“E SI DICE CHE LA GUERRA E’ FINITA”

YOU SAY THAT THE BATTLE IS OVER

JOHN DENVER

” E tu dici che la battaglia e’ finita, che finalmente la guerra e’ cessata del tutto. Ma vallo a dire a coloro che hanno il vento sotto il loro naso, e che scappano via al rumore di uno sparo, e che lo scrivono sulle fiancate delle grosse navi baleniere o sulle pareti degli icebergs, dove la coscienza è rimasta intrappolata. Con la selvaggina  nei loro occhi, perche’ e’ quella che deve  morire, e saremo noi a dover contare le perdite.

E tu…mi vuoi dire che la battaglia e’ finita, che finalmente il mondo e’ in pace; intendi dire che nessuno sta morendo, che le madri non piangono, o che per lo meno non appare nulla sui giornali, mentre ci sono quelli che vorrebbero fare qualcosa nelle situazioni buie (traduzione non letterale di “those would deal in the darkness of life”-“coloro che vorrebbero impegnarsi nel buio della vita”…), quelli che vorrebbero buttare giu’ il Sole e la maggior parte degli uomini e’ senza pietà ma qualcuno piangera’ ancora quando i doni che ci vennero dati saranno scaduti (“are gone”, “sono andati via”)

Adesso, la colpa non deve  cadere sulle teste di pochi,  perche’ la cosa è diventata come parte delle corsa. E’ eternamente tragico, quando qualcosa che e’ magico viene uccisa alla fine”della gloriosa caccia”: dalle giovani foche alle grandi balene,  – la caccia che si svolge- dalle acque alle foreste (“wood”, “legno” ma anche “bosco”).  -Le vittime- cadranno come erbacce nel vento, per cappotti di pelliccia e profumi e trofei sui muri. Che diamine di gara richiama gli  uomini!

E tu..mi dici che la battaglia e’ finita, mi dici che che la guerra è del tutto terminata. Ma vallo a dire a quelli che hanno il vento nel loro naso (“con la puzza sotto il naso”? forse…), che fuggono al rumore di uno sparo- (“to the sound of a gun”=al suono di una pistola o fucile),  e  lo scrivono sulle pareti delle grandi navi per la caccia delle balene, o sui blocchi di ghiaccio dove la coscienza e’ rimasta congelata; con la furia selvaggia nei loro occhi, perche’ a loro tocca morire, e saremo noi che conteremo le perdite. Con la furia selvaggia nei loro occhi, perche’ a loro toccherà morire, e saremo noi che ne misureremo il costo (John Denver – Traduz. Marghian).

Piccolo dubbio: sulle prime ho tradotto la frase “with the wild in their eyes, it is they who must die” cosi’: “con la furia selvaggia (“wild”=sevaggio) nei loro occhi, perche’ saranno loro a dover morire”; ma poi, pensando al tema della canzone mi e’ venuto il dubbio e ho cambiato in “con la selvaggina (wild) nei loro occhi”(i cacciatori cioe’, concentrati sulle loro prede…), perche’ e’ *quella- gli animali cioe’- che deve morire”. Non mi e’ tanto chiaro, ma ritengo sia proprio cosi’.  Ho cercato aiuto in internet per questa cosetta, e non ho trovato una traduzione giusta, e tute sono come io avevo tradotto prima. Pero’ non mi convince. Poi, addirittura tutte dicono o”with theWIND in their eyes” mentre Denver dice “with the WILD..in their eyes”, l’ho ascoltata bene- la ascolto da anni….si arrangiano  🙂 Taglio la testa al toro, lascio la prima traduzione quando ripete le parole, alla fine della canzone .

******

Ciao. prima di pranzo ho pensato di lasciarvi, per questo fine  settimana, questa canzone che ho ascoltato qualche ora fa con l’autoradio,  mentre pulivo la macchina nel self service, appena fuori dal paese.

Adesso me lo aggiusto un po’, errori, colore della scrittura e coso.

CIAO CIAO

Marghian

About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI QUASI 64 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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37 Responses to “E SI DICE CHE LA GUERRA E’ FINITA”

  1. Rebecca Antolini says:

    Mi ha fatto piangere, quanto siamo ignoranti, penso questo post lo devo copiare perché ci sta con un testo sui animali dai nativi americani.. grazie per avermelo fatto notare, comunque sarei lo stesso venuto qui da te, perché ho visto la notifica del tuo post… ti abbraccio bussi 💛🌻

    • Rebecca Antolini says:

      lascia perdere gli errori 😉

      • MARGHIAN says:

        ..Rebe, lascerei perdere gli errori se lo vedeste solo voi, ma all over the world…meno ce ne’, meglio e’.
        So che ci sono le notifiche, ma per come ami tu gli animali, ti ho fatto sapere con un commento da te, bussy 🙂

      • Rebecca Antolini says:

        ahahahahahah siiiiiiiii tutto il mondo viene nel mio e tu blog per leggere i nostri errori … sei forte… hai fatto bene a farmelo sapere, pò capitare che mi perdo qualcosa … ho visto solo oggi il tuo commento dove hai messo la antica preghiera dei Inca, ma dove lo hai trovato nel web?

      • MARGHIAN says:

        Ah, Rebecca, mi sono ricordato adesso di aver scritto nel post “Taglio la testa al toro, lascio ..”. Meno male che e’ contro la violenza sugli animali… 🙂 scherzo dai! Noi in italia diciamo cosi’, lo saprai, per dire “taglio corto”. Sai come diciamo noi in Sardegna? “‘ddi ponèus Peppi ” 🙂 “lo chiamiamo Giuseppe”. . Immagina due che discutono, parlano e parlano… ed una terza persona che scocciata ci dice ” e ponèddi Peppi!”-” e dai, chiametlo Giuseppe- , per dire “tagliate corto”, “finitela”. Deriva dalla nascita di un bambino e i familiari che non sanno decidere sul nome, e uno che dice “chiamatelo Giuseppe”. E si dice ormai come per dire proprio “tagliamo la testa al toro”. ‘ddi poneu Pèppi” 🙂

      • Rebecca Antolini says:

        Giuseppe in tedesco e Josef abbreviato in Germania-Baviera e Austria Sepp e Peppi … poi da noi in Austria c’è un detto … prima in dialetto austriaco poi in italiano … “i has Sepp und bin a Depp” vedi è in rima.. ora ci provo in italiano significa “io mi chiamo Peppi e sono tonto” ma non è in rima

      • MARGHIAN says:

        Lo so che “giuseppe” in tedesco è “Josef”. E sai cosa penso? Che proprio nel tedesco sono rimaste le pronunce originarie dei nomi biblici. Bo diciamo “giovanni”, in tedesco invece è “johan”, proprio come in ebraico. Noi diciamo “gioacchino” mentre in ebraico -e credo anche in tedsco.. – e’ “johakìm” ( il padre della Madonna si chiamava “Johakìm”). Gli ebrei- non conosco l’ebraico ma ho spirito di osservazione..- hanno la pronuncia dura, proprio come quella tedesca. per esempio “kohen”, cognome ebraico. che noi italiani pronunciamo còen, mentre voi di lingua tedesca lo pronunciate giusto, ko hen. Sai che Gesu’ si chiamava Joshuah? Anche Giosue’ si chiamava cosi’, solo che per lui e per Gesu’ il nome e’ stato italianizzato diversamente, ma e’ proprio lo stesso nome, che vuol dire “yaweh salva”. . Bussy 🙂

      • Rebecca Antolini says:

        tu mi regali sempre un sorriso… in tedesco si dice Jesus sarebbe Joshuah (Italia Gesù) .. il nome di Dio Jehova, in tedesco Yehowah o Yahweh (Italia Geova) poi in Italia chiamano il futuro re di Inghilterra Carlo ma suo nome e realmente Charles …

        tedesco e rigido … ma ormai a causa di tanti stranieri turchi, italiani, arabi, siriani, africani ecc il tedesco perde il vero deutsch come era una volta

      • MARGHIAN says:

        Ciao Rebe’, ora sto al pc .
        “mi regali sempre un sorriso… in tedesco si dice Jesus sarebbe Joshuah (Italia Gesù)” .
        Gia’, diveretnte 🙂 ma io quando ti ho scritto “Sai che Gesu’ si chiamava Joshuah?”, volevo farti sapere o ricordarti che il nome originario di Gesu’ e’ quello, senza pensare al tedesco, dunque non avevo sbagliato 🙂 nel senso che voi lo pronunciate molto meglio cosi’ come come per “johan” (“giovanni”), intendevo questo. Divertente la cosa, come, a distanza non ci si capisce o non ci si spiega bene- faccio confusione pure io…-. Direttamente e’ altra cosa: “ma no, guarda che…” . Immagina quando ci si scriveva soltanto, e la posta ci metteva un mese ad arrivare o qualche settimana, si restava con il dubbio 🙂 Bussy, buona domenica 🙂

        Marghian

      • Rebecca Antolini says:

        buona serata caro Marghian… sai a me piace l’italiano e morbido e bello a sentire 😉 il tedesco e cosi secco e preciso buona serata bussi 😉

      • MARGHIAN says:

        “in tedesco anche il nome Joschua con ch”. Ah, ecco. Ma appunto, lo pronunciate molto meglio di noi italiani- rispetto alla pronuncia ebraica-.

        “ma ormai a causa di tanti stranieri turchi, italiani, arabi, siriani, africani ecc il tedesco perde il vero deutsch come era una volta”. Vero, le lingue perdono “colore”, ma tutte. Anche l’italiano. O meglio, cambiano, per esempio l’inglese del ‘600 era diverso da quello di adesso. Prendi l’italiano come lo scriveva San Francesco, “cun tucte le sue criature”, vedi? Adesso e’ “con tutte le sue creature”, un bel diverso, e sicuramente anche la pronuncia – gli accenti poi, cambiano da un coso all’altro, ma dappertutto. Bussy 🙂

        Marghian

      • Rebecca Antolini says:

        Joshua in italiano Joschua in tedesco… mi piace il cantante Max Raabe lui canta come era il tedesco nei anni fra 1920 – fino 1940

        vedi sembra da altri tempi

      • MARGHIAN says:

        “Joshua in italiano..” No, non in italiano, ma il nome originale ebraico scritto pero’ con le lettere latine.. Ma aiò,-dai- , ‘ddi poneus peppi 🙂
        L’italiano delle canzoni degli anni ’20 e trenta non era diverso, era diverso il modo di fare canzoni e di cantarle:

        Ma attenzione, il trio lescano e’ di origine ungherese e olandese , bussy 🙂

      • Rebecca Antolini says:

        ai quei tempi era tutto più bello abbiamo perso anche un pò la nostra linguistica … un peccato, ma forse anche un bene più le nazioni si uniscano più facilmente nasce la lingua universale bussi 🌻

    • MARGHIAN says:

      Ciao Rebe’, attenta alla traduzione, specifica il mio dubbio, “con la furia selvaggia nei loro occhi” o “con la selvaggina” nei loro occhi? (negli occhi dei cacciatori). Grazie!!!!! 🙂
      Ho digitato “wild” su google immagini e si vedono animali, ecco che ricordavo bene, “wild” e’ “selvaggio” ma anche cio’ che e’ selvaggio, selvaggina” 🙂
      Lo so Rebe’, che ci sono le notifiche. Io non le guardo mai, sai che faccio? “Zapping”, come quando si cambiano i canali con la televisione , e vedo cosa c’e nei vostri blog..

      • Rebecca Antolini says:

        evito proprio i telegiornale… per non stare male… anche io non scrivo più tanti post sulle brutte cose … non mi va, mi fa stare male tutto qui..

    • MARGHIAN says:

      Ma no, per Joshua pensavo all’ ebraico non al tedescooo!!! 🙂 Al tedesco ho pensato per Johan, la pronuncia rigida. So che dite Jesus che e’ latino..come il titilo di un corake di Bach, Jesus bleibet meine freude ( che si anche suonare) A domani Bussy 🙂
      Marghuan

      • Rebecca Antolini says:

        ho capito che Joshua e ebraico … ma usiamo in tedesco anche il nome Joschua con ch 😉

  2. MARGHIAN says:

    “ho visto solo oggi il tuo commento dove hai messo la antica preghiera dei Inca, ma dove lo hai trovato nel web?”. Nooo! Non avevo il web, e’ prima del 2000 che in una trasmissione di “misteri” in tv si dissero le parole, e io le avevo scritte su un foglietto di carta, potevo risentirla con il video registratore dove avevo trasmissione. Ricordandola, ancora oggi, , te l’ho scritta. Bussy 🙂

  3. Laura says:

    Grazie di questo bel post, un abbraccio caro amico, buon weekend, 🙂

  4. I tuoi post musicali sono sempre molto belli, mi fido delle tue traduzioni perchè io in inglese sono una schiappa 😉 buona serata e buon primo maggio Marghian

    • MARGHIAN says:

      Ah, Mirna, benvenuta anche in questo post. Qui non era davvero chiaro nemmeno a me, pur se non e’ che cambi molto. Ho tradotto “The wild in their eyes” (non la faccio lunga, promesso.. 🙂 ) con “la furia selvaggia negli occhi”, “The wild” significa appunto “selvaggio” ma anche, e ci ho pensato dopo, “roba selvaggia” (???!!! dubbietto). Scrivo “the wild” su google immagini e mi vedo tutte immagini di animali …”Selvaggina”, giusto…” ho pensato. Vado ancora in internet e trovo tutte traduzioni sballate, ma con sbagli madornali anche nelle parole in inglese, parole che Denver non dice. E cosi’ ho fatto di testa mia, lasciando tutte e due le traduzioni mie. Ciao, buon 1 maggio anche a te 🙂

      Marghian

  5. lucetta says:

    Non capisco l’inglese, ne so pochissimo. A scuola ho studiato francese per cui ho letto la tua traduzione e le parole mi sono piaciute specie la prima parte.

    • MARGHIAN says:

      Anche io Lucia, francese a scuola. E l’ inglese da autodidatta. L’ inglese lo conosco, il francese no. Si impara quel che piace Lucia. Ero anche bravino in francese, ma..dimenticato. L’ inglese invece, imparato con le cassette, e le canzoni :). , lo parlo. Vallo a capire… Ciao 🙂

      Marghian

      • lucetta says:

        Nessuna meraviglia. Le lingue si imparano parlando, conversando, ascoltando…..e non studiando regole. L’inglese è una lingua troppo diversa dall’italiano….la costruzione della frase molto differente per cui la mia mente strutturata in un certo modo non mi ha aiutato molto. Avevo iniziato a studiarlo da sola con cassette e libretti ma poi ho lasciato perdere, mi è mancata la motivazione. Ciao

    • MARGHIAN says:

      Ciao Lucia. Certamente si para prima una lingua ” affine”. Per un sardo per esempio e’ facile lo spagnolo, assai simile ( il nuorese specialmente). In genere si impara meglio da piccoli, da grandi e’ più’ difficile. A me piaceva talmente tanto che un’ Oretta di studiobla dovevo tirar fuori. In una estate ( da giugno a settembre ) mi ero fatto tutto il corso di un libro e 10 cassette. Me lo avevano prestato, “Impariamo l’ Inglese”. Le lezioni di svolgevano ” in una tipica famiglia di.Londra”, dalla colazione alla ” buona notte”.
      Sapendolo un po’ leggere, mi feci prestare un libro delle superiori da un mio professore di applicazioni tecniche che a scuola ci disse ” non conosco il francese, conosco l’ inglese”. Avevo 27 anni, ne parlato in piazza e mi disse ” ti presto un libro Livio, se vuoi te ne presto anche altri. Restai fermo a meta’ di quel libro ma continuai con le canzoni. Col lavoro che intrapresi poi nel 1986 ebbi anche occasione di dare delle spiegazioni ai turisti ( museo di Cagliari) e cosi’, oggi ancora me la cavo. Ciao 🙂

      • MARGHIAN says:

        Il figlio di quel professore, anni dopo che terninai le scuole, veniva a casa a ripetizione di matematica da mio fratello, allora ancora celibe. Io gli fissi ” e tuo padre, parla bene l’ inglese? In classe ci disse che lo conosceva..”.
        Il professore in piazza: “…Livio, Fabrizio mi ha detto che ti piace l’ inglese…”. Un secondo padre quel prof, mi voleva un bene.. Ma c’ era un motivo anche ” scolastico”. Una volta disse ” belli.miei, non andiamo bene. Qui, tolto Livio…fate molto poco”. Ciao Lucia 🙂

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