

“Se tu perdi il treno, io sono a bordo, e saprai che sono partita. Tu puoi sentire il treno che fischia e sbuffa, per un centinaio di miglia. Cento miglia…Tu puoi sentire il treno che fischia, e sbuffa, per cento miglia.¬†Se il mio tesoro- letteralmente dice “miele”, ” honey”- ¬†dicesse¬†¬†cosi’¬†, non viaggerei ¬†mai piu’ in ferrovia, farei deviare il motore’ e¬†ritornerei a casa. Andrei a casa, andrei….farei deviare il motore e andrei a casa.¬†Signore, io sono un, Signore, io sono due, sono tre…Signore, sono cinquecento miglia, lontana da casa!

Raccontai alla mia¬†letterina, solamente quanto potevo dirle, che farebbe meglio a vernine via lontano, insieme a me. Venire via con me, via con me..lei farebbe bene a venire via con me. ¬†Ho gli abiti addosso,¬†le mie scarpe sono tutte rote, Signore, io non posso fare condurre una vita in quesito modo, in questo modo…Signore, non posso piu’ vivere cosi’!¬†
Se questo treno mi fa viaggiare bene¬†, saro’ di ritorno domani sera, scendero’ giu’ sulla line nove, sulla linea nove…Perche’ sto per scendere sulla linea nove.

Non una camicia sulla mia schiena, non una moneta “intestato a mio nome”. Signore, non posso ritornare a casa cosi’….Se tu perdi ilt reno, io ci sono. Tu saprai che sono partita, puoi sentire il treno fischiare e sbuffare per cento miglia. Cento miglia…Tu puoi sentire il fischio che soffia, per cento miglia…”¬†¬†(adesso si’,¬†traduzione Marghian ūüôā ).

Un po’ diversa vero? Una mia collega non voleva crederci. Una volta, si tornava dal con la sua macchina, radio accesa. La radio passo’ questa canzone, ed io subito le dissi: “questa canzone la conosco, e’ quella canzone francese…”le train..”; e lei: “le train?..” Si’, quella che fa “mais j√¨entends siffler le train…eccetera” . Guarda che la fa anche Battiato…ci sei? “. – ¬†Lei: “si’, ma e’ diversa, non mi sembra..” -“Ascoltala ¬†bene-le dissi io- , e’ piu’ veloce ma e’ quella… ci scommetti?”.

Ho notato poi che cambiano pure le tonalit√†. La versione di Anthony e’ in La maggiore, come la suono anche io. Quella di Battiato e’ in Mi maggiore, mentre ¬†la versione¬†della West¬†e’ ancora diversa, ¬† in Re bemolle..Scherzo dai!! ūüôā¬†Sto praticamente prendendo in giro me stesso per il fatto che ogni volta che una ¬†canzone passa per me ¬†diventa un romanzo… ¬†ūüôā ¬† ¬†Ma per davvero, io¬† guardo anche queste cosette.¬†¬†

CIAO CIAO

Marghian

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BENVENUTA PRIMAVERA – OGGIIL 21 DI MARZO, E’ IL SECONDO GIORNO. PROPRIO COSI’…

BENEDETTA PRIMAVERA

Prima_Vera

Non maledetta…. Io, che non ho avuto scottature amorose come Loretta Goggi (qui, la canzone, che ne parla “male”… ¬†ūüėÜ ¬† ). E’ brava’, ma non ha ragione, e la primavera ..”.sia benedetta“. Quest‚Äôanno la primavera e‚Äô iniziata ieri, 20¬†di Marzo alle ore 10.29 (ma attenzione, all’ora del “tempo universale”, ¬†Utc, l’ora di Greenwich- Per noi, aggiungasi¬†un’ora, e da noi erano¬†le ¬†11.29, o “28”, ho letto anche questo, ma cambia poco. Quindi, oggi e’ il secondo giorno, non il primo come dice quest’altra¬†canzone ūüôā

ASCOLTIAMOLA, VA’….

Quindi, anche i Dik Dik hanno toppato-non dicono date, ma sicuramente, anche loro pensavano al 21..-¬† Non del tutto pero’. La data del ‚Äú21‚ÄĚ e‚Äô un ‚Äúarrotondamento‚ÄĚ.. popolare, se cosi‚Äô possiamo definirlo; e per la tradizione va anche bene. Il 21 √® nella nostra cultura,¬† e guai a chi ce lo tocca. Ma adessere un tantino piu’ precisini, l’inizio di una stagione non e’ sempre il 21 del mese. L‚ÄôAutunno per esempio non cade quasi mai il 21 di settembre, bens√¨¬† fra il 22 oo il 23 del mese. Ma come stanno le cose? I conti furono fatti molto bene, ¬†ma qualche¬†“sfasamento” nei riguardi della realta’e’ inevitabile. Vediamo perche’. Allora…

equa_nox

La primavera deve il suo nome all‚Äôespressione¬†latina ‚Äúprimus ver‚ÄĚ,cosi‚Äô chiamata in quanto ¬†‚Äúprima stagione‚ÄĚ o ‚Äúprimo periodo‚ÄĚ dell‚Äôanno. Su questo chiaramente non dobbiamo pensare al Capodanno di oggi, ma a come stavano le cose ai tempi degli antichi Romani. Marzo era l‚Äôinizio dell‚Äôanno, in molti posti. La primavera era ed e‚Äô, se vogliamo, e’ solo una convenzione, la prima delle quattro stagioni dell‚Äôanno; stagioni che -come tali –¬†si manifestano soprattutto nelle zone temperate del globo. Nella fascia equatoriale la cosa cambia di poco; e nelle regioni polari si hanno solo due ‚Äústagioni‚ÄĚ dove, come si sa, tali ‚Äústagioni‚ÄĚ consistono in 6 mesi di luce solare ed in 6 mesi di oscurit√† e con temperature estremamente¬†rigide, anche sotto i -50 gradi C. Nella fascia equatoriale, invece, a parte piccole “oscillazioni” climatiche, la stagione e’ una, una lunga caldissima estate. Negli equinozi (dal latino “equa nox”, “uguale notte”-rispetto al giorno, si intende..-) il Sole a mezzogiorno si mette poi esattamente sopra le nostre teste (Zenit). Alle latitudini¬†temperate come la nostra, il Sole di mezzogiorno non va mai “allo Zenit” se non solamente nei due paralleli detti tropici: Cancro nel solstizio d’estate, e Capricorno in quello d’inverno- estate per l’altro emisfero dove questo accade-.¬†

Ah, una cosa: sapete perch√©’ il sud si dice “Il mezzogiorno”? Me lo ero sempre chiesto. Da ragazzo, girando in bicicletta, vedevo sempre un cartello con scritto “la Cassa per il Mezzogiorno..- e mi dicevo sempre “e che e’?!”- . E’ ¬† perch√©’, nel volgere del d√¨’, il¬† “mezzogiorno” e’ dove il Sole e’ pi√Ļ’ a Sud , nell’arco apparente che fa il Sole nel cielo,da Est ad Ovest. Ce lo troviamo anche nella parola “meridione”, infatti “meridies”¬† in latino e’ il mezzogiorno, da cui “meri..ggio”, e noi sardi “meri'” ma…per dire po-meriggio, che noi chiamiamo anche “meig√†mma”, di derivazione incerta – direi…- ¬† ūüôā

Okay. Fin qui, pero‚Äô, non si spiega perch√©‚Äô il primo giorno di un equinozio di primavera, o di autunno,¬†non cade mai nella stessa data, o date, del ¬†dal calendario. La ‚Äúperplessit√†‚ÄĚ vale chiaramente anche per i solstizi : l‚Äôinverno ad esempio entra delle volta anche il 22 di dicembre e, ‚Äúregola generale‚ÄĚ, mai..a mezzanotte esatta. ‚ÄúDalla mezzanotte‚ÄĚ, altra tradizione da calendario.

E allora? Tutto nasce da un ‚Äúbisticcio‚ÄĚ fra¬†due tipi di anno (e che e‚Äô?), ossia fra l‚Äôanno del calendario od anno tropico, che tutti conosciamo, e l‚Äôanno detto ‚Äúsiderale‚ÄĚ, che e‚Äô l‚Äôanno ‚Äúproprio‚ÄĚ degli astronomi. L‚Äôanno siderale e‚Äô quando la Terra dopo un ‚Äúgiro‚ÄĚ assume la stessa posizione rispetto ad una stella od alle stelle ‚Äúfisse‚ÄĚ- in pratica lo sono, ma solo per¬†l‚Äôeconomia di questo discorso, le stelle volano eccome-. L‚Äôanno ‚Äúdel calendario‚ÄĚ, invece, e‚Äô detto ‚Äúanno tropico‚ÄĚ.

Allora, il calendario gregoriano, anche con gli aggiustamenti tipo anni bisestili e coso, non riesce a rendere ben ragione del moto della Terra intorno al Sole. Per cui succede che gli eventi  astronomici non cadono nello stesso giorno e dora precisi. Come appunto nel caso degli equinozi primavera-autunno, ma anche dei solstizi  estate-inverno.

Ma che e‚Äô tutta questa pappardella? Perch√©‚Äô ‚Äúanno siderale‚ÄĚ, ‚Äúanno tropico‚ÄĚ, ed¬†aggiustamenti¬†vari? Dal 2044 poi, la primavera potr√†‚Äô cadere, talvolta, anche il 19 di marzo. Roba.. dell‚Äôaltro blog¬† ūüôā

¬†Lo sfasamento e‚Äô dovuto alla cosiddetta‚ÄĚprecessione dell‚Äôasse terrestre‚ÄĚ con conseguente‚ÄĚprecessione degli equinozi‚ÄĚ.L‚Äôasse terrestre, con una inclinazione di poco pi√Ļ‚Äô di 23 gradi rispetto ¬†al piano dell‚Äôeclittica- ossia rispetto al piano dove giacciono, pi√Ļ‚Äô o meno, le orbite dei pianeti-, gira come una trottola per effetti gravitazionali del Sole e dei pianeti grossi come Giove, soprattutto per via della Luna, piccolina ma che ci gira attorno vicinissima, su scala astronomica. Inoltre, sappiamo che la Terra non e’ completamente sferica ed √® un po’ “gonfia” all’Equatore.

La trottala detta “Terra” fa un ‚Äúgiro completo ‚Äúin quasi 26mila anni, generando anche¬† lo sfasamento fra anno tropico e anno siderale che e’ di circa 21 minuti. L‚Äôasse terrestre, inoltre,¬† col tempo, praticamente ¬†‚Äúpunta‚ÄĚ- mi ripeto..- verso punti diversi del cielo, e cosi‚Äô nemmeno la Stella Polare rimane la stessa- gli Egizi ne avevano un‚Äôaltra-.

E qui sta il succo, piu‚Äô o meno (non sono astronomo, e mi fermo qui‚Ķ), della questione circa questo variare anche di due giorni, l’avvicendarsi delle stagioni rispetto alla data “trazizionale” del giorno 21.

Purtroppo, a far variare le stagioni non e‚Äô l‚Äôasse terrestre che si sposta, ne‚Äô causa danni l‚Äôasse maggiore della ellisse formata dall’orbita¬†della Terra intorno al Sole che, con la precessione, gira pure lei. Ma siano forse noi, che incidiamo maggiormente ad uccidere la mezza stagione,¬†forse siamo proprio noi.

Gli equinozi precedono, ed i segni zodiacali si sfasano. Peccato, ero affezionato al mio segno dell‚Äôacquario, e leggendo di astronomia¬†scopro che oggi sarei Capricorno (duemilacentocinquant’anni fa sarei stato dell’acquario, ora non sono pi√Ļ dell’Acquario .¬†Infatti, moltiplicando¬† 2150 per il numero dei segni ( 12)¬† si ha esattamente 25800, che e’ il periodo precessionale completo;¬† salta fuori¬† lo sfasamento di un segno, da quando cioe’ furono inventati i Segni come li conosciamo).¬†

Non ho nulla contro questo mio segno “attuale” del Capricorno, ma alla luce di questo piccolo dettaglio astronomico, mi pongo qualche domanda, sulla attendibilit√† dell’astrologia .

Addirittura, la precessione degli equinozi imporrebbe oramai l‚Äôaggiunta di un tredicesimo segno, l‚ÄôOfiuco. Ma gli astroLOGI- lo preciso..-¬† non sono tanto ¬†d‚Äôaccordo. Uno della categoria, in TV¬†ha infatti detto: ‚Äúloro sono astronomi, e¬†l‚Äôaggiunta di un tredicesimo segno comporta che i segni siano separati da un angolo di 27 gradi e non di trenta, e questo dal punto di vista esoterico, non va bene‚Ķ‚ÄĚ.¬† Peccato, sarebbe¬†bello crederci. Pazienza, godiamoci la primavera, tempo permettendo – nel senso di clima – ¬†ūüôā

CIAO CIAO

.Ah, non considerate degli errori , ho scritto veloce.

Marghian

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BLUES, BALLATE E CANZONI – THE BRAND NEW TENNESSEE WALTZ

THE BRAND NEW TENNESSEE WALTZ

Autore Jesse Winchester

IL WALTZER NUOVO DI ZECCA

“Oh, mio (Dio), ma tu hai una bella faccia, favorire una ragazza che io conoscevo. Immagino che ella si trovi ancora nel  Tennessee; per Dio, vorrei anche io essere li’, ho una tristezza…troppo triste, perche’ questo sia vero.

Ma il lasciai il Tennessee in una tale fretta, caro, nello stesso modo in cui ti sto lasciando io. Perche‚Äô l‚Äôamore e‚Äô principalmente fatto di soli ricordi, ed ognuno ‚Äď dei due – ne conserva un po‚Äô per se‚Äô; cosi‚Äô, quando saro‚Äô andato via, saro‚Äô contento di amarti, in questo Walzer del Tennessee nuovo di zecca, tu ballavi letteralmente il ¬†Waltzer nell‚Äôaria; in questo Waltzer nuovo di zecca, del Tennessee, proprio non si potra‚Äô dire chi ci sara‚Äô.

Quando partiro‚Äô, sara‚Äô come quando ti trovai, amore, discendendo scale vittoriane (facendo l‚Äôaltezzosa), ed io mi sentiro‚Äô come uno dei tuoi fotografi, intrappolato¬† tentando di liberarmi ¬†in volo , cercando di salvarmi e dicendo ‚Äúbene, ma chi se ne frega?”. ¬† In questo Waltzer del Tennessee nuovo di zecca, tu ballavi letteralmente il ¬†Waltzer nell‚Äôaria; in questo Waltzer nuovo di zecca, del Tennessee, proprio non si potra‚Äô dire chi ci sara‚Äô.

Cosi‚Äô, io ho tutti per me i violini appassionati che suonano una melodia, la suonano per un ragazzo del Tennessee che si sente come se avesse lasciato un’altra citt√† o luogo, ma con nessun posto dove andare se lo avesse fatto, ti acchiapperebbero, ovunque ti¬† nascondi. ¬†In questo Walter del Tennessee nuovo di zecca, tu ballavi letteralmente in Waltzer nell‚Äôaria; in questo Waltzer nuovo di zecca, del Tennessee, proprio non si potra‚Äô dire chi ci sara‚Äô‚Ä̬†

(Jesse Winchester, traduz. Marghian)

The Brand New Tennessee Waltz e’ una canzone Country di Jesse Winchester.

IO PERO’ LA IMPARAI DA JOAN BAEZ

Avevo una audiocassetta, con questa versione. Okay raga’, magari ci sara’ qualche errorino di battitura o di forma, e te pareva… Me lo aggiustero’ con calma. ¬†

CIAO CIAO

Marghian

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E’ DA UN BEL PO’ CHE NON VI SCRIVO DI LEI….

Tu credi di possedere un gatto, ma e’ lui che possiede la tua casa(Marghian)

DI NIVES, LA MIA GATTA

L’ultima volta fu qui, in questo blog, con figlioletto.¬†E prima ancora qui, piccolina.

Nives

E’ LA MIA COMPAGNA DI VIAGGIO LEI, DEL VIAGGIO IN QUESTA MIA “CUCCETTA” DELL’ASTRONAVE TERRA, CHE CI STA PORTANDO CHISSA’ DOVE. CHISSA’, MAGARI SE LO CHIEDE ANCHE LEI ūüôā

Ciao. Ho deciso di dedicare alla mia gatta il post di questo fine settimana, e di farvela¬†vedere e conoscere.¬†L’avevo chiamata “Biancaneve”, quando una signora del vicinato me la diede, da piccolina. “Biancaneve”, ma poi sono abituato la chiamarla “Nives”, “c’est plus fac√¨l” ūüôā Molto spesso la chiamo “Stellina”, “Bella”. Mi intenerisce talmente che a volte le parlo come con i bambini, per esempio le dico: “Stellina, ¬†cheghi bella cheghe c√¨!”-“che bella che sei” sarebbe ¬†ūüôā

¬†¬†L’HO COLTA IN ALTRI MOMENTI. ECCOLI

PENSIEROSA

Anche lei ha i suoi momenti di riflessione

pensierosa.jpg

IL MURO DEL PIANTO ¬†ūüôā

gatta_in_preghiera¬†SPESSO RIMANE COSI’ PER ORE, A FISSARE UN PUNTO SUL MURO

SEMPRE LO STESSO PUNTO, SULLO STESSO MURO

Ho chiamato questa foto “Il muro del pianto” perch√© lei molte volte se ne sta li’ a fissare un punto sul muro anche per delle ore. Esco, la lascio li’ che fissa il muro. Rientro a casa ¬†anche dopo due ore e la trovo ancora li’, “assorta”. E’ il suo momento sacro, pensate che la accarezzo e lei resta ferma, sembra imbalsamata. A volte invece¬†fa la stizzosa, per essere lasciata in pace.

Ho sottoposto questa foto a “restauro”, notate infatti delle “macchie ” lungo il dorso. L’ho fotografata con un cellulare che qualche giorno prima mi era caduto; ho infatti cancellato come ho potuto¬†le spaccature del vetro rotto dello schermo (che un po’ ancora si vedono, sopra, sul lembo di tovaglia che ho inquadrato)

ALTEZZOSA

gatta_bella

MA PUO’ PERMETTERSELO. LEI SA DI ESSERE BELLA ūüôā

*  (^_^) *

UN GIORNO NIVES …¬†MI OFFRI’ UN FIORE

“Credetemi, e’ accaduto”, come dice la canzone “Meraviglioso” di Modugno, ripresa poi dai Negramaro. E’ accaduto davvero. Una mattina ero a tavola che facevo colazione. Nella veranda, attigua alla cucina dove stavo mangiando, Nives fece cadere da un mobiletto un vaso di fiori finti, che rovinarono a terra, con i cocci del vaso. Al che, ¬†io..”Che fai bella? Attenta Stellina eh??¬†“. La gatta prese uno dei fiori con la bocca (una rosa rossa, ricordo benissimo…), sali’ agilmente sul tavolo con il fiore fra i denti, e lo lascio’ cadere proprio¬†davanti a me, vicino alla scodella del caffellatte. La presi fra le mani, e le diedi un bacio,¬†e le dissi “grazie, bella. grazie…” poi la lasciai andare e continuai a mangiare. “Credetemi…e’ accaduto” ¬†ūüôā

Scrivendo di una gatta, in un blog musicale, non puo’ mancare la canzone.

Chiaramente a tema ūüôā

CIAO BUON WEEKEND, ANCHE DA NIVES

Marghian

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BLUES, BALLATE E CANZONI – PRISON TRILOGY

PRISON -PRIGIONE

Mi piace molto cantarla con la chitarra (piccola nota personale ¬† ūüôā ) ¬†

JOAN BAEZ

“Billy Rose era un cavaliere basso (nel senso di basso di statura, o nel senso di “scadente”, od ancora “umile”, “modesto”), Billy Rose era un combattente della notte. Billy Rose conosceva i guai come il suono del proprio nome:¬†fermato¬†con l’accusa di essere ubriaco,¬†guidando la macchina di un altro, e questo era proprio una¬†occasione di gloria (¬†“claim to fame”,¬†¬†lett. “proclamazione¬†di fama” ), per lo sceriffo del turno di mezzanotte.

In una cella dell’Arizona ci sono alcuni che raccontano la storia di come Billy¬†bisticci√≤ con¬†il sergente per del latte che egli chiese. Sapendo che loro rimanevano i capi,¬†e che avrebbe pagato¬†un¬†prezzo. Essi videro che fu severamente punito.

Nella cella pi√Ļ scura del “blocco A”, egli si era impiccato all’alba, con un¬†bigliettino¬†infilato nella testa del letto: “non mettetemi nei pasticci, portatemi solamente a casa”.¬†

“Venite e¬†mettiamo gi√Ļ..¬†Aiutateci¬†a¬†mettere gi√Ļ il giovane Billy”.

Luna era un messicano, che la legge chiamava “alieno”, per essere arrivato attraverso il confine (questo mi ricorda la politica di Trump, che lo possino..¬† ūüėÜ ¬†) con un bambino ed una moglie. Anche se gli abiti¬†sulla sua schiena¬†erano bagnati, egli pensava ancora di poter guadagnare¬†un po’ di¬†denaro, e delle cose con le quali cominciare una vita.

Non era passato tanto tempo, quando sembrò che tutto stesse andando male, e non ebbero neppure il tempo di trovare una casa. Questo straniero, un maschio dalla pelle marrone, sbattuto in una cella del Texas, ha lasciato la moglie ed il bambino del tutto soli.

Egli alleggerì la pena dentro sé con un ago nel braccio; ma la droga lo aveva messo in croce, morì senza suscitare allarme in nessuno (senza far notizia). 

“Venite e mettiamo gi√Ļ..¬†Aiutateci a¬†mettere gi√Ļ il giovane Luna”. “E noi stiamo per radere, ¬†radere ¬†al suolo le prigioni”.

“Kilowatt” (chiaramente un soprannome) era un anziano condannato¬†di sessantacinque anni, che aveva una chance di restare in vita, di lasciare tutto e camminare ancora sulle strade; e quando fu vicino il tempo di partire, sent√¨ tutta la gioia e la paura di¬†lasciarsi¬†alle spalle¬†trentacinque anni di prigione ( ‚Äúleaving 35 years in the pen‚ÄĚ, letteralmente ‚Äúlasciare 35 anni nella penna‚ÄĚ, ossia 35 anni ‚Äúnon scritti nella sua vita‚ÄĚ, cio√® non vissuti).

E nel giorno del suo rilascio, egli fu avvicinato dalla polizia (carceraria), che lo condusse dal supervisore, camminando lentamente al suo fianco. Il supervisore disse ‚Äútu non rimarrai qui, ma pare che una ritenuta statale voglia reclamare altri dieci anni della tua vita‚ÄĚ.

Egli usc√¨ fuori, sotto il sole del Texas, gli agenti gli stavano attorno, il vecchio ‚ÄúKilowatt‚ÄĚ corse per cinquanta yarde, poi si getto‚Äô a terra, (sapendo che) loro potevano benissimo stenderlo a terra (lett: ‚Äústendere a terra quell‚Äôuomo vecchio‚ÄĚ)

E noi stiamo per radere, per rader al suolo le prigioni. Aiutateci a radere, radere al suolo e prigioni‚ÄĚ (Joan Baez – Traduzione: Marghian)

(/////////)

Come vedete, ci sono ancora ūüôā ¬† Questa canzone fa parte di un album registrato in studio, “Come from the Shadows” (“Proveniente dalle ombre”), che la folk singer incise nel 1972 presso la rinomata A&M Records”. Le¬†canzoni di questa raccolta sono quasi tutte di Joan Baez. Infatti, questa non e’ una cover, come spesso accade con la Baez. Dove, anche in questo album, ne interpreta qualcuna, come ad esempio “Imagine”. Il titolo “compoeto” di “Prison” e’ “Prison Trilogy”, racconta infatti di tre “casi”¬†. Per un¬†po’ ho pensato a casi veri, avendo tempo fa sentito nominare ¬†un tale Billy Rose (il primo caso), famoso impresario teatrale e di opera lirica¬†morto nel 1966. Ma poi, leggendo la sua biografia su Wikipedia, ho visto che non ci appicca¬†niente; e¬†credo che siano nomi di fantasia, ma solo i nomi.¬†

I tre personaggi, infatti, sono dei carcerati, che subiscono ingiustizie ed “eccessi di pena”, magari per il solo fatto di essere stranieri, o “di colore” (si pensi ai pestaggi e alle ingiuste condanne, e torutre, ed emarginazioni ¬†subite da molte persone, negli Stati Uniti (la canzone, parla degli Stati uniti, un “caso” fra tanti, ma ste cose, lo sappiamo, accadono nel mondo). O per far parte della “categoria degli ultimi”. Stabilita da chi?

CIAO

Marghian

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