AGOSTO – da me tanto atteso.

Ciao. Fa caldo come a luglio, in queste ore in modo particolare si fa sentire.
Aspettavo questo mese. E’ arrivato.
Da luglio posso dire che la mia era una specie di “dolce attesa”, dato che ero in ferie, quindi già libero da impegni inerenti al lavoro.

Ho avuto qualche difficoltà tecnica e di tempo, mi sono accontentato di una sola immagine. Emblematica, in termini di relax: il mare. Certo, l’estate non dura tutto l’anno, ma intanto, adesso è estate.

  • Ahimè, audio sempre disturbato. – non posso con il programma che uso incorporare i files musicali, devo riprodurli registrando poi col microfono.

 OKAY, BUON WEEKEND E BUON MESE DI AGOSTO

– sperando che non faccia troppo caldo –
CIAO

Marghian

 

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LA MUSICA ROCK DEGLI ARTISTI SARDI – SALIS & SALIS –

SALIS AND ASALIS

CHISSA’ SE LA LUNA HA UNA MAMMA

(Dall’album “Sa vida ita est”, 1971)

Il gruppo musicale di Oristano e Santa Giusta, paese attaccato ad Oristano,  Salis & Salis (dal cognome di alcuni fratelli membri e fondatori del gruppo fra cui il leader, Tonietto, e suo fratello Francesco Salis) era molto in voga negli anni ’60-70. Nel 1971 i Salis incisero un album, “Sa vida ita est”, “La vita, che cos’è”.

Fra i brani, “Chissà se la Luna ha una mamma”. Io allora capii male il titolo e pensavo che fosse “chissà se la Luna ^è una mamma”. E devo dire, che personalmente, mi piaceva di più (ignorando però allora il significato del testo) , perché’ richiamava alla mia mente frasi ad effetto- cioè poetiche e cariche di suggestione, come “essere figli delle stelle”, “esser figli della Luna”, “essere figli del Cielo” eccetera. Avevo capito male, ma il titolo corretto, “chissà’ se la Luna ^ha ..una mamma”, mi induceva comunque a pensare a certe cose. Forse perché’ già allora, a 18 anni e da anni prima, avevo il pallino di pormi delle domande. “chissà se la Luna ha una mamma…credo di sì, quella che oggi è la Luna si è forse staccata dalla Terra, ed è la Terra stessa, la “mamma” della Luna…”.

Appresi alcuni anni dopo che la mia idea altro non era che la teoria che allora andava per la maggiore, quella  della “separazione”, la separazione, per qualche motivo, di un frammento della Terra, teoria riguardo alla quale la grande depressione del Pacifico sembrava agli scienziati costituire una prova, la prova che davvero un grosso frammento si sarebbe staccato dalla Terra a formare poi la Luna. Mentre invece no, questa teoria è stata praticamente abbandonata.

Perché la Luna non solo ha una mamma, La Terra, ma ha anche un papà: un grosso corpo celeste delle dimensioni di Marte, che (come ho piu’ volte esposto) avrebbe colpito la Terra in formazione, e del materiale sia della Terra che del planetoide avrebbe ruotato “a ciambella” attorno alla Terra (pensate agli anelli di saturno, qualcosa di simile, si sarebbe visto avvolgere allora la Terra) , e formandosi poi piano piano, da questi detriti (migliaia, sia grandi come il Monte Bianco, sia piccoli come granelli di sabbia, sia polveri), la Luna come la conosciamo oggi.

Queste, fin qui, sono le mie divagazioni, che poco attengono alla canzone dei Salis. La canzone, ecco il vero senso, parla della domanda che si fa un bambino che sta per morire, e che nelle sue ultime ore di vita domanda. “chissà’, se la Luna ha una mamma?”. Il bambino, che sente la vita sfuggirgli, che cerca conforto chiedendosi a modo suo, come noi tutti, se “esiste qualcuno lassù”, per lui. “La mamma della Luna mi prendera’ con se’…”..”-

Allora andava molto in voga, nei complessi musicali, l’uso dell’organo Hammond. Qualche volta ho avuto il piacere di suonarlo, in qualche sala prove di quache gruppo. Una emozione unica. Fra l’altro, conosco di persona Tonietto, il fondatore del gruppo io e lui siamo della zona. Il fratello Francesco e’ venuto a mancare diversi anni fa. Fece da giurato in una edizione del festival del mio paese, il primo. Io partecipai con la canzone di Gianni Nazzaro, “Piccola mia piccola”, errivai quinto. Mentre festeggiavamo nel bar annesso alla sala cinematografica adibita a teatro per le serate, dopo la serta finale, si scherzava e si parlava. “quinto posto, non e’ un brutto piazzamento, sai?”, mi disse l’amico che aveva vinto quella edizione. In effetti, ero contento,  quinto su venticinque concorrenti. Io gli risposi “guarda, mi basta il “dieci”che mi ha dato Francesco Salis..”. 

Ascoltate soprattutto l’organo, e le chitarre elettriche. Molto efficaci. “Awesome sound”- suono strepitiso-, come dicono gli americani.

CIAO

Marghian

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Tributo a Mario Cerciello Rega, e all’Arma Dei Carabinieri

Quando ho saputo dell’uccisione del giovane carabiniere, Mario Cerciello Rega, e nell’apprendere via via i particolari sul fatto, fatto, il mio pensiero è andato più volte ad una canzone, in gran parte parlata, dove il protagonista è un carabiniere che parla al suo tenente, reclamando sicurezza e rispetto, ma soprattutto, con rabbia e indignazione, chiede dignità; nel suo onesto lavoro, e soprattutto come persona.
La canzone è “Minchia Signor Tenente”, la ricorderete, di Giorgio Faletti. L’ho scelta come pensiero di dedica a Mario, e all’Arma.

Dolore. Dolore per ogni vita spezzata, ma dolore per un genere umano tanto lontano dall’ideale di uomo delle origini. L’uomo, definito in origine da antichi scritti sacri “poco meno degli angeli”. L’essere umano si allontana da questo ideale che, se preseguito, sarrebbe, e sara’, la sua meta. L’uomo ha davvero la potenzialita’ di essere un angelo, ma anche il potenziale opposto, di rendere l’umano vivere un inferno in terra. Ecco che pero’, nell’uomo il potenziale buono ed originario non e’ cancellato, ma solo represso. E si puo’ ancora far qualcosa. Dipende da noi, unici esseri su questo pianeta, a poter scegliere il nostro destino, pur con i nostri umani limiti. Limiti che pero’, col male, diventano insormontabili. Col bene, si puo’ andare oltre. A noi e solo a noi, la scelta.

CIAO

Marghian

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SERATE , VOCI E VOLTI DELLA SARDEGNA. MARIA LUISA CONGIU: “ISTELLA”.

BELLEZZA,  E DOLCEZZA NELLA VOCE – E  SENTIMENTO NELLE PAROLE

Ciao. Quando si parla di dolcezza nelle canzoni, vengono in mente certe “parole chiave”. Amore”, per esempio, o “mamma”.
La mamma, e’ questo il senso della canzone “Istella”, di Maria Luisa Congiu. Donna stupenda, voce meravigliosa. In una festosa piazza, una bellezza nostrana, ed una una poesia di antico amore.

MARIA LUISA CONGIU  – ISTELLA

“ Sin da quando sono nata, una voce sentivo, piena di armonia. Una voce tanto rara, che in ogni momento tiene compagnia. Mi hai cresciuta (“m’as cumprìdu”), mi hai allevata, amore mi hai donato, affetto e allegria. Buoni consigli, per continuare bene nel cammino di questa vita.
Ma’, nel cuore ti sento sempre, i mi fai compagnia. La parola piu’ bella del mondo, ^dico che sia soltanto “mamma” (“nàro ch’ es mama ebbìa”).
Oh mamma, stella rara, ascolta ^quello che ti dicono queste labbra (“iscurta su chi nàran custas làras”)
Dice il proverbio (”nàrat su dìzzu”) che chi la una mamma non piangerà mai. Ella è la voce sincera dell’amore che lenisce ogni dolore.
Ma se ti manca la madre, anche se a cento anni, il dolore è grande (“su dolore est mannu”). Non passa ora, né mese ne’ anno, senza che si invochi la mamma.
Ma nel cielo ti vedo continuamente, e mi tieni compagnia. Dalla volta celeste, serena, tu mi indichi il cammino.
Oh mamma, stella rara, ascolta ^quello che ti dicono queste labbra. O mamma, dal cielo ascolta l’amore che ora per te sto cantando (“oh mama, dae chelu intende, s’amore chi como pro te so’ cantènde”).
Ma fra tutte le stelle del cielo, ^tu sei la miglior guida (“tue ses sa menzus ghia”).
Per quanto avrò respiro di vita (“pro cantu apo a tenner alenu ‘e vida”),diro’ (“apo a nàrrere” “oh, mamma mia”). Diro’, “Mamma, sei tu la sola, ^ti voglio bene (“ ti chèrzo ‘ene”), o mamma mia” (Maria Luisa Congiu- Traduz. Marghian)

Potete ascoltare, o riascoltare la Congiu in quest’altra canzone:

festa sarda paesana

(Altro blog)

CIAO

Marghian

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OMAGGIO ALLA LUNA

NEL GIORNO DELLA LUNA

Ciao. Da sempre noi rendiamo omaggio alla Luna, questo luminare che, rflettendo la luce di un sole nascosto, rischiara le notti, generando da sempre stupore, mistero, amore.

Anche la Sardegna, da sempre, si rapporta alla Luna in modo profondo. Antichi pozzi sotterranei costruiti magistralmente da uomini di tremila anni fa, forse da molto più tempo, catturano i raggi della Luna, in notti ben calcolate dell’anno. La Luna, persino toccata con mano dall’uomo, cinquant’anni fa in questo giorno, mantiene anzi, aumenta il suo fascino. E cela ancora i suoi segreti. Sentiamo il suo fascino, il suo mistero, soprattutto quando la Luna regna, nella notte.

NOTTE DE LUNA

CARLA DE NULE

“In questa notte di luna, leggera come una piuma, canto ai pensieri, ai ricordi chiari di te. Come fai tu, ad essere cosi’ serena, se te li rubano, i figli che non ritornano piu’ a te? Siamo madri in pena, legate ad una speranza, di stringerli ancora sconfigendo il destino, con -l’aiuto di -Dio.
Mandalo, bianco come la neve, a porre fine al mare, nel’orizzonte il Sole e’ nero come me. Sto penando come te, ogni notte prego la Luna, che io sia la mamma di qualcuno che non abbia visto il giorno…”

In una sera di luna si cantano anche canzoni allegre, e serenate. Come questa CANZONE,”Serenata” registrata in una serata folk. Un video di una nostra tipica  serata di piazza, come in paese a fine giugno, con lo stesso Giuliano Marongiu, cantante e presentatore. Non mi perdo una di queste serate, se in paese o in paesi vicini. Musica, costumi, e le nostre ragazze; le ragazze che a seconda del posto chiamiamo : “piccioccas”, “bajanas”, “pitzinnas” “piseddas”, “crias”, “figge”…Anche  🙂 – ,  a Calasetta e a Carloforte (Carloforte,  dove Morandi ha girato “L’Isola diPietro”) parlano un dialetto ligure.
Ah, in questo caso non c’è  bisogno di traduzione, si capisce benissimo cosa dice.

***

Dopo aver ascoltato qualcosa sulla Luna, qui potete anche leggere qualcosa. Su quando la Luna ha cessato di essere un luminare diafano e divino, ed irraggiungibile.

CIAO

Marghian

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ERA UN OMINO PICCINO PICCINO

CLARA JAIONE, ERA UN OMINO (PICCINO PICCINO)

Sanremo 1955

Gli anni ’50 erano anni di sogni, si credeva ci fosse vita intelligente su Venere, si credeva nei marziani. Ecco questa canzoncina, proprio in quegli anni. Parlare di “marziani” allora era una cosa che andava per la maggiore.
Extraterrestri, immaginati – e ridicolizzati – come “omini verdi” e, naturalmente piccoli e bruttini. In una cosa noi dobbiamo prevalere: non in bontà, non in saggezza, ma  almeno essere piu’ belli. Oppure, batterli in tutto, semplicemente negandone, per partito (atropocentrista) preso,  l’esistenza. Nell’immaginario, noi siamo almeno piu’ belli. Pensate a E.T., praticamente un essere che sembra discendere “dalle tartarughe di quel pianeta”.  Anche stupidino, poi, in mesi sulla Terra sapeva dire solo “telefono…casa”. Invece, uno di noi, torna da Londra dopo tre mesi e gia’ si fa capire in inglese. “Era un omino” , è una canzone per bambini, carina. Ma gi ufo, ed i supposti piloti, “sono solo canzonette” (canzoncine, in questo caso) , come canta Bennato, o su questa questioncina  c’e sotto qualcosa di – molto- piu’ serio?

U.F.O. UN ARGOMENTO AFFASCINANTE, QUANTO MISTERIOSO E INTRIGANTE

U.F.O. CHI NON CONOSCE QUESTA BREVE SIGLA? PERSINO CHI NON SA COSA SIANO HA FAMILIARITA’ CON QUESTO TERMINE IN VERITA’ NESSUNO SA REALMENTE CHE COSA SIANO GLI UFO. E’ SULLA BASE DI QUESTO CHE VENGONO COSI’ CHIAMATI. INFATTI, U.F.O E’ UN ACRONIMO DI TRE PAROLE IN INGLESE CHE COMPONGONO LA FRASE:”UNIDENTIDIED FLYING OBJECTS”, IL CUI SIGNIFICATO E’, APPUNTO, “OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI“……..

CONTINUATE A LEGGERE

Ciao  🙂

Marghian

 

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IT AIN’T ME BABY -canzone del post precedente in versione casereccia, in sordina, cioe’ mia.

Videoselfie.

Ciao. L’altra sera, iascoltando alcune volte la versione, postata due sere fa, di Joan Baez della canzone “It ain’t me babe”, ho avuto il cipiglio di provarla alcune volte, due o tre volte, e fare il video. L’ho messo poi su youtube.
A dire il vero, il video doveva andare con il post dell’altra sera, ma ho un po’ diciamo… esitato, per via della tonalita’ troppo bassa, “alla De Andre'”, con cui l’ho dovuta fare. Complice poi l’audio del cellulare, che ho preferito a quello del  sistema di registrazione del computer, con i fruscii e disturbi che ben conoscete. Il cellulare registra una audizioine pulita, ma bassa di volume. . Morale, per sentire qualcosa occorre sollevare  il volume  al massimo (ricordandovi di abbassrlo prima di ascoltare altro, onde evitare shock da surpluss di decibel – rispetto alla mia registrazione . 🙂 )

Okay, ormai  il dado e’ tratto, la storica frase che disse Cesare (“alea..jacta est” 🙂 )
(la traduzione, nel post precedente, con il video di Joan Baez.

*Notate bene il quadro dietro di me, “la corrida”. E’ uno dei 10 quadri di mio fratello che ho appesi alle pareti di soggiorno, stanze da letto (dove dormivano i miei, e  di un’altra, piu’ raccolta, dove dormo io, e dove mi guardo i DVD, con lettore e televisorino prima di dormire, o al mattino (ora posso farlo di più… ).

Okay, lasciando la cosa per l’altra, in questi giorni il mare e’ stupendo, c’ero anche questo pomeriggio, con due amici, dalle 17 alle 18,30 circa. Mega nuotata, naturalmente. …   🙂

Versione di Joan Baez

– post con traduzione del testo –

BUONA SERATA

CIAO

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