1 MAGGIO. GIORNO DI FESTA, GIORNO DI RIFLESSIONE SUI TEMI E SULLE PROBLEMATICHE SOCIALI, UMANE E DI VITA

“…vedrai come è bello, lavorare con piacere, in una fabbrica di sogno, tutta luce e libertà”

(Brruno Lauzi, da una canzone sigla di una trasmissione sul lavoro, in tempi di boom economico).

Ciao. “Festa dei lavoratori”, che in quanto tale è giorno di riflessione sul lavoro, cosi’ importante. Di festa, per chi gode di una condizione di lavoro stabile, e di riflessione per chi non gode di tale stabilità e diritti garantiti da un lavoro dignitoso. Per chi no ha il lavoro, o nel lavoro è leso nei diritti primari, il giorno di oggi puo’ rappresentare, anzi rappresenta, un giorno triste. Come per chi è solo a Natale o a Pasqua, se si puo’ fare questo paragone.

Lavoro, lotta per il lavoro, difesa dei diritti, disagi, sono i temi di molte canzoni definite popolarmente “di protesta”. Vengono in mente cantautori come Guccini, le cui canzoni toccano queste tematiche. Chi conosce il sardo Franco Madau, sa che anch’egli compone canzoni su temi di carattere sociale, di lavoro, di vita. Fra i disagi legati al lavoro, esiste da sempre il problema della emigrazione, del vivere lontano dalla propria casa, dalla propria terra. Certamente non siamo solo noi sardi, sensibili a questo problema di essere costretti ad emigrare. Ma credo che chi è “per natura” abitante di un’isola, senta in maniera quasi atavica, questo problema; quasi come l’altra faccia di una medaglia, la cui prima faccia è rappresentata da secoli di colonizzazioni e domini. Una medaglia che vi descrivo, con queste mie parole:

“A primu isfruttaus de su furisteri in terra nostra, e non fiaus meris dsfruttati e sa terra nosta. Oi, andai in terra istrangia po podi bivi, e a su matessi no essi meris de sa terra nosta”

-Prima, sfruttati da gente straniera in terra nostra, e della nostra terra non eravamo padroni. Oggi, dover andare in terra straniera per poter vivere, e non siamo egualmente padroni della nostra terra”

ho poggiato il celllulare su un mobiletto che ho nella veranda (dietro di me la vetrata, ed il cortile), e ho buttato giu’ la canzone di Franco Madau “Su Prantu de una mamma”. “Il pianto – e le ansie – di una madre per i singli emigrati, e el preoccupazioni per l’unico figlio rimastogli, il cui futuro dipende dal lavoro dei suoi fratelli emigrati, che gli finanziano gli studi.

SU PRANTU DE UNA MAMMA – COVER

“Come ti sei ridotto figlio mio, ma come sei conciato! Che ti e’ successo, che cosa ti è capitato? tutto quel sangue, e quei vestiti stracciati. Entra dentro, non restare li’ impalato, entra dentro, non lasciarmi in pena”.

Eh, in questa vita ne ho avuta di fortuna, solo fame e sacrificio ho conosciuto. Mio marito da qui se ne’ già andato, in eredità quattro figli mi ha lasciato. Ma in casa mia soltanto uno ne e’ rimasto. Peppino e in francia, non ne so da cinque mesi. Quelli (della famiglia ) di Tonino, invece loro stanno bene. Hanno il lavoro, e vivono in buona salute. Scrivono molto, e vengono una volta all’anno.

E tutta questa è la mia tranquillità, non passa giorno o notte che non stia a pensare: i miei figli, cosa stanno facendo? Se sono sani, e se stanno lavorando, (anche perche’) con i loro soldi, il piccolo Antioco studia.

(La mamma) – “e me ne vieni a casa a quests’ora, con quella faccia tutta sfregiata….”

“(Antioco:)”Mamma, è a scuola che mi hanno picchiato, perche’ non volevano che si scioperasse. Perche’ ho capito come stanno le cose, che veniamo mandati in giro come bestie, in terre straniere a lavorare. Mamma, è per questo che mi hanno picchiato. Ma ora non piangere che’ non sono solo. Dopo (saremo) in dieci, poi in cento e poi mille. Non sara’ oggi, ma domani è sicuro, anche i miei fratelli faranno ritorno. Non oggi, ma domani è sicuro, anche i miei fratelli ritorneranno…” (Franco Madau- Traduz. Marghian)

L’ORIGINALE (ci mancherebbe…) 🙂

COME SEMPRE ATTENZIONE ALL’AUDIO

Innoi zàccada (in sardo “qui spacca”-“si fa sentire”- )

FRANCO MADAU – SU PRANTU DE UNA MAMMA

IL PIANTO DI UNA MADRE

PERMETTETEMI UNA DEDICA SPECIALE ALLA AMICA REBECCA ANTOLINI

ADORA QUESTA CANZONE

BUON PRIMO MAGGIO – E BUON MAGGIO

Ciao.

Marghian

About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI 68 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- ; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. SONO IMPIEGATO STATALE IN PENSIONE. MI OCCUPO DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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25 Responses to 1 MAGGIO. GIORNO DI FESTA, GIORNO DI RIFLESSIONE SUI TEMI E SULLE PROBLEMATICHE SOCIALI, UMANE E DI VITA

  1. Buon Primo Maggio a te!

  2. Laura says:

    Buon primo maggio caro Marghian, qua piove, giornata autunnale, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Laura. Grazie. C’è un tentennamento quando cambio di tono. La avevo provata una volta, ma proprio un accenno, e pensai “chissa’ se la faro’ un giorno per il blog” e questo nel 2017!. Mi sono registrato senza riprovarla da allora, e ho ricordato “all’ultimo momento” il punto dove sale di tono. In veranda c’era poca luce, ma questo mi andava bene, dato che volevo una immagine un po’ in ombra. Anche con le telecamerina del cell un po’ sporca. Ma, vedendo adesso un po’ piu’ di luce in veranda, e pensando a quello sbaglio ho pensato “perche’ non rifarla”. Ho pulito un po’ la telecamerina. Sto aspettando che il video di adesso si carichi su youtube. buon 1 maggio anche a te, ciao 🙂

    • MARGHIAN says:

      Non ho mai avuto molta voce. No, la canzone ad un certo punto sale di tono. Di tonalita’, nel senso che se io sto facendo (lo so, “cambiare di tonalità ” è gergo musicale, suonando in do maggiore, sale poi a re maggiore) . Adesso ho preso il link, metto il video fatto adesso, magari fra qualche minuto ascoltala…

    • MARGHIAN says:

      Guarda, è semplice. I giri di accordi sono in una determinata tonalita’, quando senti “adagio in do maggiore…” significa che e’ in quella tonalita’. Ma succede che un brano, ad un certo punto, “cambia di tonalità”, anche piu’ volte. “Su prantu de una mamma” è in “do” (e devo rispettare questa tonalita’ ), ma poi, “salta su di un tono”, e con la voce devo cambiare anche il giro armonico, tutto piu’ su’ di un tono. Questo intendevo. Adesso il “nuovo” video c’e’.

    • MARGHIAN says:

      Va un po’ meglio adesso, vero? Ah, è stato utile 🙂
      Grazie Laura, ciao

    • MARGHIAN says:

      Ma che imbranata, che c’entra! Leggendo queste cose per la prima volta… Scommetto che riesci anche a notare il cambiamento di tonalità. Dalla prima volta che la canzone dice “ma imoi non prangas…”, riesci a notare il salto di tono e anche come sono diverse le posizioni delle mani per gli accordi che da quel punto sono un tono piu’ su’. Sono sicuro che ci riesci 🙂

  3. silvia says:

    Buon mese e buon pomeriggio 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Silvia. Scrivevo a Laura che ho rifatto il video, quello che c’era fino a qualche minuto fa , da prima di pranzo, si vedeva malissimo. Non che adesso sia ottimo, ma..nel’altro c’era anche uno sbaglio nel cambio di tonalità. Una stonatura, per dirla tutta.
      Buon mese anche a te, Silvia, ciao 🙂

  4. lucetta says:

    Penso alla situazione di tanti italiani oggi disoccupati e vedo che niente è cambiato da allora. Verso le 15 ho visto tv7 sul primo canale e veramente alcune immagini di migranti dall’Honduras in america mi hanno turbato molto. Sofferenza, dolore, mancanza di lavoro e quindi c’è poco da festeggiare il primo maggio. Buon pomeriggio e buona serata a te.

    • MARGHIAN says:

      “c’e poco da festeggiare”. Ciao Lucia. Ma io ne ho tenuto conto, avrai letto nel post. Usiamo la parola “festa” anche nel senso di ricorrenza; praticamente un “giorno della memoria” per coloro che sono vittime delle situazioni da te elencate e altre. Ancora oggi bambini vengono sfruttati nelle miniere di zolfo, e della estrazione di elementi come titanio, platino, vanadio, “terre rare”, tutti materiali che sono anche nei telefonini. Pensa che mentre scrivevo il post, pensavo ai ragazzi dei call center e ai “riders”. Sono stato lavoratore quasi “sfruttato” anche io, dai 19 ai 33 anni, lavori saltuari in edilizia (anche dieci ore, in nero, e al committente veniva detto “al manovale do 7000 lire l’ora, mentre erano 4000). E lunghi periodi di disoccupazione, quindi “so benissimo”. Solo i cinque anni da marmista, prima dell’impiego ottenuto a 33 anni dopo 15 concorsi vari,sono stati abbastanza tranquilli. otto ore, sabato fino a mezzogiorno, e contributi ricongiunti. E meno male che quando lavoravo precariamente, con ore in piu’ non pagate, senza contributi, da ragazzo e da giovane, ero con i miei, non da solo e dover essere indipendente come dopo i 33 anni, quando finalmente potei vivere del mio. Dodici ore, a luglio, sopra i ponteggi, dai 19 ai 33 anni. La giornata agricola poi, era la meta’ di quella edile. Si’, non trovando in edilizia lavoravo in agricoltura, e viceversa. Ora, a cose finite, sono contento di aver vissuto anche questo, duro lavoro e servizio militare.. “contento” nel senso de “ho dato”, e “ho fatto esperienza”. Ciao Lucia, buona serata 🙂

  5. Renza says:

    Buona Domenica e saluti
    Renza

  6. vincenza63 says:

    Riso amaro, Marghian…

    • MARGHIAN says:

      Lo so, io l’ho messo in evidenza, nonostante l’uso della parola “festa”, che va intesa in questo caso nel senso piu’ ampio di “ricorrenza”, ed e’ comunque “festa del 1 maggio” (certo la parola non e’ adatta al giorno della memoria del 27 maggio, anche se, mettendo l’accento sulla ..fine dell’olocausto, la liberazione dei prigionieri di aushwitz, è in parte…”festa”), “festa del primo maggio” in quanto, seppure c’e molto da fare, molti diritti sono stati conquistati. Il 1 maggio nasce dalla richiesta delle 8 ore di lavoro, cosa che si e’ di fatto ottenuta. Certamente, il disoccupato e lo sfruttato non devono festeggiare, ma almeno le 8 ore, oggi anche 7, sono “per legge”, e grazie a quelle rivendicazioni che hanno dato origine a questa ricorrenza. Certo, “riso amaro”, per molti. Anche il Natale, per molti, è un riso amaro (gente che non ha da vivere, gente sola ecc., come in rapporto al primo maggio, gente sfruttata, disoccupata..).
      Anche la canzone che ho scelto, rimarca questeo riso amaro, “su prantu de una mamma”, il pianto di una madre, il figlio che viene picchiato perche’ ha sicoperato, la dura realta’ della emigrazioni, della immigrazione, dei profughi eccetera. Pensa che “profugo” significa “fuggire per” (un lavoro, una vita piu’ dignitosa…., come anche tanti italiani sardi e siciliani e peninsulari, fuggiti per.. un lavoro, profughi. I tanti cognomi italiani nelle americhe, sono un ricordo di questo. Si parla di una decina di milioni, di emigrati dai primi del ‘900 a meta’ del 20 mo secolo. Ciao.

  7. Da quando me lo hai fatto sentire per la prima volta cantato da Franco Madau, mi sono innamorato in questa canzone, apprezzo anche molto il tuo cover anche tu hai toccato il mio cuore,,,, bussi tvb caro Livio ♥

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