I MEDICI…CANTANO BATTISTI

Ciao. Questa mattina verso le otto  ( stavo ancora a letto,  la tv  mi fa fare le ore piccole- e sfrutto i vantaggi dello stare in casa.. ) ho visto dal celluare questo titolo: “Battisti rivisitato per il coronavirus”. Chiaramente ho aperto il video, e ho subito ascoltato questa particolare performance di medici musicisti.

Una bella iniziativa, un bel messaggio. E sono bravi.

CIAO
Marghian

About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI 67 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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26 Responses to I MEDICI…CANTANO BATTISTI

  1. ora e in moda che tutti cantano anche con la musica si po trasmettere serenità…. bussi ♥

    • fammi sapere cosa dice al riguardo 😉

    • MARGHIAN says:

      Ciao Rebecca. Vero, è di moda. Dopo l’amore, il virus samembra ispirare tante canzoni e versioni di canzoni. Dopo l’amore (nelle canzoni, amore di coppia) , perché per lottare in questa situazione, ci vuole tanto amore. Il volersi bene.
      Sai che i greci avevano -e hanno- due parole “amore”? Si, una è Eros, come sappiamo, l’amore “uomo donna” ecc. . L’altra parola “amore” è Agapé, I’amore fraterno, l’amore per i propri cari,la stima fra amici; è il volersi bene. E ci vuole l’agapé, per lottare contro questa ed altre avversità. ne serve tanto.
      p.s., anche nell’amore di coppia ci va l’agapé. “L’eros, se non c’è l’Agape, non è amore vero”, lo disse Papà Ratzinger, ed ha ragione.
      Ciao 😊

      • la musica ti fa passare il pensiero… oggi mi piace tanto la canzone di Kenny Rogers – Lucille lui e morto proprio ei giorni scorsi, era un grande cantante dell musica country …. poi in questi giorni sono un po melanconica

      • poi voglio farti anche sentire anche questa canzone di Kenny Rogers Dolly Parton Islands In The Stream … spero che ti piace ♥

  2. silvia says:

    Molto carino, speriamo che serva

    • MARGHIAN says:

      Ciao Silvia. Già, speriamo che serva.. Ho visto proprio poco fa da whats appp un video, che mi è arrivato dove una ragazza sarda in Lombardia, suonatrice di arpa, suona magicamente “non potho reposare”, con un “restiamo in casa” iniziale, e uno finale. Non so però se il video sia su YouTube (il video si presenta in modo diverso, da da qui il mio dubbio. .) Una certa Eleonora Murgia. Se la trovo, vi faccio ascoltare una meraviglia, forse domani stesso. Sempre che il video non sia stato preso da fscebook e non si trovi invece su YouTube.
      Ciao, a stasera 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ah, si, immensi. Ciao Enri, grazie 😊

    • MARGHIAN says:

      Ciao. Ah, si’, tutto benissimo, per ora. In paese non abbiamo casi. “Tutto benissimo”, intendo nel senso che sono sereno, non soffro tanto il chiuso della casa. Piuttosto per me che vivo solo, sarebbe un po’ piu’ pesantuccio. D’altro lato, questo magri mi auta, essendoci non dico abituato (non accetto mai il “eh, tu sei abituato”, eh, col kaiser..), ma che per me la cosa non cambia di molto, dato il mortorio, la sera, specie in inverno. Ti lascio immaginare i paesi della Sardegna. Anzi, io mio paese è grande- sono sempre in quarantena, quelli che vivono in paeselli di duecento trecento abitanti, paesetti incastonati fra le colline, che hanno la farmacia nel paese vicino che pero’ manca di un tabacchino, o viceversa.
      Certo, non vedo i miei amici della uscita serale , anche se effettivamente uscivo e, spero, usciro’ , in piazza e annessi ritrovi – il bar,bar, circolo ricreativo – sempre dopo le 18, dedicavo il pomerigigo alla attivita’ motoria – anche perche’ ho il diabete, e il movimento mi ha giovato parecchio, e mi sono adeguato a fare ginnastica in casa. La casa è grande e, considerando anche il cortile, riesco a camminare per mezz’ora, un’ora facendo slalom fra i mobili -tavoli e sedie- che sposto un po’ allo scopo e che, dopo, rimetto a posto. Non sono i sette chilometri che, spero prest, rifaro’ ‘ giornalmente. E comunque, accetto le restrizioni, perche’ sono per il nostro bene individuale e comune…Sento gli amici per telefono, e ci scriviamo attraverso i potenti mezzi tecnologici che sappiamo, tra computer e cellulare, tra whats app e facebook.-. Da te, come è? Ciao.

      • Enri1968 says:

        Ciao mi fa piacere sentirti e mi piace molto il tuo approccio alle restrizioni. Qui nel nord la situazione è drammatica negli ospedali, specie in Lombardia. Quello che vedi e senti è espressamente così.
        Io e miei familiari stiamo bene.
        Sono a casa da più di una settimana in telelavoro e mi ci trovo bene e aggiungo che si lavora di più … Poi mi manca il contatto con certi colleghi e sviluppo di nuovi progetti, ora stiamo facendo solo manutenzione e piccole attività. Ho messo molto impegno per fare lavorare tutta l’azienda in smart working.
        Ora sempre in casa il tempo passa abbastanza bene.
        L’importante è di restare in casa. Sto tentando un mini diario di questi giorni. Tutto andrà bene.

    • MARGHIAN says:

      Ciao. Vuoi una chicca di sincerita’? Non ricordavo che tu fossi del nord, ricordandomi non ti avrei neanche chiesto, ma avrei scritto “so che da voi e’ molto critica….”. Come scrivi tu, “Quello che vedi e senti è espressamente così.”.
      Sono contento comunque per te, che tu e familiari stiate bene.
      Io con il lavoro è chiuso, ho compiuto 67 anni a gennaio (anche se sono andato via ad agosto, dal primo del mese, con quota 100, a dire il vero dai primi di luglio- le ferie-). Il lavoro non mi manca proprio. Era una situazione un po’ a ritmo serrato, ci volevamo bene ma la socialita’ era “mi faccia queste tre fotocopie”, io che dicevo “so io dove e’ il fascicolo con quel testamento…”, “se telefona dottor tizio, mi avverta…” (archiivo di stato), succedeva raramente un caffe’ assieme. Quindi, a parte qualcuno, non c’era molta socialita’ fra noi, ci dicevamo solo le cose “di lavoro”. C’e da fare, in un archivio, e non dipendeva dall’afflsso: anche un solo utente voleva magari vedere le prime pagine di una serie di registri, anche due carelli di materiale; e riordino di materiale in assenza di utenti, scartabellare per cercare quel preciso “atto di vendita”, quel preciso fascicolo precessuale (gli archivi di stato raccolgono tutta la documentazione vecchia di tutti gli uffici pubblici della provincia, quindi mi passavano per mano vecchi fascicoli penali come vecchi atti notarili, o vecchi registri scolastici: per esempio il mio foglio matricolare sara’ li’ quando avra’ compiuto settant’anni, un registro notarile dopo cento, e cosi’ via..). Era interessante, come lavoro, anche se – ma non era del tutto colpa del lavoro ma del vivere da solo- vivevo solo per il lavoro. Tornavo a casa la sera (si’, quando era gia’ buio, in inverno, c’era anche il viaggio, mezz’ora circa …- nei due o tre giorni di recupero pomeridiano) e avevo tempo appena di farmi un po’ di spesa, poi far cena, mangaire, dormire e di nuovo li’, prima delle otto. Quasi una non vita, in certo senso. Meglio adesso, almeno per me. Poi, ogni situazione e’ rapportata a ciascuno in modo diverso.
      Dal tipo di mansioni che ti ho descritto,capisci che se ancora lavorassi, non potrei di certo fare il telelavoro. L’ufficio ha chiuso (ho guardato nel sito dov c’e l’avviso, “fino al 3 aprile- se non hanno cambiato..- …ti invito a guardarlo, cerca in google “archvio di stato di oristano”, e vedi dove lavoravo, quello che ti fanno vedere, vedi i tipi di documenti, ecc.). Ciao, buona serata .

    • MARGHIAN says:

      no, l’ufficio ove lavoravo non è chiuso, ho guardato adesso; ma e’ sospeso il servizio alla sala di studio (il “mio reparto”, insieme alla annessa guardiola -reception con centralino, a ci anche ero addetto… ), e si garantisce la ricerca su richieste per corrispondenza, cosa che parallelamente al servizio diretto, gia’ succedeva , ma ora e’ l’unico “canale” con pubblico.

  3. Laura says:

    Che bello, ciao Marghian, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Laura. Bello vero? Oggi sono mattiniero – le 10,52..mattiniero, intendo, per stare al computer, quasi mai di mattina. Cercavo il numero di telefono dello studio del mio medico (una dottoressa), per farmi fare delle ricette dei soliti farmaci per il diabete, ieri mi son visto scritto (gia’ lo pensavo) “si fanno le ricette su prenotazione per telefono..” e non c’e un numero. In internet ne ho trovati tre, studio casa cellulare, provati nell’ordine tutti e tre: “Numero inesistente”, “irragiiungibile”. Anche una signora, ieri mattina mentre leggevamo gli avvisi (annessa c’e la farmacia), “ho telefonato ma non rispondono….”, al che io: “chiediamo in farmacia…”. “Non so perche’ non hanno messo i numeri di telefono, lo abbiamo notato anche noi..”. Sai che faccio? Siccome non e’ un farmaco che salvavita- anche se per il diabete, me ne frego, in settimana telefonero’ al diabetologo che sta ad Oristano (con calma e ammesso che risponda…), e me la faccio ricettare da lui direttamente, e inviare via e-mai. Per ora me ne sto a casa tranquillo. Capisco, le restrizioni, ma facciano le cose per bene. Pero’, mamma mia bella, scrivete “prenotare per telefono”, e non ci mettete un caspita di numero di telefono. Io almeno ho internet, quella signora no, infatti lei ha detto “itzerriu a filla mia a m’aggiudai ” (chiamo mia figlia per aiutarmi). Okay, ma una donna anziana, sola, vedova o nubile, che non ha figli?
      Ah, un numero lo danno, anzi due: gli annunci del comune: “emergenza corona virus, state in casa…per consegna di cibo, farmaci, telefonare a:…. e a…..”. Ho chiamato, ieri: “no, questi numeri sono per dare le medicine a chi proprio non puo’ muoversi da casa, lei puo’ uscire, con le autocertificazioni, per motivi di salute è giustificato, lei deve andare dal suo medico di base o se il caso, telefonargli…”. “Telefonargli”..facile… Ciao Laura, ciao buona giornata 🙂

      • Laura says:

        Non si sono organizzati bene, noi ordiniamo via mail e poi andiamo in farmacia con la ricetta elettronica, chi non puo’ portano le medicine a casa, anche per la spesa, ci sono negozi che fanno tutto loro, io esco poco, faccio spesa una, due volte la settimana tutta bardata con mascherina e guanti, un abbraccio caro amico, buonanotte, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao. Anche io faccio la spesa una volta la settimana, e quando faccio la spesa prendo, di passaggio, quattro pacchetti di sigarette che mi bastano per tutta la settimana, e alla uscita successiva, la settimana dopo, stessa cosa.
      In toria sarebbe cosi’ anche qui, via e- mail e poi ritirare in farmacia (che in qusto caso e’ poi confinante,attigua al palazzo dello studio medico (e’ uno studio di quattro medici diversi). Ma l’avviso dice di ..telefonare, e non ha messo numeri di telefono, e nemmeno indirizzo mai.. Ho provato su google e su facebook, su google “studio medico dott….telefono…. due numeri, a entrambi mi sento rispondere “vodafone mesaggio gratuito, numero inesistente o irraggiiungibile…- Ti racconto questa: questa mattina ho chiamato ai due numeri (ha risposto la stessa persona.. !!!) sbandierati dalla voce che ripete “a tutta la popolazione, emergenza coronavirus..ecc, ecc, per consegna a domicilio di: farmaci, cibo…. telefonare allo-numero ..e allo – altro numero……. Mi ha detto “guardi, anche noi abbiamo problemi coi medici di base, provi a telefonare..- “gia’ fatto.- nemmeno noi riusciamo a chiamare il dottor….- un’altro, non il mio…-, noi pure ci appoggiamo ai medici di base, ma non riescono a contattarli”. Riusciro,’ spero ad avere l’indirizzo mail.
      Laura, non devi stupirti, siamo in Sardegna, terra di mare, di sole, di ospitalità, bella cucina , gustsi dolci, e anche di belle figge 🙂 ; ma indietro di decenni, abbiamo ancora i treni che vanno su un solo binario, e si incrociano solo nelle stazioni con un treno che aspetta l’altro, senza linea elettrica- i treni sono si’, elettrici, ma con corrente creata da motore diesel o a kerosene…- e altre arretratezze ancora. Gia tanto se abbiamo internet, anche noi .. Ciao 🙂

  4. Renza says:

    Per le medicine da noi adesso si telefona al medico condotto che manda direttamente la ricetta via mail alla farmacia.
    Da noi per gli over 65 che lo desiderano c’e’ il servizio di consegna medicinali gratuito ed anche di spesa gratuito .Informati telefona al tuo comune in quanto hai diritto anche per il diabete ad usufruire di questo servizio anche della spesa a domicilio.
    Saluti.

    Renza

    Saluti.

    Renza

    • MARGHIAN says:

      Ciao. Il medico condotto non risponde. Ma cio’ che non va bene e’ che non abbiano messo, in cinque manifesti affissi alla porta di ingresso al vano scala divec’e anche l’ascensore per andare su al primo piano dove c’e lo studio, in cinque manifesti non abbiano messo un numero di telefono, ne’ quello dello studio medico, ne’ quelli “per la consegna a dmicilio dei farmaci”, che sono poi i numeri del comune cui tu ti riferisci. Una scorrettezza enorme, molto (anziani per lo piu’ ) non possono smanettare come me al computer e cerare numeri telefonici. Ho trovato “studio medico Dott.sa (ed il paese, l’indirizzo…) e il numero di telefono. Non risponde nessuno, come si e’ lamentata anche la signora che, se non avesse il figlio- come ha detto-, non saprebbe come fare.
      Domani riprovo, e poi dopodomani, i numeri del comune – che non c’erano nei manifesti, ma che per fortuna, vengono detti dalla voce che dal comune ripete “a mantra” alla popolazione, le regole. Vediiamo se rispondono, almeno quelli.
      Io avevo il numero di cellulare del mio medico, ma (ammesso anche che abbia conservato lo stesso numero, avendo cambiato negli tre o quattro telefonini, non me lo trovo. Comunque si risolvera’, non sono preoccupato. Ciao.

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