TWO SINGERS FOR ONE SONG – ALWAYS SOMETHING THERE TO REMIND ME

Ciao. E’ la mia solita rubrica di “confronti musicali”,  a cui ho voluto dare un titolo “ad effetto” 🙂 . Questa volta ho scelto questa canzone, e le due voci a confronto sono di due personaggi musicali molto diversi fra loro: la cantante italiana Karima e Jose’ Feliciano.  La canzone e’ “Always something there to remind me” (“qualcosa sempre li’, a ricordarmi”), composta nella musica dal celebre  direi celeberrimo musicista oggi quasi novamt’enne, nato infatti nel maggio del 1928 e tutt’ora in attività  Burt Freeman Bacharach. Bacharach compose la canzone, su testo di tale Hal Dave nel 1960. Venne interpretata da varia artisti, fra cui Sandy Show,  Dionne Warwick e Jose’ Feliciano. Ho scelto l’interpretazione di quest’ultimo perche’ l’ho imparata da lui, a furia di ascoltarla su cassetta. Neppure la scelta di Karima, italiana di papa’ algerino, e’ casuale: ha cantato ieri,  in paese. Anzi, il suo spettacolo ieri me l’ha fatta ricordare. Appena ha attaccato le prime battute, “ah, la conosco..” e ascoltando la canticchiavo, come ogni spettatore che si rispetti, e che conosca la canzone di turno 🙂 Karima e’ una ragazza molto alla mano. Ieri notte, appena terminato un brano, “scusate, devo salutare una persona…..” e si e’chinata sul palco a salutare una signora, che poi ho saputo essere una che era mia vicina di casa da nubile. Ripreso il microfono, “scusate, vi devo raccontare una storia, la signora Lella che ho salutato adesso abitava a Livorno vicino a me quando ero piccola, mi portava delle caramelle. Ed e’ di questo paese della Sardegna, come e’ piccolo il mondo! Non potevo non salutarla. E adesso, il prossimo brano….”. Simpatica Karima, ed e’anche…karina.  Si’, e’ figge 🙂  Ecco la sua versione jazz.

KARIMA

ALWAYS SOMETHING THERE TO REMIND ME

-qualcosa li’, a ricordarmi che…-

E’ proprio uno di quei brani d’ascolto.

“Cammino sola/solo lungo le strade della città che eravamo soliti trascorrere insieme, ed ogni passo mi ricorda quanto eravamo innamorati allora. Oh, come posso dimenticarti, quando c’e qualcosa li’ che mi ricorda che ero nato per amarti. Ed io  non saro’ mai libero/libera, tu sarai sempre una parte di me. C’e qualcosa, li’, che me lo ricorda. / Quando le ombre calano, io passo in un piccolo caffe’ dove noi vorremmo ballare la notte, e non riesco a fare a meno di ricordare cosa si provava a baciarti e tenerti stretta. Come posso dimenticarti, quando c’e qualcosa li’ a ricordarmelo? Sempre qualcosa li’, a ricordarmi..che io ero nato/nata per amarti, e non saro’ mai libero/libera, tu sarai sempre una parte di me./ Io ero nato per amarti, e non saro’ mai libero, tu sarai sempre una parte di me…”

-Hal David, traduz. Marghian-

VERSIONE “SAMBA” DI JOSE’ FELICIANO

Per me e’ questa, la versione “storica” del brano. Con lo stereo, in macchina…

CIAO  

 A stasera, dopo il mare 🙂

Marghian

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L’AMORE DELLA GENTE COMUNE – CANZONE, DI PAUL YOUNG

I media ci informano sull’amore -e sugli amori – dei personaggi famosi. Il famoso “gossip”. Questa canzone parla dell’amore della gente comune, che non e’ meno importante. Anzi, siamo molti di più 🙂

Non vi addormentate, la canzone prima o poi comincia 🙂

Sentite la bravura di una corista- mi sembra una ragazza- che fa la ritmica col respiro.

LOVE OF THE COMMON PEOPLE

PAUL YOUNG

“Vivendo di biglietti di cibo libero (traduzione letterale per “vivere di buoni pasto”), acqua nel latte dal buco sul tetto, da dove la pioggia scende. Che cosa ci puoi fare? Lacrime della tua sorellina, che piange perché non ha un vestito senza una toppa per andare alla festa, ma tu sai che le passera’.  Ma ella sta vivendo nell’amore della gente comune, nei sorrisi che vengono dal cuore di una persona della famiglia, che papa’ sta per comprarle  un sogno a cui potersi aggrappare, la mamma sta per amarla quanto più ella può, e può. /E’ una bella cosa che tu non abbia un biglietto per il bus, ti potrebbe cadere dal buco che hai nella tasca, e lo smarriresti per terra, in mezzo alla neve. /Una passeggiata, pe trovare un lavoro (e che lavoro…)./ Cercando di mantenere calde le tue mani, ma il buco nella tua scarpa lascia penetrare la neve, e ti vengono i brividi fino alle ossa. Faresti  meglio ad andare a casa dove c’e calore. /Dove tu puoi vivere nell’amore della gente comune, fra i sorrisi che vengono dal  cuore di un padre di famiglia. Papa’ sta per comprarti  un sogno a cui poterti aggrappare, la mamma sta per amarti quanto più ella può, e  può./ Vivere in un sogno non e’ facile, ma più stretta è la maglia, più e’ stretta la forma (traduzione letterale per “maggiori sono le difficoltà,  migliore e’ il risultato”), ed i brividi si allontanano, puoi tenerli a freno, grazie all’orgoglio della famiglia. Tu sai che quella  fede è il tuo fondamento,  e con tanto amore ed una calorosa conversazione,  ma non dimenticarti di pregare,  ti rende forte,  dove tu appartieni (“nel mondo familiare del quale fai parte”). E noi viviamo nell’amore della gente comune, del sorriso del cuore di una persona della famiglia (il coro:“e che lavoro”), papa’ sta per comprarti  su cui ti puoi aggrappare, e la mamma sta per amarla quanto piu’ ella puo’, e lei può. Si’, noi viviamo nell’amore della gente comune……” (Ttaduzione: Masrghian)

Nota “personale” 🙂  Oh, se la vita mi ridesse indietro la mia vecchia 127 presa usata, e il vecchio stereo a cassette di quando, nel 1982 ascoltavo questa canzone.  Con questo pensiero di nostalgico amarcord musicale – ma non solo – vi saluto, ciao e buon weekend  🙂

Marghian

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-IF GOD WAS – ONE OF US, “SE DIO FOSSE- UNO DI NOI”

Ciao. Prima di tutto vi voglio tranquillizzare 🙂  Non e’ -ancora – uno di quei miei post lunghi lunghi “su certi argomenti”, tipo questi dell’altro blog. Oddio- siamo quasi  in tema…- , proprio breve breve magari non sara’. Ma e’ solo il post su di una canzone pop, “One of us”.

JOAN OBSBORNE

Piccola mia “vanita'”: a 2,52 minuti di video, un ragazzo fa la capriola all’indietro. A 3,45, uno che cammina sulle mani. Proprio due delle cose che facevo io. Ma non adesso- mmmhhrrg  – pazienza.. 🙂

(IF GOD WAS) ONE OF US

-Se Dio fosse – uno di noi –

Con dedica particolare a Rebecca 🙂

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“Se Dio avesse un nome, quale sarebbe? E tu lo pronunceresti di fronte a lui?  Se tu ti trovassi di fronte a lui faccia a faccia, in tutta la sua gloria, che cosa gli chiederesti, se avessi solo una domanda da porgli? Eh, si’, Dio e’ grande. Eh, si’, Dio e’ buono. Eh, si’, si’…. 

Cosa sarebbe, se Dio fosse uno di noi? Proprio un poveretto, come uno di noi? Solo un estraneo, in un autobus, che tentasse di trovare la via di casa.

Se Dio avesse un volto, quale sembianza avrebbe? E vorresti tu, vederlo? Se vederlo significasse avere il dovere di credere in cose come il paradiso, Gesu’, i santi ed in tutti i profeti?  Eh, si’, Dio e’ grande. Eh, si’, Dio e’ buono. Eh, si’, si’…. 

Cosa sarebbe, se Dio fosse uno di noi? Se fosse proprio un poveretto, come uno di noi? Solo un estraneo, in un autobus, che tentasse di trovare la via di casa, ritornare al paradiso e ritrovarsi solo, con nessuno che lo chiami al telefono, escluso forse il Papa a Roma? Si’, Dio e’ grande, e’ buono, si’…. 

Cosa sarebbe, se Dio fosse uno di noi? Proprio un poveretto, come uno di noi? Solo un estraneo, su un pullman, che tentasse di trovare la via di casa? Come una sacra pietra che rotola, facesse ritorno in paradiso tutto solo. Nessuno che lo chiama al telefono, a parte il Papa da Roma.Si’, si’, Dio e’ grande, e’ buono…” (Joan Obsborne-tarduz. Marghian)

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La canzone e’ stata tradotta, nel 1996- anno dopo l’uscita del brano originale-  e interpretata- lo avrete capito, da Eugenio Finardi, con il titolo “Se Dio fosse uno di noi”. Eccola, bellissima versione.

EUGENIO FINARDI

E SE DIO FOSSE UNO DI NOI

CIAO

Marghian

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RE CARLO – DE ANDRE’. Omaggio a Villaggio

Omaggio a Villaggio, con “Re Carlo”. Perche’ il testo e’ di Villaggio.

Villaggio ha scritto canzoni per De Andre’. E qui si nota, la sua ironia.

CIAO

Marghian

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LUGLIO, FERIE E SPIAGGIA. E LA CANZONE DEL MIO PAPA’

 Ciao. Da lunedi’ comincio finalmente a godermi le ferie,  dopo la “anteprima” del sabato e della domenica tutt’ora in corso. Finalmente libero dal lavoro, anche se le ferie a tal riguardo non sono una soluzione ma una temporanea “sospensione della pena” 😆

Ci andrebbe la pensione, data la mia veneranda eta’- anzi giovanissima, ma purtroppo, solo per quei governanti e “banchieri”- perche’ quelli comandano, Renzi o Gentiloni sono solo damerini, anzi dei pupazzetti a confronto di chi ci comanda veramente, le “hidden faces”, le facce nascoste… -, governanti e banchieri dicevo che disubbidiscono spudoratamente al sesto comandamento/Bis, “Non Fornerare” 😆  con grande danno mio, di altri lavoratori anziani, di giovani che restano senza lavoro, esodati e compagnia bella e meno bella…Oh, scusate 🙂 mi stavo dimenticando che questo non e’ un post di politica, ma di spiaggia canzoni e mare. Anche se si sa che a prescindere dall’argomento, la lingua batte.. Okay raga, basta cosi’ 🙂

LA MIA SPIAGGIA

Piastis_Spiaggia

“Didascalia”: nelle chiazze bianche – ad esempio dove stanno due persone – si tocca. Ma fra una chiazza e l’altra ci sono quattro o cinque metri d’acqua. Io, partendo dal segno verde dopo alcune respirazioni profonde,  arrivo nuotando sott’acqua fino al segno blu, ci arrivo quasi rasentando il fondo. Poi riemergo. E’ bellissimo.  La freccetta bianca indica dove piu’ o meno arrivo io, a nuoto stile libero. Poi, “il morto”, prendere fiato ed immersioni- l’eta’ si sente, adesso-. La spiaggia, detta “Pistis”  dista 19 chilometri dal paese (anche se “politicamente” appartiene ad un altro paese). A tratti la strada non e’ bella, e mi ci vuole mezz’oretta buona 🙂

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Luglio, da due giorni. Anche se da qualche giorno il tempo si e’ rinfrescato, e ha piovicchiato . L’acqua serve, ma kaiser, aspetta il fine settimana… Ieri sera al concerto, fra freschetto e pioggerellina,  ho davvero sentito delle impressioni di settembre;  che con tutto il rispetto  per la PFM, , vorrei che non durassero. Meglio che luglio faccia il luglio, mi lasci godere le ferie e non rompa – se no fioccano le rime sarde –  🙂    Questo mese di luglio mi ricorda una canzone che piaceva a mio padre. Anzi, era la sua preferita. “Luglio”, di Riccardo Del Turco”, non e’ nei miei gusti; sui gusti io e mio padre siamo stati sempre distanti, con la mamma di meno. Ma a papa’ piaceva tanto questa canzone, al punto che sentendo le prime note o parole diceva a voce alta, “Luglio, Luglio!”,  ” Queste son canzoni!”.  Gliela dedico, anche se odiava Ray Charles, Stevie Wonder , Battisti, Cocciante, Vasco  ed Elton John  🙂

RICCARDO DEL TURCO

A mio padre, che amava Del Turco, Orietta Berti, Milva e Claudio Villa.

LUGLIO

 Ciao, e buona domenica  🙂

Marghian

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UN SALUTO

Un saluto. Almeno questo… ciao amiche, ed amici. Vi lascio due video della Premiata Forneria Marconi, due brani famosissimi. La scelta di farvi ascoltare la “PFM” non e’ affatto casuale. Li ho sentiti ieri sera, in paese. Hanno suonato da dei, davvero molto bravi.

FESTA

Ieri pioveva. Infatti il concerto rischiava di saltare. Poi ha schiarito un po’, da casa mentre cenavo sentivo che provavano gli strumenti, “ah, allora il concerto si fa. Ho telefonato a due amici che abitano vicino alla piazza – lontanissima da casa mia, proprio alla estrema periferia, per chiedere conferma. “Okay, appena posso arrivo, fatevi vedere vicino al bar di…”. Hanno dato due e mezza ore di spettacolo, una vera cascata di note e voci. Ogni tanto gocciolava un po’, venticello fresco. “Spereus de no proi..”, “speriamo che non piova”- , erano i commenti che punteggiavano le battute musicali del gruppo. Tra venticello e pioggerella, erano davvero impressioni di settembre…a luglio. 

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

Mentre   QUI,  si possono apprezzare delle sonorita’ “etniche” con Fabrizio De Andre’, in “Creuza de ma'”- canzone in dialetto genovese. Ciao ciao, buona notte e buon weekend 🙂

Marghian

 

 

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BLUES, BALLATE E CANZONI. WE SHALL OVERCOME – NOI VINCEREMO

“Noi vinceremo” ricorda  uno slogan di non tanto bella memoria storica. Ma ci sta, se si tratta di vincere contro l’odio, contro il male, contro la guerra, per la vita.

WE SHALL OVERCOME

Come lei la suona qui, ci arrivo anche io  🙂 

“cantando la canzone per il popolo dell’Iran”- “Noi vinceremo, noi vinceremo un giorno. Nel profondo del mio cuore, io fermamente credo, che vinceremo, un giorno. Cammineremo mano nella mano, cammineremo mano nella mano, cammineremo mano nella mano, un giorno. Dentro al mio cuore, credo davvero che vinceremo, un giorno. …- in lingua “farsi”, parlata in Iran-…. Noi non abbiamo paura, noi non abbiamo paura, non abbiamo paura, oggi. Nel profondo del mio cuore, fermamente credo, noi trionferemo un giorno” (tradiz. Spiritual – traduz. Marghian)

La melodia e’ italiana. Si’ raga’, italiana. Sembra infatti che abbia avuto origine, nel XVII  secolo, da un canto popolare dei pescatori siciliani. Conosciuta poi in Germania negli gli ambienti protestanti, avrebbe  successivamente acquistato popolarità in America presso le congregazioni protestanti, e divenne un canto religioso, e non solo. Nei primi anni del secolo scorso, “We shall overcome ” veniva cantata nelle proteste sindacali dei lavoratori del tabacco. Il canto,adottato dai neri, subi’ ancora altre variazioni, e intorno agli anni ’40 divenne il celebre canto spiritual che conosciamo oggi, cantato in tante versioni e da tanti artisti, compreso addirittura Louis Armstrong (qui). Piuttosto strano, da parte un musicista jazz. E’ forte. 

Ma fra le tante versioni, questa di BRUCE SPRINGSTEEN, e’ la piu’ struggente.

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Ah, volete ridere? Mi sono ricordato  -subito dopo aver pubblicato il post- di aver registrato tempo fa, nel 2009, la mia voce e la mia chitarra sopra quelle di Joan baez, proprio su questa versione, e con tanto di presentazione finale – non ricordavo 🙂 -. Erano piccoli esperimenti e prove che facevo allora di informatica musicale. Pubblicai pure questa cosa, ma  su WLS, e non in un post ma in quelle cartelle di files dette “Sky Drive”. Cantai pero’ con voce *molto *bassa (una “ottava” piu’ bassa), risultando per me *troppo *alta la tonalita’ della *Baez. Per quanto riguarda le strofe “in arabo”, semplicemente ne avevo imparato la fonetica. Se volete ridere… 🙂 ,  allora cliccate in alto a sinistra sulla mia foto. La chitarra che risalta nella registrazione e’ la mia.

CIAO

Marghian

 

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