OVUNQUE ANDIAMO, CON NOI PORTIAMO NOI STESSI

“…con tante navi che partono, nessuna ti porterà lontano da te…”

(Sergio Endrigo)

OVUNQUE ANDIAMO, CON NOI PORTIAMO SEMPRE NOI STESSI

Poco fa,  in macchina, poco prima di spegnere il motore ed entrare in casa per prendere qualcosa e uscire di nuovo, l’autoradio mi passava la voce di Sergio Endrigo, nella canzone “Dove credi di andare”. L’ho ascoltata, dato che a me piace molto anche il genere melodico e molti testi di questo tipo di canzoni. Ascoltando le parole “con tante navi che partono, nessuno ti portera’ lontano da te…”, la memoria si e’ collegata ad un lontanissimo episodio. Savamo cenando, con la televisione accesa – in bianco e nero, erano i primi anni ’70-, e io in quella sera espressi a mio padre e a mia madre il desiderio di andare fuori, per lavoro e per fare esperienza di vita (come tutti i ragazzi, o quasi, desiderano). Al che mio padre, dopo avermi pazientemente ascoltato, mi disse: “e itte fais foras? Anca tott’andas, a tui attottu ci pottas, la’!” (“e cosa fai, fuori? Te stesso ci porti eh?”). “Andas’ a Roma? A *nuova iorca? (“Vai a Roma? A New York? -diceva *nuova iorca “), a tui attottu ci pottas la”. – “Te stesso ci porti, sai?” Non che avesse del tutto ragione, dato che le esperienze, e le esperienze in altri luoghi, arricchiscono noi stessi. Ma non aveva nemmeno tutti i torti.

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Si parte per trovare e per provare nuove emozioni. Andiamo spesso per il mondo, con l’idea di cambiare. Cambiare vita, cambiare noi. Tale aspettativa, essendo poi una aspettativa forte, che investe la nostra sfera esistenziale, ci causa delusione, perché alla fine ci accorgiamo di non cambiare, nel trovarci e vivere in altri posti. Ovunque non andiamo, portiamo noi e noi stessi. E rimaniamo tali, con i pro ed i contro, gli stessi di sempre, del nostro essere. Per cui, forse il vero viaggio da intraprendere, se non altro complementariamente ai nostri vissuti fisici, sarebbe proprio un excursus dentro di noi; per cambiare cio’ che si puo’ cambiare, anzi per capire cio’ che si puo’ capire, di noi. Capire e’ un po’ cambiare, perché è quasi vero che “sapere è potere”, seppure in certa misura contenuta nei limiti umani, e per quanto (permettetemi questo toscanismo), per quanto poco noi si possa fare su di noi, nel profondo. Ma il vero viaggio che ci cambia, e’ proprio quello dentro di noi. Il vivere altre esperienze, andare in altri posti, sicuramente ci puo’ dare una parvenza di arricchimento, una benefica evasione dal solito. Ma sostanzialmente, noi rimaniamo gli stessi, anche se cambiano i nostri quotidiani contorni.

(Marghian)

 

SERGIO ENDRIGO

DOVE CREDI DI ANDARE
(se ormai non c’e piu’ amore, dentro di te)

(Altro blog)

BUONA SERATA

Ciao

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About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI QUASI 64 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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17 Responses to OVUNQUE ANDIAMO, CON NOI PORTIAMO NOI STESSI

  1. Laura says:

    Bello, ciao Marghian, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Laura. Grazie. Sentendo alla radio in macchina la canzone, ho pensato a queste parole. Chiaramente, nel post ne ho aggiunte. Una riflessione spontanea, data dal testo della canzone di Endrigo. “Dove credi di andare, se ormai non c’è più amore, dentro di te”. Ovunque andiamo ci portiamo noi stessi. Figurarsi se in noi non c’è amore. Cosa viaggiamo, cosa viviamo a fare? Ciao 🙂
      Marghian

  2. Non sono d’accordo, perdonami. Viaggiare comprende un arricchimento personale, volto a crescerci interiormente e culturalmente. Crescere implica un cambiamento, quasi sempre in positivo. Conoscere altre culture, altri pensieri, altre abitudini, ci completa e ci riempie di ció che ci occorre per mutare. Chi torna da un viaggio, non é la stessa persona che é partita. Ovviamente, sempre che si abbia la giusta apertura mentale, altrimenti… il mondo lo si può guardare anche su internet, comodamente seduti sulla poltrona in casa propria.
    Buona serata
    S.

    • MARGHIAN says:

      Va bene, ma il mio “discorso” non era (o non voleva) essere assolutistico, infatti leggi ache :”Il vivere altre esperienze, andare in altri posti, sicuramente ci puo’ dare una parvenza di arricchimento, una benefica evasione dal solito.”, pur se ho soggiunto ” Ma sostanzialmente, noi rimaniamo gli stessi. Non so, una persona dal temperamento mite in genere, non cambia di mmolto. Non intendevo che le esperienze non siano necessarie, o che non facciano crescere; ma che spesso molti lasciano il paese, il luogo natio credendo di “cambiare fondamentalmente”. Cosa che puo’ anche succedere, certo. Ma credo- che i tratti caratteriali di base “restino quelli”. Io, ad esempio, sono rimasta una persona timida nonostante abbia viaggiato, pur se non tanto, e abbia fatto il servizio militare. Che mi ha aiutato, ma credo di essere fondamentalmene rimasto me stesso, caratterialmente. Po ci sono persone che sono piu’ modificabili dalle esperienze, ne traggono frutto, altre invece, “cambiano di meno”. Ciao.

  3. silvia says:

    Buon pomeriggio 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Silvia. Sono a riposo. Ma non solo nel senso di a Letto Annche, dato che sono tornato da Cagliari (80km di macchina) alle 15, mangiato qualcosa e a letto verso le 16, adesso mi alzo ed esco. A riposo.. riposo, vero e proprio, da oggi (permesso per visita medica a Cagliari). Da domani cominciano le ferie, che mi copriranno tutto il mese, e dal primo agosto, ferie infinite. Era ora!!!! Ciao, buona serata 🙂

    • MARGHIAN says:

      Già, Siliva, ciao. E’ un desiderio di tutti. Le cose doverose non mancano, ma non devono neanche mancare. Guarda, è bellissimo, a parte che mi rintrona in testa la frase “e itte fais?” (” e che cosa farai?”), per le diecimila volte che mi e’ stato chiesto, e’ belissimo.
      Rispondo talvolta che che non mi piace ipotecare piu’ di tanto il futuro, e il piu’ dellle volte “eh, bieus” (eh, vedremo”), e cosi’ taglio corto. Ma la cosa che mi fa piu’ ridere, se non fosse che e’ tragica da parte di coloro che me lo hanno detto, e mi fanno pena: “vai in pensione? Ma…ma non ti piace il lavoro che fai?”- Detto da gente che sa dei miei 66 anni e mezzo,, e dei lavori pesanti svolti in passato, per anni. Per questo dico che e’ tragica, per loro: la quintessenza della poca intelligenza che Dio gli ha donato, di certo per fargli uno sfregio 🙂
      E dentro di me talvolta, a pensare: ” i cavolini vostri no, eh? A quanto pare è ‘un optional farsi i fatti propri…” ciao Silvia 🙂

      Marghian

    • MARGHIAN says:

      Ciao Silvia. Ho “integrato” un po’ un po’ il post, con un raccontino di famiglia, legato a questo “argomento” 🙂

  4. lucetta says:

    E’ proprio vero. Ovunque andiamo portiamo noi stessi e quindi l’essenziale è stare bene con se stessi. Se uno non sta bene con se stesso non gode di NIENTE anche se cambia città, abitudini o altro. Leggo che finalmente sei libero dal lavoro. A quelli che ti chiedono cosa farai, rispondi che la prima cosa è godere momento per momento del fatto che non hai più alcun obbligo, puoi organizzare il tuo tempo come ti pare e piace. Musica, letture, bagni al mare ti aspettano. Buona vita Livio. Un abbraccio.

    • mariella54 says:

      Ma Marghian sei finalmente in pensione? Era ora ,quanto l hai desiderato ! Mi ricordo che ne scrivevi sempre . Dopo una vita di lavoro se ne ha diritto .
      Come si sta da voi ? Fa caldo come da me ? Noi desideriamo tanto un bel acquazzone x poterci rinfrescare fortuna che abbiamo le montagne e ci possiamo andare x poter respirare un po . Ti saluto con affetto. A
      risentirci ciao

      • MARGHIAN says:

        Ciao Marie’!!!! Kaiser, forse ho sbagliato col “replay” (rispondi), dato che la risposta a Lucia e’ sotto al tuo commento. Comunque, fa niente, si arrangia- il web…-
        Guarda, se dicono che l’uomo non puo’ volare senza dispositivi, si sbagliano. Io non tocco terra. “Manda un lavoratore in pensione, e riesci a farlo volare” (non ci aveva pensato neanche Leonardo.. ) Solo Icaro aveva le ali per volare, Dedalo, anziano, non ne aveva bisogno, era da poco andato in pensione 🙂

        A parte gli scherzi, sono felicissimo davvero. Certo, quell'”issimo” magari e’ in piu’, dato che certe beghe della vita rimangono, come per me lil vivere da solo, per un altro un divero problema. Ma, nel contesto della propria situazione, succedono cose migliorative. Come per me in questo caso.

        Nel mio caso il desiderio era piu’ forte in quanto dovevo delegare parenti e vicini di casa per delle commissioni (prendere permesi ove fosse richiesta la mia preenza una mia firma…); arrivare alle 19dal lavoro e dovermi fare della spesa. Te ne racconto una, di una collega che mi disse “guarda, per il fatto che sei da solo, pensa che non hai dovuto operare certe rinuncie…-, il l’ho subito bloccata:” guarda che se ben ci pensi, stai dicendo questo al RE delle rinunce, sai benissimo che vita ho sempre fatto e sto facendo; sono casa, lavoro, casa, gia’ tanto che esco qualche sabato sera, non bevo, fumo poco, mezzo pacchetto (se mi levo pure quello, come qualcuno mi dice di fare, addio gloria…), riesco a farmi le cose essenziali. e mica vado ai night..ma dai!”. In effetti, sono goocoforza un casereccio 🙂

        – Poi , considera l’eta’ ,66 anni e 7 mesi ad agosto (inizio pensione primo del mese, ora sono in ferie per tutto luglio). E la salute non perfetta. Non sto male, ma quando sei sguito da quattro specialisti (posso anche elencarli, “non e’ nesun vergogna”, dice una vecchia canzone, epatologo, nefrologo, diabetologo, urologo). Quindi, santa pensione, davvero. Arrivavo a chieere acuni giorni di ferie per alcune visite, finite le ore a disposizione per visite specialistiche ed esigenze familiari.
        Ciao Marie’, sono come sempre quello che non si ricorda mai di guardare la casella tiscali – come sai 🙂 Ciao.

        Marghian

    • MARGHIAN says:

      Infatti, Lucia (ciao), pur se comunque uscire, andare, fare esperienza, possono arricchire noi stessi. L’importante e’ partire, se si deve, andare, se si deve, con delle speranze e prudenza, non con delle illusioni e la ricerca di false gioie (casino’, sesso smodato, ricchezza smodata, vita superficiale). Adesso modifico il post, perche’ vi voglio inserire un aneddoto sul mio papa’, che mi volle “vietare” di andare fuori dalla Sardegna perche’ si’, ero ancora troppo picoclo, 18 anni, ma mi disse che “ovunque sarei andato, sarei rimasto lo stesso”, “ci avrei portato me stesso. Insomma, io pensavo che, con delle esperienze fuori, avrei migliorato e rafforzato il carattere. Cosa di fatto successa, col servizio militare, e qualce mese di lavoro a Lecco, e alcuni viaggi di vacanza. Rileggi il pst, con le cose che mi disse il mio papa’. Adesso posto questo commento e modifico il post. Devo fare solo “incolla”.
      Si’, adesso mi sento piu’libero. Non esiste, come molti (mi) dicono, “la noia”, il non saper cosa fare. La casa, e gli hobbies, mi riempiono la giornata, abbastanza bene. Poi piu’ in la’, ma questa e’ una quetione del periodo invernale, qualche attivita’, certo. Ma ora, mi faccio l’estate, senza stare a ipotecare il futuro. Ciao 🙂

  5. Flavia Vinci says:

    Sto in giro da anni e ci trovo tanto di vero… Allo stesso tempo se non fossi mai partita adesso non credo che sarei la stessa

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