DOPO IL CARNEVALE- metafora forte delle frenesie del mondo-, riflettiamo un po’.

DOPO IL CARNEVALE, LA TRADIZIONE CI RICORDA CHE LA VITA E’ UNA COSA SERIA (In questa mezz’ora ci ho meditato un po’. Serenamente)

Ciao. Oggi il calendario ci ricorda che è il mercoledì “delle ceneri”, ove la religione ci invita a riflettere sul fatto che la nostra vita è destinata a finire. Ora, per chi crede, e crede davvero, questo non costituisce un “problema esistenziale”, dato che, nell’ottica in cui ci viene ricordato che “in pulverem reverterimus”- che appunto ritorneremo in polvere – , ci vien detto anche che l’esistenza continua.

Chi ha fede religiosa, dunque, è sereno al riguardo (sereno, al netto di crisi mistiche e eccessive paure di un dio punitivo pronto a condannarti per una parola così o che cosa). Comunque, per il credente doc. la morte non è la fine della esistenza, ma un passaggio. “Per il fedele. E per chi non ha fede? Beh, c’è chi applica il “carpe diem”, “dice che “la vita va vissuta e basta”, o che “tutto ha fine, lo accetto”, od è terrorizzato dal nulla, od ancora c’è chi si consola in quanto concepisce ed abbraccia idee di pseudo immortalità’ (come le chiamo io) del tipo “lascio ricordo di me”, “vivo nel ricordo di chi mi ha conosciuto”, o ancora, alla Piero Angela: trasmettere i geni ai propri figli, che avranno dei figli, è questa l’immortalità…” (cosa che non condivido, “i tuoi figli i nipoti e i pronipoti sono altri individui a se’ stanti, ti somigliano geneticamente ma quando tu non ci sarai piu’ saranno loro a vivere, tu non sarai più niente…).

Insomma, ognuno ha il suo punto di vista, “chentu concas, chentu barrittas”, “cento teste, cento cappelli” diciamo noi sardi. Fra le tante “sfumature” e diversità modi di porsi circa questa questione, si possono stabilire due, anzi tre categorie: credenti, non credenti, e i possibilisti. Come mi ci metto, fra credere e non credere, dubitare?
Orbene io, che non ho tanta fede religiosa (nel senso proprio di “fides”-” fiducia”, “ci credo perche’ così mi è stato insegnato” come diceva mia madre, . ), che non sono nemmeno praticante, spero.

Ci spero perché’ l’esistenza deve avere a mio avviso un senso. E non vedo senso (io personalmente) nella finitezza, specie nella finitezza della coscienza. “imparare”, arricchirmi interiormente”, “diventare più buono”, “conoscere”, a che pro se poi non sarò più nulla? E parole altisonanti e forti come “Bene”, “Male”, “Morale” e “Giustizia”, sono solo per i nostri pochi decenni di vita o hanno un senso alto, trascendente e universale? (e se hanno un senso universale, fra l’altro, non siamo soli nel cosmo, a che la Giustizia o Bene siano applicati ovunque, in quanto ovunque devono esistere esseri soggetti a diritti e a doveri, “ubi homo ibi ius”, “dove sta l’uomo- od altro essere senziente–, c’è il diritto”, e non vi sono diritti ne’ doveri, ne’ bene ne’ male, ove non c’e nessuno,e concetti cosi’ difficilmente valgono per un solo pianeta.. ). ?Il mondo scientifico si sta orientando sempre piu’ verso la accettazioine dell’idea della esistenza di altri universi, addirittura infiniti universi. Di un universo ciclico, di universi ciclici, altri statici, posti su diversi piani dimensionali, del vuoto che e’ tale solo in apparenza, di fluttuazioni quantistiche piccolissime ma con energie tali da creare un intero universo, di un mare quantistico eterno con un “minimo energetico” da cui zampillano e scompaiono, e riappaiono per espandesi di nuovo, in continuazione Eppure molti, e suprattutto fra le menti piu’ eccelse, parlano di fine assoluta…

GIUNI RUSSO – LA SUA FIGURA

Le parole sono di un componimento di San Giovanni Della Croce

In base a tutto questo penso che forse la vita non è questa sola. A che pro io imparo, “cresco”,, divento migliore dentro, “imparo ad amare”, “conosco” se dopo una manciata di anni non sarò più nulla? .Stop, resettaemnto totale. Io mi reputo un agnostico- possibilista e, credo, abbastanza razionale. Ripeto quanto esposto in altro recente post: non è da mettere sullo stesso piano che crede in una realtà trascendente con chi crede nel malcchio, o nelle previsioni astrologiche.  Le credenze acritiche e popolari sono una cosa; la ricerca di senso è altro. Non è irrazionalità.

FRANCO BATTIATO – E TI VENGO A CERCARE

Ora, io non so se si vivano altre vite (o se ci sia un’altra vita, su un piano spirituale e trascendente. Ma mi sembra ragionevole ritenere che ciò possa essere. Ragionevole, non irrazionale. Tutto quanto, le esperienze di vita, la maturità, i valori, curare la propria condotta morale, cercare il bene e la giustizia, tutto questo solo per lasciare un ricordo o esempio agli altri boh, altri destinati al nulla, e ricordi che sbiadiscono nel tempo. Poi, nel sopravvivere solo nel ricordo (come diceva il Foscolo) , ci sarebbe anche disparita, ben lontana da una “par condicio” che una gisutizia vera vorrebbe.: Di Dante su parla ancora oggi, come di Napoleone o Ramsete II. Ma chi ricorderà, per esempio, mio bisnonno (che nemmeno io ho conosciuto) , morto di vecchiaia dopo tanti anni di sacrifici e di dedizione alla famiglia? E quando (oggi basta una guerra nucleare eh? Un asteroide..) il genere umano sarà estinto, voglio vedere –signor Foscolo- chi ricorderà’ chi. Se siamo solo il corpo, siamo messi male.
Trovo ragionevole (non sicuro o certo, ragionevole….) un aldilà, per dar senso a questa vita stessa. *Non è religione la mia (magari avessi fede! ), ma considerazioni basaste su possibilità e speranza, e su ricerca di senso che non trovo nell’effimero immanente e nella finitezza, o nella fievolezza di ricordi vaghi. Chi si accontenta di questo, contento lui… 🙂

Ciao.

Marghian

About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI 68 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- ; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. SONO IMPIEGATO STATALE IN PENSIONE. MI OCCUPO DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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14 Responses to DOPO IL CARNEVALE- metafora forte delle frenesie del mondo-, riflettiamo un po’.

  1. Finito il carnevale, per alcuni ora inizia la quaresima 40 giorni di meditazione e preghiere, altri come me sfruttano questa occasione di fare una dieta intossicante sia per il corpo e la mente..
    Significa fra 30 giorni devo già addobare la mia casa con le ornamenti di pasqua.. il tempo corre tropo …

    bussi caro Livio ♥

    • MARGHIAN says:

      Ciao Rebecca. Come hai letto, ognuno vive la “quaresima” cosi’ come qualsiasi altro periodo, dal mese al singolo giorno, come deve. Ho colto questo giorno come simbolo, ma io sempre penso ai significati profondi della vita, e “sempre” non intendo letteralmente “sempre”, ma nel senso de “senza periodi partiolari. mi puo’ capitare di pensare a Dio mentre nuoto in mare ad agosto, e bere con gli amici di venerdi’ santo, con la serenita’ che ogni mio momento, è quel momento. Molti criticao chi crede o chi come me soltanto spera come chi non si gusta la vita. Sai, è tipico dei materialisti dire “vivi l’occasione, la vita e’ una..”. Ecco, anche se io credo che non sia cosi’, vivo comunque intensamente la vita, l’una cosa- il senso spirtuale- non esclude l’altra cosa (divertirsi, cogliere una occasione di svago….). Insomma, il “cogli l’attimo”, il “la vita va vissuta” non vale solo per chi dice che dopo non c’è nulla. Anzi, forse chi crede o spera in qualcosa, si gode forse meglio anche questa vita. E non solo sulla questione dell’anima. Se io penso che nell’universo ci siano altre razze come la nostra, su altri pianeti, pensare a questo mi da’ gioia, letizia. In piccolo come diceva Einstein, godo a pensara ai misteri dell’unverso e della vita…”. Ah, non immaginarmi a pensare a ‘ste cose 24 ore su 24 (fino a poco fa ero con amici al bar, si parlava di ragazze.. 🙂 ) , posso pensare a cose esistenziali per qualche minuto,, ogni tanto. Questo post per esempio, deriva da un commento su facebook (molto breve) scritto questa mattina su di un post non mio; e dal quale commento ho preso spunto. Mi son detto: “questo va bene per oggi, lo “gonfio” un po’ e facico un post”. I miei post non sono il risultato di ore di lavoro- non mi ci metterei, se mi impegnasse cosi’ tanto. Spesso nascono, come questo, da riflessioni spontanee. “Due parole”, le “fiorisco” un po’, e via
      Ciao, buoni preparativi pre-pascquali, e buona notte 🙂

    • MARGHIAN says:

      “consapevole “- Ma siamo consapevoli davvero di vivere? Lo scrivo pensando anche a me stesso è? Una cosa è sicura, viviamo senza sapere perche’. Chi pensa che tutto finisce qui, non vede nemmeno un perche’, nel senso che siamo qui per caso, la Terra si e’ formata per caso, la evoluzione ha lavorato su cose casuali, quindi non c’e un perche’, per chi non pensa a qualcosa d’altro. La scienza ti spiega il “come”, anche se usa la parola “perché” “l’l’arcobaleno si forma perche’- vedi?- le microgoccioline deviano la luce ad angoli diversi a seconda delle frequenze, si comportano da prismi che…”. Ma ha spiegato un “come”. Per i “come” ascolto Piero Angela con devozione, ma sul “perche’ la sua autorita’ non vale piu’. Il “perche'” e’ un’altra cosa, e il perche’ si cerca con la filosofia- la speculazione filosofica- (come faccio io, nel mio piccolo), o con la fede, chi la possiede. Quindi, vivere alla giornata e’ la sola cosa che possiamo fare. Ma cercare il perche’ non impedisce di vivere le cose di ogni giorno. Anzi, a me da’ carica, vivo alla giornata (chi piu’ di me, che non ha nemmeno famiglia, sono il piu’ alla giornata di tutti, a parte quelli sfortuntini come me 9 ma formulando di qua’ e di la’ qualche pensierino. Ma..due parole, sono nei post che diventano lunghi 🙂
      Due parole, anche quando se ne parla fra amiici o in famiglia (famiglie dei fratelli), non faccio la testa come un pallone a nessuno, anzi mi dicono “non lo dai a vedere”- quelli che sanno che mi occupo di certi argomenti. “Non lo dai a vedere”, dunque non sono noioso. Mi dilungo solo quando me lo si chiede. Ciao… 🙂

    • MARGHIAN says:

      vivere la vita positiva, ma anche la negtiva, se ci capita, stringiamo i denti e tiremm’innanzi (come dicono in lomardia..), ciao 🙂

  2. lucetta says:

    Prima di entrare in silenzio….passo a salutarti ed a ringraziarti per il tuo post ed i due video che sono delle “perle”. Ciao Livio.

  3. Laura says:

    Che bella musica Marghian, ti abbraccio, buonanotte, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Laura. Belle, vero? “Tutto” è partito da un breve commento su un post di facebook, post che reca parole come “sono a questo punto del percorso della mia vita, mi chiedo il perche’ di queto cammmino, ad una certa eta’ ci poniamo degli interrogativi sul senso…”, e da li’, il mio commento breve. E’ dventato lungo qui. Anche su facebook,, ma dopo, come post- infatti li’ leggi la stessa cosa, ma senza i video con le musiche che ho messo qui, sdove c’e’ solo l’imagine con il mio “pensierino”, dove la firma sotto la scritta non e’ “marghian”.
      Ciao, buon pomerigigo 🙂

  4. ili6 says:

    Nella testata del mio blog ho scelto una frase di Enzo Jannacci che dice:”L’esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque”. Cosa accadrà dopo? Il detto dice “chi vivrà, vedrà”. Dovremmo modificarlo…
    Logico che la speranza di un Dopo ci sia in tutti, fede o meno. Nel frattempo cerchiamo di ascoltare Jannacci e di dare un senso bello alla nostra esistenza terrena. Non per chi verrà dopo, ma per noi stessi, ora.
    Marirò

    • MARGHIAN says:

      Ciao, Mariro’. Grazie del tuo prezioso commento. “Nel frattempo cerchiamo di ascoltare Jannacci e di dare un senso bello alla nostra esistenza terrena..”. Non ho scritto una h contro questo, e (a parte me) persone credenti PER FEDE, non tutte ma molte, si impegnano proprio in questa vita, ed il “carpe diem”, “vivi il qui ed ora” è proprio un motto buddh8ist- semre di idea di aldila’ si tratta….Il dalai lama non dice di trascurare l’esitenza terrena, anzi. Il mio (che gia’ conosci) è un punto di vista strettamente personale, che se il nostro destino e’ il nulla assoluto “siamo messi male”. Ma e’ un pensiero mio, rispetto che dice (pur non condividendo del tutto “a me non importa, mi basta questa vita..”). Queta vita va vissuta, ma certamente con la concretezza che la vita richiede. Non mi sono mai riferito, avrai notato, ad una conteplazione inattiva di “dimore celesti”, o di “altre ivite”. Cosi’ sarebbe davvero “oppio dei popoli , io non parlo neanche di religione. Sostengo solo che l’esistenza avrebbe-secondo me, sottolineo secondo me, piu’ senso se esistere non fosse solo una manciata di decenni terreni e bastal. Non che di debba trascurare la vita terrena , anzi. Ripeto, molti fra i piu’ religiosi erano letteralmente immersi in questa vita, nell’aiuto del prossimo, come sappiamo da molti esempi. Buddha predicava la reincarnazione, ma volle provare la sofferenza, al punto da essersi reso conto di esagerare, autocastiganodsi e arrivando a fare persino la vita da chochard, diremmo oggi (fece di fatto la stessa cosa di San Francesco, Buddha era un principe e tuttavia volle provare ogni disagio, fino alla estrema poverta’ e sofferenza.. )E penso’: “no, cosi’ mi annullo…”la mezza via”, un concetto che poi predico’, fra gli altri suoi “principi”, tutti a favore di questa vita (“rettto sentire”, “retto intendere”, retto amare…”, cose del genere che ora non ricordo alla lettera, ma tipo….- e’ l’ottuplice sentiero.. – Esistono anche il misticismo contemplativo, il fanatismo, certo. Ma non vanno messi sullo stesso piano di chi vive, e anche intensamente la vita, con certe speranze: i possibilisti. La credulita’, o la fede per paura, peggio ancora per “dovere imposto”, e’ altra cosa, li’ non mi ci trovo.. Ciao 🙂

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