THE SOUND OF SARDINIA – CORDAS ET CANNAS

IL SUONO DELLA SARDEGNA

Ciao. Avevo una cassetta-quando non c’erano le pennine USB e i CD ma ero piu’ giovane…- dei “Cordas e Cannas”, con alcuni brani presi da concerti dal vivo. Uno di questi concerti si svolse a New York. Francesco Pilu, introducendo la canzone che vi presento in questo post, nella cassetta diceva “Good Evening New York people, this is the sound of Sardinia, our beautiful mediterranean island, in Italian Sea…”. “Buona sera gente di New York, questo e’ il suono della Sardegna, la nostra isola del Mediterraneo, nel mare d’Italia…”. Poi iniziava il brano. La canzone e’ una “preghiera per la pioggia”. Come sapete- ma cosa e’ cosi’ attuale- la Sardegna e’ vittima sovente della piaga della siccita’. Penuria di raccolti, incendi, ed altro sono le conseguenze. I sardi ne sanno qualcosa.

CORDAS E CANNAS – ABBAS ABBA’DAS

Il titolo e’ un po’ un gioco di parole. . Lo so, fa un po’ ridere, ma signifrica proprio “Acque annacquate”, ossia-nella canzone  rivolto alla Divinita-“(dacci) acqua in abbondanza”.

“O Dio, Dio. Facci cadere acque a catinelle! Facci cadere acque a catinelle. Vogliamo acqua, sopra le acque. Vogliamo acqua, sopra le acque. Facci cadere. “Abbas abbadas” (letteralmente “acque annacquate”, “acqua a piu’ non posso”). E che, non vedi? Siamo assetati. E che, non vedi? Siamo assetati. (Qui gioca con le parole). “lampa nos abba, abbas in abba”- “facci vedere chiaramente (lampa=illumina) acqua nell’acqua…”. O Dio, Dio, oh Dio… ////

*Parole che non sono in questa versione: “cherimus abba, faghe nos falaer abbas a pintas. Pro sos pastores, pro sos massajos, e pro sos laores. Pro sos anzoneddos de su  monte, pro sos anzoneddos de su monte. Pro sos anzoneddos de su monte.Faghe nos falare, abbas a pintas. O Deu, Deu, itte,  no bides? Semos sididos!”– “Vogliamo acqua. Facci cadere acque a bidoni (catinelle). Per i pastori, per i contadini, e per i raccolti (“sos laores”= “i legumi). Per le pecorelle del monte, per le pecorelle (anzoneddos= agnellini), del monte. Facci cadere acqua a catinelle. O Dio, Dio, non vedi? Siamo assetati…” (Traduz. Marghian)

Un’altra piccola nota: la canzone e’ anche un ballo, il tradizionale ballo sardo nella versione del cosiddetto “ballo cantato”. La melodia “solista”, pur con le “innovazioni interpretative dei Cordas, non e’ “loro invenzione” ma e’ la melodia de “su ballu a càntidu”,  diciamo noi: “il ballo a canto”, “il ballo cantato”. La melodia, nel ballo cantato, fa cioe’ da “portante” per testi come questo: preghiere, lamenti, racconti di drammi, lutti. Ma anche canti di gioia, e versi di amore.

Io ora immagino, senza esagerare, una invocazione alla pioggia come questa. Ma gia’ all’ombra delle imponenti  torri nuragiche, millenni orsono. E attorno a grandi pietre menhir che puntavano verso il cielo. Ancora oggi, ce ne sono, testimoni di un passato misterioso e lontano. Un passato pero’ che noi sentiamo dentro, presente. -“E te li senti dentro, quei legami, di riti antichi e miti del passato. E te li senti dentro, come mani, ma non comprendi piu’ il significato – Francesco Guccini, “Radici”.

Ed in via generale ritengo che l’inconscio profondo di una persona, il suo mondo piu’ interiore, consista anche in questa memoria di cose antiche che vengono tramandate anche, io credo, geneticamente e non soltanto culturalmente (non soltanto cioe’ dal “nonno che racconta le storielle ai nipotini davanti al camino, “is contus de forredda”-“i racconti del camino”, come li chiamiamo noi- o da cio’ che si impara a scuola e negli anni); ma proprio la trasmissione per via genetica di veri e propri “dati mnemonici, memi di esperienze di vite passate, di tempi antichissimi. E’ mia convinzione quasi assoluta che noi esseri umani non si nasca come si pensa, “tabula rasa” come si dice, ovvero sia con nulla in memoria. E’ probabile invece che ognuno di noi nasca gia’ con delle “strutture di pensiero”, od anche con dei ricordi “non appresi da una voce narrante”; memi e ricordi che costituiscono la nostra personalita’ piu’ profonda. Io mi spiegherei l’inconscio collettivo anche con il fatto che la parte piu’ primitiva del cervello e’ uguale in tutti noi (John Denver: “you know the deepest part of us is every where the same, and that the only difference is really just the name”- “sai che la parte piu’ profonda di noi e’ ovnuque la stessa, e che la sola differenza e’ soltanto il nome…”).

Il nostro cervello, lo sappiamo, e’ fatto “a strati”, quasi come una cipolla. Abbiamo acquisito infatti, nel cammino evolutivo filogenetico, la parte tipicamente umana, “la corteccia umana superiore”, quella ove risiedono anche le nostre differenze individuali.Fondamentale, per la “coscienza”, sarebbe la corteccia detta “prefrontale”. Ma questa fase e’ l’ultima arrivata. Siamo passati progressivamente attraverso vari stadi, ed abbiamo conservato “tutto quello che siamo stati”, dall’inizio della vita sul pianeta ad oggi. E- non sappiamo-, forse possediamo anche uno spirito. Si parla addirittura anche di una ipotetica”memoria extracerebrale”.Cosa contiene, il nostro spirito? Quali sono  le sue capacita’? Dove e a cosa, e’ destinato? Ed una antica preghiera per la pioggia, magari riveduta e corretta dai Cordas e Cannas, ci porta anche a porci queste domande. Ed e’ bellissimo. Okay raga’, mi fermo qui 🙂

Ciao ciao 🙂

Marghian

 

About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI QUASI 64 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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21 Responses to THE SOUND OF SARDINIA – CORDAS ET CANNAS

  1. Laura says:

    Buonanotte Marghian e buon weekend, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Laura, grazie. Adesso per me si parla di nuovo di weekend, prima ero in ferie, ed era sempre sabato 🙂 Ciao La’, buona notte.

    • MARGHIAN says:

      Eh, gia’. Finite le ferie. Ormai due giorni liberi a settimana non mi bstano piu’, e voglio andare in pensione. Ma non posso ancora, forse fra tre anni. Grazie a Elsa Fornero- pezzu de carroga, coga e lèggia che tiàu, e chi sa justizia ‘da crùxiada” parole dolci che significano ‘ “pezzo di cornacchia, strega e leggia come un demonio, e *che la Giustizia la inchiodi”-e’ il nostro “che la possino ammazza’..- , questo per non dire di peggio, ma che ci starebbe e a pennello, anzi non sarebbe abbastanza 🙂
      Ciao Laura 🙂 , buon fine settimana.

      Marghian

      • Laura says:

        😀 hai proprio ragione caro Marghian, mio marito dopo tanto penare e’ riuscito ad andare in pensione, vedrai che lo farai anche tu, te lo auguro con tutto il cuore, un abbraccio grande, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Grazie Laura, speriamo..ma sai cos’eì Spero che non si metta in mezzo anche Dio. Che mi lasci in salute abbastanza da “godermi” sta pensione per un certo tempo. Nel senso che adesso dico “non posso fare dette cose perche’ non ho tempo” e- andando in pensione tardi, e se le cose andranno male mi trovero’ magari a dire “non posso fare dette cose perche’ non ce la faccio”- acciacchi eccetera. Acciacchi che, lo sappiamo, vengono vieppiu’con l’eta’. Ecco perche’ “spero che non ci si metta anche Dio” 🙂 E siccome la fortuna non mi cammina accanto- una mancata realizzazione familiare per esempio, non per scelta.- , il futuro non mi appare tanto roseo. Meglio non pensarci, pazienza, Ciao 🙂

      Marghian

      • Laura says:

        Marghian la pensiamo un po’ tutti cosi’, vedrai che ci arrivi e te la godi per un bel po’, gli acchiacchi ci sono ma si supera tutto, un abbraccio e buona domenica, 🙂

    • MARGHIAN says:

      Per adesso acciacchi non ne ho, vedessi come nuoto, ancora… 🙂 Come ieri pomeriggio, deiragazzi: “guarda quel signore, sott’acqua, quanto ci e’ rimasto, e dove va, adesso…”. Adesso sto bene, ma lo penso per il futuro, ed e’ questo il senso della frase: “ora che ce la faccio- nuoto od altre attivita’..- ma non ho tempo, e quando avro’ tempo non ce la faro’ 🙂 Sono un pessimista nato, e tale restero’, penso. Ciao Laura, felice serata 🙂

    • MARGHIAN says:

      Grazie dell’abbraccio Laura, che ricambio. Ciao buona settimana 🙂

      • Laura says:

        Anche a te Marghian, come si sta da te, fa cosi’ caldo come scrivono, qua oggi 31 gradi ma sopportabili, 🙂

  2. Enri1968 says:

    Caro Amico Sardo, che bel post, vi sono significati profondi e bella la chiusa di Guccini.
    L’acqua siamo noi!

    • MARGHIAN says:

      l’inconscio e del mondo interiore di una persona consista anche in questa memoria di antiche cose che ci vengono tramandate anche, io crdo, geneticamente e non solo culturalmente (non solo il papa’ che racconta le storielle ai flgli o cio’ che si impara a scuola; ma anche proprio la trasmissione di “dati mnemonici” di passate esperienze altrui, di veri e proprio “memi”, da tempi antichissimi ). Forse l’essere umano non nasce “tabula rasa”, come si dice; ma tutti nasciamo gia’ con delle “strutture di pensiero”, e ricordi “non appresi da una voce narrante” e che costituiscono la nostra personalità piu’ profonda. Addirittura, pare, il nostro cervello e’ fatto “a strati”: Abbiamo acquisito, nel cammino filogenetico la parte tipicamente umana, ma passando attraverso, e conservando, tutto quel che “siamo stati” dall’inizio della vita. Noi siamo “all’ultimo stadio raggiunto”, e trovo questo senso anche in quel “facciamo l’uomo…”, descritto dalla Bibbia alla fine della creazione, ma guarda li’… Ciao.

      Marghian

    • MARGHIAN says:

      Buona notte e buon weekend. Ciao 🙂

  3. Pensiamo a paure ancestrali, come quella del lupo nei bambini. Certamente la coscienza collettiva influenza il nostro modo di vivere e vedere il reale, perché in una dimensione spazio temporale non c’è alternativa, ma l’eterno presente vive in noi…

    • MARGHIAN says:

      E’ vero, noi viviamo in una dimensione spaziotemporale, la nostra stessa mente e temporale e dunque limitata. Paure ancestrali, e ancestrale ricchezza interiore frutto di un lungol retaggio. Eterno presente, nel divenire divenire forse apparente, come percorrere sequenzialmente i punti di una retta. Ma la retta esiste gia’, ma camminandoci dentro (la mente temporale), ne vediamo solo i punti dove “ci troviamo” momento per momento, nel segmento temporale della nostra immanente esistenza-temporale-. Ciao.

      Marghian

      • Quando infatti parliamo di eternità o di Dio li concepiamo come oltre lo spazio e il tempo, in grado di cogliere e vedere la prospettiva del Tutto. Noi comunque siamo esseri finiti ma aperti dall’infinito, ciò ci permette di pensare Dio come l’essere in cui essenza ed esistenza coincidono (Sant’Anselmo) e alla sua idea grandiosa attribuiamo l’esistenza di diritto nel momento stesso in cui lo concepiamo. Ciao e grazie per la risposta.

    • MARGHIAN says:

      Vero, Dio deve essere visto non come i Greci immaginavano un dio, Zeus in particolare, “a nostra immagine” in senso letterale: ma come un ente eterno- percio’ infinito-, di gran lunga piu’ grande di noi e che abbraccia tutti noi. Addirittura come un ente di pensiero trascendente e anche onnipresente, ossia che in ogni pur piccola parte di spaziotempo, di qualsiasi universo- ce ne fossero altri-, lo spirito di Dio e’ presente “tutto intero”. Se cio’ e’ immaginabile in un ologramma, nel mondo fisico (ogni parte riproduce tutto l’ologramma), a maggior ragione cio’ e’ vero per lo spirito divino, nell’universo. Cosi’ come la nostra anima, per il nostro corpo: presente tutta intera, in ogni sua pur piccola parte. Grazie a te, ciao 🙂

      Marghian

  4. ili6 says:

    Non solo i sardi invocano la pioggia con canti e danze. Lo fanno anche i siciliani, eccome se lo fanno.

    La scienza dimostra che esiste un patrimonio genetico in ogni individuo che non è proprio memoria, ma definisce attitudini e caratterialità che vengono fuori durante l’esistenza ma che possono restare sopite o modificate da agenti esterni e educazione e cultura. La memoria si sviluppa sin dal concepimento, nelle esperienze che il feto fa sin da subito con la madre. il tatto in primis e via via gli altri sensi. Il mondo di stimoli arriva al bambino sotto forma di pressioni che giungono da ogni lato,onde del liquido amniotico che si generano con le sensazioni materne, impulsi che premono sul feto e che si imprimono sulla sua pelle. Le impressioni dal concepimento in poi, vengono per così dire trascritte in forma indelebile sulla sua pelle e registrate come memorie; ad esse l’uomo adulto continuerà a fare riferimento, in modo più o meno consapevole, nell’esprimersi e comunicare.
    Tu sei andato più indietro, ancora oltre, dove penso che antiche tradizioni e cultura diano sempre un loro contributo.
    Già, è tutto affascinante.

    Marirò

    • MARGHIAN says:

      Tutto giusto Mariro’, io ho fatto un discorso come vedi quasi..”paranormale”, non rigorosamente “scientifico”. Ma neppure la scienza deve scartare tutto cio’ che non e’ ancora “inquadrabile. Giusta anche la quesetione delle “impressioni” trasmesse in eta’ prenatale. Io direi anche stimoli che vengono dalle ansie, le gioie, le emozioni della madre. Io, poi, nel mio “andare oltre” ho anche ipotizzato- o meglio, esposto l’ipotesi, di certo non mia, che noi non siamo solo “cervello”. Certo, cosi’ il discorso diviene troppo fantasiopso e amcchinoso, ma e’ anche vero, che parlando dell’uomo, “non basta mai”.

      Mai asserito che siamo solo noi sardi a fare danze propiziatorie 🙂 Scherzo, ma e’ chiaro che e’ cosi’, sono cose di tutti i popoli di ogni epoca. Le maschere di Halloween le hano inventate i sardi 5mila anni fa, per fare un esempio..ciao 🙂

      Marghian

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