I MIGLIORI ANNI, “NOI CHE….”, “IO CHE…” – GLI ANNI

Ciao. Ascoltando questa mattina la canzone “gli anni” di Max Pezzali, ho pensato veramente ai migliori anni. Sapete come si dice oggi, “abbiamo smartphone, “tablet, facebook”, facciamo le “chat” eccetera, e quando non avevamo queste cose stavamo meglio. Per giochi, amicizie, svaghi, stare insieme, vita genuina. Ne parlavamo al bar, io e alcuni amici, ricordando i tempi andati. Vi scrivo alcuni “noi che…”, con qualche “io che..”

“NOI CHE…IO CHE…”

-“…noi che ci costruivano le fionde (non quelle con gli elastici, ma quelle alla Davide) e non per farci le guerre ma per colpire un barattolo messo ad una certa distanza. Io, che costruii un’elica di latta attaccata a un’asticella di legno che stava dentro un cilindro di canna con un foro che azionata con lo spago che usciva e entrava dal foro, girava e prendeva il volo (altro che drone, ne costruii alcune di riserva perche’ ne persi due che volarono sui tetti..).
-Noi che costruivano archi e frecce con duttile canna, spago da lenza di pescatore e “raggi” di ombrello appuntite da essere delle frecce e l’asoletta all’altra estremità tagliata per l’alloggio della corda tesa dell’arco di canna e, con queste frecce, colpivamo un rudimentale bersaglio da tiro a segno, con cerchi che di Giotto avevano ben poco, ma contavano tanto per noi.
– Noi, che costruivano un monopattino con cuscinetti a sfera come ruote. Noi, che marinavamo la scuola non per andare al mare ma al fiume, più facilmente raggiungibile per le nostre bici sgangherate.
Io, che una volta presentai ai miei amichetti una invenzione scopiazzata, una catapulta e un mio tiro dimostrativo – tagliare una cordicella sottile con un fiammifero acceso e partiva il sasso – ; un tiro dimostrativo che finì nel cortile di una vicina con la quale mi scusai dicendole “la cordicella si è rotta prima che io orientassi la catapulta in diversa direzione”.
Io, che a differenza degli altri che forgiavano un pezzo di grosso fil di ferro a mimare il manubrio della moto, lo forgiavo a mezzaluna a imitare il volente dell’aereo.
Noi, che facevamo un buco ad una scatola di detersivo Extra (ma ci andava bene anche un’altra marca ), ci inserivamo una lampadina svuotata del suo contenuto ideato da Edison (per la lampadina noi avevamo altri progetti), la riempivamo di acqua, e faceva da lente, e con una candela opportunamente posizionata, e un giornaletto girato alla rovescia, proiettavamo le figure diritte sul muro.
Noi, che appena visto un film mitologico interpretavamo a turno i personaggi.
Io, che ad ercole preferivo Ulisse, meno forte ma piu’ astuto.
Noi che parlavamo con sillabe intercalate dalla B inserita fra vocali ripetute (es : “sibi”, per dire “si”) per poter dire delle nostre future imminenti marachelle e pianificare le assenze dalla scuola davanti ai genitori senza che capissero.
(Sì, usavamo davanti ai genitori un linguaggio segreto, inserivamo nelle vocali la B , ripetendo la vocale ( con il SARDO, non con l’italiano. Con il sardo sembrava ARABO, per esempio “abandabaubus a nabadabaibi?” (“andaus a nadai?”=andiamo a nuotare?”),e rispondevamo “ebeibi” (“ei”, cioè “si'”) davanti ai genitori, o zie, o fratelli maggiori e, sempre davanti a loro, dicevamo nello stesso modo che non saremmo andati a scuola quella mattina, e loro che non ci capivano una H, anzi una B…)
Noi, che come cantava Celentano, giocavamo a piedi nudi sui prati, si faceva a gare con le capriole.
-Io che riempivo pagine di quaderno con scritta alla rovescia –questa è a carattere personale…- “raga’, e’ l’unica cosa di eonardo che so fare..” dissi una volta a scuola durante un intervallo.
Noi che…ci divertivamo piu’ di adesso. A tal proposito,

I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA di RENATO ZERO

e  GLI ANNI di MAX PEZZALI

Dico sempre, anche con gli amici che Pezali riesce, con il suo linguaggio giovanile, a risvegliare il ragazzo che è in noi. Per me è un genietto Pezzali, mi è sempre piaciuto.

CIAO

Marghian
 

About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI QUASI 64 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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10 Responses to I MIGLIORI ANNI, “NOI CHE….”, “IO CHE…” – GLI ANNI

  1. Laura says:

    Pezzali mi piace tantissimo, ciao Marghian, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Laura. Max Pezzali e’ bravo, e a mio avviso canta bene. MI divertono i suoi testi, in linguaggiio giovanile (tipo dove dice “dalla sedia del bar chiuso, d’improvviso Cisco s’alza e dice “no, vuo non capite un cazzo ee’ un po come nel calcio, e’ la dura legge del gol: fai un gran bel gioco pero’, se non stai attento gli altri segnano, e poi vincono..ma non importa chi vincera’, perche’ in fondo lo squadrione siamo noi..”). Nella sua semplicita’, lo trovo geniale. Ricordi la canzone del superereoe? Max che nella canzone vuol conquestare la ragazza con azioni quasi da super eroe, fa degli esempi di atti di grande coraggio e capacita’, ma poi ammette “io non sono cosi’ non ho queste qualità,, ma ti amerei tantissimo, se ti puo’ bastare..”…..adesso metto il link, ciao 🙂

      • Laura says:

        Ciao Marghian, buon inizio settimana, qua piove, 🙂

      • MARGHIAN says:

        Ah, qui e’ bellissimo. Forse la morale… (orma sai qual’e’…”andare al mare”). Alla Marisa Rossi, la signora che mi ha fatto saper di Ivana, per dire “oggi vado al mare” o “questo pomeriggio ero al mare”, le scrivevo “Marisa, lo sai oggi che ti ho pensasto?”. perche’ lei mi scriveva sempre “pensami, quando vai sott’acqua, sara’ come immergerci insieme…”. Poi me lo scriveva una seconda, una terza volta, io che rispondevo “si’, ti pensero’..”, e quindi legggendo “oggi ti penso” lei capiva “vado al mare..”. Ciao 🙂

    • MARGHIAN says:


      E’ troppo forte, poi canta bene.

    • MARGHIAN says:

      Si’, e’ molto carino, nei testi (stile linguaggio e mondo dei giovani). E anche da scoltare no e’ male.Descrifve le piccole cose, le cose che contano. Come in una canzone … Piccole cose, ma che regalano momenti belli. “un bambino su quell’auto (parla di un giro in moto in una giornata libera), guarda indietro e vede me. Alza un braccio e fa un saluto. Che bello e’…”

  2. silvia says:

    Sono d’accordo caro Marghian, il modo di divertirsi di un tempo era sicuramente più vero e più genuino! Buona domenica 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Silvia, grazie.. ero e piu’ genuino, infatti. Io non ne faccio solo una questione di eta’, ma di cambio di situazione nel tempo. Ti faccio un esempio. Quando delle volte mi trovo in ambiente di societa’, di comitiva (come una sera,, di sabato ad agosto da un amico che ha la casetta al mare), mi trovo praticamente con lo stesso spirito di quando ero govane. Oggi sono piu’ rare le occasioni di stare insieme; e faccio il confronto con i nostri giochi da ragazzini addirittura inventati da noi quasi a voler sfataare da un lato l’idea che i ragazzini di oggi “siano piu’ sevegli”- e chi lo dice? Loro velocissimi ai celulari e al pc ma noi che imparavamo il teorema di pitagora e le regole di latino, e nel tempo libero giocavamo a gaurdie e ladri, a noascondino, a biglie e “a dinai”- “a soldi”, ma cinque e dieci lire non di piu’, e vinceva come nel golf chi lanciava la monetina piu’ vicina a “sa sinna”, il segno”. Oppure a biglie, dove si colpivano le altre biglie e si doveva centrarre, con la biglia dell’avversario, la buca che chiamavamo “sa *toffa” (si’, combinazione, il cgnome di Nadia, che in italiano pero’ non vuol dire qusto..), o “sa foràda”-.; in secondo luogo, la socialità di allora, e gli svaghi ceh oggi mancano, e non solo per via degli anni.. Non parlo infatti soltanto dell’anziano e relative solitudini, problema che peraltro c’è sempre stato; ma gli stessi ragazzi “svegli” di oggi, stanno in gruppo gaurdandosi al..cellulare, come fosse uno specchio, e quasi non si parlano. In piazza ne vedo quasi tutte le sere.
      Sui ragazzini di oggi “piu’ svegli” non l’ho mai mandata giu’: l’adulto ha tante cose cui pensare, tra lavoro problemi familiari e incombenze varie, non e’ che sia meno sveglio.
      Ciao, buona srata 🙂
      Marghian

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