TORNEREMO ANCORA, DI FRANCO BATTIATO. INTERPRETAZIONE DI GRAZIA DI MICHELE

Ciao. Per questa canzone di Franco Battiato, ho scelto…una cover. La canzone è interpretata da Grazia Di Michele. Non ho trovato un video su questa versione “senza presentazione”, , infatti la Di Michele ha presentato questa canzone ospite di Red Ronnie. Nella presentazione comunque, la Di Michele spiega qualcosa sulla canzone.

GRAZIA DI MICHELE – TORNEREMO ANCORA- DI F. BATTIATO

Un mio piccolo “dubbio” – saro’ breve, o almeno ci proverò..- sul “credo” di Battiato che è in sostanza il credo reincarnazionista, pur “abbracciando” idee di altre correnti e confessioni che non sono di per sè reincarnazioniste, come il sufismo -la parte essoterica dell’islam- e il cristianesimo.

Per evolvere “torneremo, e torneremo, e torneremo ancora..”, in un ‘eterno / o comunque molto lungo/ ciclo di vite perché l’anima evolva.

Mi chiedo: se dovremo “tornare e tornare ancora”, questa ripetizione in ere lughissime – le chiamano “eoni” implica milioni di anni in esistenze. ora, se succederà qualcosa alla Terra da estinguere di colpo la vita, da un asteroide (ce ne sono anche di qualche centinaio di km di diametro, quello dei dinosauri era solo di 10 km, con un coso di 100 km non ci sarebbe appello-questo potrebbe essere successo a Venere ) ad una guerra nucleare, od altro, in tal caso, addio ciclo di vite.

A meno che, un renicarnazionista non creda, anzi dovrebbe crederci, e Battiato ci credeva, in una pluralità’ di mondi abitati, e addirittura in una pluralita’ di universi, cosa anche alcuni fisici considerano una ipotesi seria. se la vita e’ solo sulla Terra, la tesi reincarnazionista non regge, per via della probabile finitezza della vita sulla Terra. Finitezza che è sicura in un lontano futuro, in quanto anche il Sole, fra 5 miliardi di anni, “si spegnera'”, dopo aver “polverizzato” ogni cosa sulla superficie del pianeta, con i suoi strati esterni espulsi nella fase di “gigante rossa” che precederà il “ritrarsi” del Sole in “nana bianca”, delle dimensioni della terra ma poco meno della tessa massa solare di oggi. Infine”nana nera”- da non confondere con il buco nero che e’ tutta un’ altra cosa-, e addio Sole.

Questo per “logica coerenza di discorso”,,a prescindere dal credo o non credo personale nel cui merito non voglio entrare.

Chi è cattolico rifiuta la reincarnazione, chi è materialista a maggior ragione, io sono solo un possibilista, e come tale vivo nel dubbio, ma serenamente: grazie alla speranza di qualcosa d’altro vuoi che si tratti di un ciclo di vite parte di un “lungo cammino” , vuoi che si tratti di un “aldila’ cristiano” come concepito da noi occidentali.

Ecco, ai cattolici conviene di piu’, molto di piu’ che “siamo soli”. Vi racconto come obiettò una ragazza, al termine di una riunione di catechesi a Cagliari. Sollevai la questione di altri mondi abitati da esseri come noi senzienti, e una ragazza mi disse: “tu parli bene, ma l’uomo e’ volto di Dio sulla Terra..”. Non era una teologa, ma si espresse esattamente come un eminente teologo, un “titolato”, intervistato qualche anno dopo in tv, “sulla Terra c’è stata la incarnazione di Gesu’, quindi su altre umanita’, io da teologo e da cristiano, permango scettico…”.

Io permango invece possibilista. Anche “religiosamente”: se Dio e’ in cielo in terra e in ogni luogo, puo’ benissimo aver impresso “il suo volto”- come disse la ragazza…- anche in altri luoghi. A che scopo, averli creati? Migliaia di miliardi di pianeti nel nostro universo, e, forse, di altri universi.

Le religioni, tutte, compresa la *nostra *attuale, sono nate quando: “la Terra era Il Mondo”, “il Sole, la Luna, i Cieli erano immutabili ed eterni”. L’Eden,”il Paradiso Terrestre”, considerato allora un luogo sulla Terra, ma quando la Terra era vista come Eterna, e con essa, i suoi “luminari”. Ai tempi di galileo, salvo Lui ed altri (anzi neppure Galileo sapeva della vera natura del Sole!), le idee erano queste. Persino per Keplero, grande innovatore che abbraccio’ le tesi di galileo, sosteneva si’ che il Sole fosse al centro, ma che fosse anche eterno, e che le stelle fossero …eterni luminari incastonati in una sorta di “cristallo cangiante di Boemia”, una sfera che circondava il Sistema Solare: l’unico, anche per Kepler, avente fra i pianeti la patria dell’uomo ad immagine di Dio.

BUONA SERATA E BUON FINE SETTIMANA

CIAO

Marghian

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UNO DEI MIEI AMORI GIOVANILI (fra le canzoni) – PICCOLA CITTA’

Ciao. Erano gli anni ’70, quando i giovani cantavano Guccini. Io consideravo, e tuttora considero, Francesco Guccini un genio “agattendi fueddus”, come disse allora un mio amico, “esti unu mostru agattendi fueddus…”-“è un mostro nel trovare parole…”. Effettivamente è vero, non mancano certo le prove del talento di Guccini. I giovani cantavano/cantavamo Guccini, erano gli anni appena successivi al ’68. Erano gli anni dei comizi in piazza, dei grandi radui, delle passeggiate in piazza la sera. Ed erano “gli anni delle immense compagnie”, citando Max Pezzali, specie se sovrapponiamo ad allora, la situazione di oggi. E non è solo questione di pandemia. Vedevo i sedicenni parlare con gli ottantenni, in piazza, e nei bar “o su Ziu, itte buffada?”- “Signore-ziu sta anche per “signor….-“-, cosa beve?”, il ragazzo che offriva da all’uomo di 70 anni. Non vedo piu’ questo da molto tempo prima della pandemia.

Permettetemi un piccolo volo pindarico. A proposito della pandemia, pare che i *”creduloni del virus che non è del tutto naturale” (come vengono – veniamo, mi sento anche io fra i tacciati di creduloneria- definiti da scettici venditori di certezze, che certezze non sono…..), *abbiano ragione.

UNA IMMAGINE CHE DICE MOLTO DI QUEGLI ANNI.

Nelle scalinate della piazza, persino in quella di ingresso alla chiesa, ci sedevamo a chiacchierare, a cantare e suonare la chitarra. “La Locomotiva” era quella che girava di piu’, insieme a “In morte di S.F., “canzone per una amica” nella versione dei Nomadi.. Ma anche “piccola città”, piaceva molto.

Non vi nascondo che ho avuto qualche dilemma amletiano se fare un mio video su questa canzone: “la canto…non la canto….”, e questo per una questione di voce. L’ho provata, ieri sera, dopo diversi anni. Mi sono accorto di sforzare un po’, da risultare persino calante in qualche punto. Poi ho pensato: “ma si’, la faccio, non casca mica il mondo, come non è cascato le altre volte…” (anche se mi piacerebbe avere un po’ di voce in piu’). . Questo video è di poco fa, caricato dal cellulare.

-Attenzione all’audio, per via della forte differenza di volume –

FRANCESCO GUCCINI – PICCOLA CITTA’

GRANDE GUCCINI

Ciao.

Marghian

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My sister

La mia “sister”, una donna stupenda. Ve lo scrive uno che la conosce bene. Qui, siamo a sabato scorso 29 maggio, distribuisce gardenie, con altri soci e socie, il ricavato per l’associazione Italiana Sclerosi Multipla. Fra l’altro, ella confeziona e vende, con persone di un altro gruppo di volontariato dell’UNICEF, delle bambole di stoffa, le cosiddette “pigotte”.

“Le bigotte? No, Maria, quelle no!”(le dissi, quando me lo disse per telefono la prima volta). “Pigotte, pi..gotte”- mi chiari’-“sulle bigotte hai ragione, la penso come te…”. “Maria, lo avevo capito, era per…”. Per scherzarci su, chiaramente.

Maria Bonaria *(chiamata solo Maria, Bonaria è nome in uso solo in Sardegna, mia cognata, la vedova di mio fratello, ce l’ha come unico nome, deriva da un luogo di culto mariano detto “Chiesa della Madonna di Bonaria”, Cagliari. E non è tutto. Nel’400 gli spagnoli che dominavano la Sardegna già da alcuni secoli, lo chiamavano “de la virgen de Buenos Aires”, e la capitale argentina ha preso il nome dalla chiesa della Madonna di Bonaria di Cagliari, nome che gli spagnoli diedero al luogo ove poi sorse la Chiesa, quella attuale è sicuramente una sovrapposizione sul santuario preesistente, e si scelse quel punto perché da un naufragio al largo della costa Cagliaritana, li’ si “spiaggio'” una pesante cassa con dentro una Madonna lignea quasi “a statura umana” tutt’ora esistente nella chiesa e portata in processione, che dei frati “mercedari” portarono al loro monastero sopra il colle detto “di Bonaria” per via di questo fatto, e “madonna delle buone arie “- “virgen de buonos aires” e poi noi “Madonna di Bonaria”, e questo perche’ a questa madonna venne attribuita l’improvviso placarsi della tempesta ), una donna volontaria, volenterosa e con tanti altri pregi. Ve lo garantisce suo fratello.

ECCOLA

In un momento della sua (continua) attività. Delle sue…attività.

CIAO

Marghian

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FRANCO BATTIATO – con la voce di Nicole Walker Smith

STRANI GIORNI

“Viviamo strani giorni”, ed è vero. Strani giorni, come specifica Battiato, che sono l’eco dei tempi dell’uomo neozoico dell’era quaternaria, dell’olocène (dal greco Holos-Kainos, (“del”) *tutto – recente”; nel senso della “creazione- od evoluzione – completata, “con tutte le specie animali e piante, e con la storia dell’uomo ad uno stadio già avanzato. L’olocène viene fatto iniziare, convenzionalmente, attorno agli 11.700 anni fa, fino ai 9000 anni fa. Epoca di grandi eventi, persino dell’innalzamento dei mari, altro che i temuti 10 cm nel 2050, 60 metri 12 mila ani fa, chi dice 120 metri. Molte terre emerse si ” rimpicciolirono”, grosse isole che divennero arcipelaghi, penisole che divennero isole. E forse, interi popoli scomparvero, o migrarono per altri luoghi (per la scienza ufficiale, tendente al riduzionismo e alla prudenza pero’, tutto questo non avvenne in un giorno ed in una notte- idea contenuta nel ” mito di atlantide” ed in antichissime cronache di vari testi mitologici e religiosi di popoli antichi, ne’ in quaranta giorni come raccontato nella Genesi- ma in qualche decennio, o in qualche secolo).

Per questo, credo, , Battiato fa riferimento a quel periodo, di eventi epocali e antiche memorie scritte nel mito, ma ancor di piu’ impresse nell’inconscio filogenetico, e nella stratificazione del cervello per via di ambiente e fattori culturali ed esperienze- della specie tutta- , ma anche sul piano ontogenetico, dell’individuo che serba in se’ la natura ancestrale, collegando tali eventi e tali memorie ai nostri tempi. .

Gia’ da allora l’ antropizzazione, l’agricoltura, la pesca, le irrigazioni e la deforestazione, naturalmente conflitti. Le prime città (Gerico primo strato risalirebbe a 10000 anni) , l’intervento massiccio dell’uomo sul pianeta dove vive, ma da molto prima.

“Evoluzione completata”. Chiaramente, dal punto di vista darwiniano la cosa non è esatta. l’evoluzione non si ferma mai, ma Battiato fa riferimento al’uomo “recente”, all’Era quaternaria, tuttora in corso, attuale. L’era quaternaria è la nostra era, non solo dei nostri antenati di quei millenni fa;. Noi, , che viviamo oggi, che abbiamo edificato grandi città, gloriose civilta’, grandi da non poterle gestire; siamo noi, l’uomo neozoico dell’era quaternaria,,proprio noi, contenuto e “anima” di quel passato, nel riaffiorare di antichi miti e paure, ed anche violenza. Ancora strani giorni. Problemi, conflitti, che si presentano in modi ed in veste diversa, ma “umanamente” sono sempre gli stessi …strani giorni, e drammi esistenziali. Ora, come allora.

Grande Battiato- mi piace anche nei discorsi-, e forti i musicisti, e la voce della cantante.

CIAO

Marghian

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BUONA SERATA. ED UNA SERENA NOTTE….

BUONA SERATA ED UNA SERENA NOTTE…DA MILLE E UNA NOTTE

Da quanto segue si capisce il perché….

Vedendo questa immagine, messa a corredo della notizia del ritrovamento di di alcune copie di un manoscritto di poesie di un poeta arabo, tale Ibn Hamdis, nato in Sicilia, a Siracusa o a Noto, la città natia è incerta , a metà degli anni ’50 dell’XI mo secolo, mori’ nel 1133 a Maiorca, considerato il massimo esponente della poesia in lingua siculo- araba, ho immaginato come avrebbero suonato, “nel vero”, le ragazze raffigurate con i loro strumenti. La pittura le ritrae in momento di vita insieme, in una splendida sera di 1000 anni fa, nel mondo arabo di allora. praticamente ai tempi di Ibn Hamdis.

BUONA SERATA E SERENA NOTTE

*E buon weekend

(Cosi’ anche la *”Buona domenica” è compresa nel pacchetto….)

Io scherzo, ciao 🙂

Marghian

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CARLA FRACCI

CARLA FRACCI – LA MORTE DEL CIGNO

Ciao. Si racconta che Siddartha Guthama, meglio conosciuto come “Buddha”, nell’insegnare ai suoi monaci, avesse colto un fiore, mostrandolo ai presenti, tenendolo fra le dita e muovendo a destra e a sinistra il braccio teso, e quindi il fiore. Stando all’aneddoto, disse: “ora chiedo ad ognuno di voi di esprimere, a parole proprie, le impressioni – o cio’ che sa- su questo fiore. “Tu, dai, parla”, disse indicando il primo davanti a lui alla sua destra o alla sua sinistra. Questi comincio’,, descrivendone la bellezza, e le impressioni che il fiore gli suscitava. Poi parlo’ chi gli stava a fianco, “e’ un fiore di…- nome-, ma non capisco come questo fiore possa….” e via di seguito. Poi parlo’ il terzo, il quarto e cosi’ via. Quando il penultimo fini’ di parlare, Buddha indico’ l’ultimo. “Dicci, parla….”. Il monaco guardo’ intensamente il fiore, per qualche minuto, abbozzo’ un sorriso, chino’ il capo ma non parlo’. Guardo’ il maestro, giunse le mani e si chino’ ancora, come a volergli dire: “io ho finito”. Buddha disse: “ecco, lui ha davvero compreso….”.

“CARLA FRACCI”, E SI E’ DETTO TUTTO

CIAO

Marghian

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LE ECLISSI DELL’ANIMA

“Il sonno della ragione genera mostri”

(Goya)

Con questo post voglio esprimervi il mio stato d’animo.

Tranquilli, è malinconico, ma sereno.

“Le eclissi dell’anima”. Una immagine che richiama ad un oscuramento, ad una eclisse. Una eclisse sul mondo. Le parole della canzone “povera patria” di Battiato. Io qui intendo per “patria” non solo la nostra specifica patria, l’Italia. Ma il mondo, patria dell’ intero genere umano. Un genere umano che vive in uno stato di eclisse perenne, e di profondo torpore dell’anima. Una eclissi che tarda a diradarsi, un torpore dal quale il genere umano tarda a scuotersi . Solo con il diradarsi delle eclissi che oscurano l’anima, solo dal risveglio della mente, il mondo potrà ottenere un cambiamento, ed una evoluzione. Perche’ i mali, dalle guerre ai crimini, l’odio, i propositi e la messa in atto delle vendette, e e la violenza, nascono dal buio dell’anima, e dal torpore della mente. Dal sonno della coscienza. Ciao.

Sulle prime avevo intenzione di far scorrere delle immagini relative agli attentati di mafia, Capaci e Via D’Amelio, di cui domani ricorre l’anniversario del primo, sempre con il testo “Povera Patria” come didascalie. Ho preferito, piu’ generalmente scegliere una immagine che ritengo possa esprimere lo stato in cui si trova non solo “la nostra povera patria”, ed abbracciare tutta la “riflessione” sul dramma umano delle guerre, delle ingiustizie, della criminanita’, la violenza, delle le prevaricazioni e delle discriminazioni, cose che accadono ovunque. Una totale eclissi sul mondo.

Mi scuso per l’audio: l’ho dovuto filtrare due volte attraverso il microfonino: dalla tastiera al programma “musicale”, e da questo al programma per i video, dal quale ho registrato, ancora una volta, tramite microfonino.

CIAO

Marghian

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E COSI’, CI HA LASCIATI ANCHE FRANCO BATTIATO

Non e’ facile trovare un centro di gravità permanente, quel che Battiato cercava. Ma capiva che non e’ facile, in un’altra canzone dice “….che siamo esseri immortali caduti in terra dall’Eterno, destinati a errare, nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione..”, tale completa guarigione, e’ il centro di gravita’ permanente. Cercando questo centro di gravita’, ne “La Cura” dice una cosa che sembra l’opposto. Sembra. “supererò’ le correnti gravitazionali…”. Come a dire che fuori dall’influenza della gravita’, dal di fuori la realtà’ si capisca meglio, e si trovi il centro di gravita’. E forse questo centro di gravità è ovunque, e da nessuna parte, è la concezione olistica, detta oggi dell’ologramma universale. O un nulla-tutto, come infinito e infinitesimo: “un oceano di silenzio, senza centro ne’ principio”, come Battiato descrive l’assoluto, come nel concetto orientale dell'”essere” da sempre.

Un grande della musica, che ammiravo anche per la comunanza (non importa la differenza di livelli per la passione…) di passioni circa certi argomenti. Tipo questo.

ATLANTIDE

La potenza del mito. E quanto di vero racconta il mito. A questo penso molto

A tal proposito:

“Atlantide”, un nome che accende la fantasia dell’uomo sin da tempi antichissimi, addirittura  anteriori forse all’epoca di Platone,  che è considerato colui che per primo ne tratto’ per iscritto, circa 2360 anni fa, neli suoi due famosi “dialoghi”:  il “Timeo” ed il “Crizia”. Platone avrebbe sentito parlare di Atlantide da un certo Solone, il quale apprese la “storia” in Egitto. Egitto, Alessandria e la grande biblioteca. Quanto raccontavano quelle decine di migliaia di rotoli? Quale sapere ando’ perso?

Torniamo al Timeo e al Crizia.  In questi dialoghi,  Platone descrive Atlantide come una leggendaria potenza navale, situata “oltre le Colonne d’Ercole”, una grande nazione che avrebbe dominato su grande parte dell’Europa Occidentale e dell’Africa, divenendo difatti la “nazione egemone” sul resto del mondo antico, una sorta di “America ante-litteram” per la superiorità di questa civiltà rispetto alle altre. L’epoca intorno alla quale Atlantide prosperò, ed ebbe fine, secondo il resoconto di Platone, e’ collocata intorno 9600 anni prima di Cristo.

 Atlantide e’ descritta come una grande isola situata  in mezzo all’oceano, oceano che si trovava al di la’ delle fantomatiche “Colonne d’Ercole”, oceano che Platone stesso definisce come “talmente vasto da far sembrare il “nostro mare” come un piccolo porto”.

 Ecco come inizia la descrizione fatta da Platone nel Timeo, che egli redasse intorno al 360 a. C.:

 « Innanzi a quella foce stretta che si chiama “Colonne d’Ercole , c’era un’isola. E quest’isola era più grande della Libia e dell’Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte ( forse l’America?), essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel  volgere di un giorno e di una brutta notte tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l’isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve. ». Platone  scrisse che  “ l’isola di Atlantide  sprofondò, “con tutta la sua  grandezza”, con le sue città la sua  rigogliosa vegetazione- .  Egli attribuì la sventura di Atlantide al fallimento dell’invasione di Atene.…….

 Se volete (anche se non stasera), potete continuare a leggere qui:

https://marghemarg.wordpress.com/2012/05/29/atlantide-i-resoconti-antichi-le-ipotesi-la-ricerca/

Mi i sono ricordato di questo post, contenente anche due video sulla ipotesi”sarda” di Atlantide. Qui vi ricordo che 11 mila anni fa, all’epoca presunta di Atlantide, la Sardegna e la Corsica erano una unica grande isola, praticamente attaccata o quasi, alla attuale Toscana. Il mare si sollevo’ (chi dice) di 60 metri, o (chi dice) di 120 metri addirittura.. Ma questo settemila anni prima dell’inizio della fiorente civilta’ dei Sardi. Sempre che non sia tutto da retrodatare.

CIAO

Marghian

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GRANDE MILVA- LILI’ MARLEEN

Ciao. Ho trovato questo video, con Milva che canta questa famosissima, vecchia canzone. Questa è una delle canzoni che rientrano fra quelle che a me piacciono, e danno sensazioni maggiori, in lingua originale. Non che io conosca il tedesco, ma “beyond the spoken words”, “aldila’ delle parole dette”, come queste “suonano”. La sentivo cantare in italiano, da ragazzo, alla radio o da qualche donna dalla bella voce (quando andavo a vendemmiare, negli anni ’70 -’80, e noi maschietti eravamo addetti non solo a cogliere l’uva ma a portarla, in cesti pieni, attraversando in lunghezza anche tutta la vigna, filari lunghissimi, fino al mezzo, camion o trattore parcheggiato fuori la siepe che delimitava il vitigno, per caricarlo e portare l’uva nella “Cantina Sociale” del paese dove c’erano i contenitori per lo stoccaggio dell’uva, del mosto, e tutta la filiera di lavorazione fino alla produzione del vino, con etichetta “cantina sociale di Terralba – oristano- anche a Londra, fonte: un amico che faceva il cameriere li’ in quegli anni), e in vigna, lavorando, c’era qualche signora- le ragazze, in quanto giovani, non la conoscevano- che la cantava davvero bene, “con te…lili marleen..”. Ma in italiano; cantata in tedesco (il tedesco riguardo alla lingua originale di questa canzone, ma il discorso e’ piu’ generale); per la prima volta la sentii cantare in tedesco in tv da Marlene Dietrisch. Mi ha sempre dato altre sensazioni, qualcosa che entra..piu’ in dentro, rispetto al sentirla cantare in italiano. Trattandosi poi di Milva….che classe.

BUONA SERATA

Marghian

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E ANCHE QUESTA SETTIMANA E’ ANDATA.

Ciao. E’ stata per me una bella settimana. Vaccinazione completata, mi da’ una febbriciattola serale, sempre di meno (da 38-1/2 delle prime due sere a 36,7 di ieri sera. Ho smesso anche di prendere la tachipirina, e pare che non serva.

Vi lascio questa cosetta, l’ho chiamata “mid kaos order”. “mid” meta’, quindi meta’ ordine meta’ caos, come sembra essere il mondo. A quale dei due esso tenda, non si sa. Si dice che sulla base della principale legge fisica tenda al caos, ma forse non sara’ cosi’, forse si raggiungera’ un ordine perfetto (il disordine e’ annullamento, e’ una idea nichilista, almeno per l’universo o forse solo per l’universo fisico. La religione: “e i cieli e terra passeranno stridendo….” dunque una ammissione di annichilimento del mondo, sembrerebbe; ma in raffronto alle cose spirituali che, presumibilmente per chi crede, sono davvero realta’ immutabile. Ma ai fisici sembra interessare – e per molti esistere- solo la realta’ fisica, quella immanente e in quanto tale soggetta a finitezza assoluta.

MID KAOS ORDER

KAOS CON LA K, ALLA TEDESCA, VOLUTO

Una immagine raffigurante forme irregolari e confuse da far ricordare immani e violenti fenomeni cosmici, e nel contempo parte dello sfondo che ricorda stelle lontane che sembrano invece ubbidire ad un supremo ordine. Lontane, immobili, da sembrare immutabili. Una musica (volutamente) con note consonanti fuse con note dissonanti (è un genere che esiste veramente, proprio per descrivere il caos, o meglio ‘alternanza e la fusione con l’ordine, suo opposto: la dodecafonia **(video sotto) si’ da formare come nella immagine, questo ossimoro ordine- caos, questo mix di contrari ove sempre trovarsi l’universo. Senza che si capisca il confine fra ordine e disordine, che il disordine produca ordine o che dall’ordine si generi il disordine. E’ questa l’idea preponderante, detta tendenza , più semplicemente entropia: il raggiungimento di un equilibrio che equivarrà’ alla morte del cosmo. Cosi’ come nella batteria della nostra macchina, tutti gli ioni passano da un polo all’altro dando energia, e quando le cariche sono allo stesso livello, la batteria è scarica. O come nei vasi comunicanti: versando liquido in uno dei vasi, esso si riversa anche nell’altro vaso. Raggiunto lo stesso livello, non c’e piu’ acqua che scorre, tutto si ferma. Un equilibrio che ferma tutto. Ma noi associamo l’equilibrio all’ordine, i fisici al disordine. Il massimo del disordine e’ la morte termica, non vi e’ più scambio di energia, ragionamento riferito ad un sistema chiuso, e l’universo nell’insieme è considerato tale: e’ il secondo principio della termodinamica, secondo il quale l’universo raggiungerà questo equilibrio. Ciao 🙂

LA MUSICA DODECAFONICA – ESECUZIONE PROFESSIONALE

(Schoemberg ne e’ il padre)

OK, BUON WEEKEND

Marghian

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