DALIDA’: QUANDO SI DICE “CANTARE CON SENTIMENTO”

”…Passano in finale canzoni come “Io, tu e le rose”, viene selezionata una canzone superficiale come “La rivoluzione”, e non vengono prese in considerazione canzoni che meriterebbero invece una maggiore attenzione…scrivo questo affinché’ qualcuno finalmente capisca…” (da una lettera di Luigi Tenco agli organizzatori ed ai giudici di gara del festival di Sanremo)

DALIDA’

CIAO AMORE CIAO

Ciao amici ciao 🙂  Ho visto questo filmato in tv non ricordo se domenica sera o lunedi’ sera. Mentre cenavo, la televisione ha trasmesso  “Techetechetè”, la breve rubrica di intervallo su musica e spettacolo. Ha fatto vedere delle cose su Luigi Tengo, e questa interpretazione di Dalidà  della canzone di Sanremo del 1967. Non ricordavo tanta intensità, davvero,  mi ha toccato il cuore. Ciao ciao 🙂

Altre versioni della canzone, Tenco e Giuni Russo

(e il solito blog principale, poverino ancora fermo, ma c’e’ da leggere)

Marghian

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About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI QUASI 64 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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34 Responses to DALIDA’: QUANDO SI DICE “CANTARE CON SENTIMENTO”

  1. Silvia says:

    Bellissima e emozionante 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Silvia. Guarda, mi ha emozionato davvero. Ero seduto a tavola. Vedendola cantare cosi’, mi mi alzato in piedi. Quando ha inquadrato le mani di Dalida’, che si incrociavano, le vene gonfie, ho esclamato sottovoce: “che roba…questo è cuore…”.
      Ora ci metto i link, per farvi vedere (o meglio, rivedere) i post dove “Ciao Amore ciao” e’ cantata da Tenco e Giuni Russo. Ciao 🙂

      Marghian

  2. Grande interprete Dalida’, stupenda canzone…bellissimo il ricordo di Tenco

    • MARGHIAN says:

      Ciao Mirna. Scusa(te)mi innanzitutto se passano diverse sere senza che vi scriva niente- davvero sono preso dal quotidiano. Non sono sotto stress, ma fare questo, fare quest’altro, non resta tempo per altro che non sia “quello che devi fare). ieri per esempio ero a fare una gastroscopia ( sto bene, e’ solo un esame di routine per una leggera ernia iatale, la devo fare ogni paio d’anni ) a Cagliari, ottanta chilometri di treno, attesa e viaggio di ritorno (in treno, non questo esame non si puo’ guidare per via della anestesia parziale), ed avevo altre cose da sbrigare. Oggi ho poi ripreso il lavoro.. Lo so che vi tedio con questa cosa del non avere tempo, ma mi piacerebbe davvero “fare di piu'” (il mio pensiero ora va all’altro blog).

      Ah, guarda, Dalidà mi ha commosso, davvero domenica o lunedi’ sera che fosse.Quando il filmato inquadra le mani di Dalida’ nel punto in cui dice “e poi mille strade…” mi sono alzato in piedi, e spontaneamente ho un po’ irrigidito le braccia anche io (forse anche perche’ tutti noi abbiamo i cosiddetti “neuroni specchio” che,ci fanno imitare i gesti degli altri che ci stanno davanti…) ed ho detto “che roba…questo è cuore,,.”. Grande, davvero grande. La sensibilità, la profondità dei sentimenti. Ciao Mirna 🙂

      Marghian

  3. Laura says:

    Anch’io guardo quel programma, mi piace tantissimo, bellissima la canzone, un abbraccio caro Marghian, buonanotte, 🙂

  4. Alidada says:

    ho visto anch’io la bella Dalidà mentre cantava quella canzone… stupenda! (sia lei che la canzone). E’ bello quando ci ripropongono questi bei passaggi della nostra storia musicale. Buonanotte Marghian

    • MARGHIAN says:

      Infatti, Alidada, sono bellissimi questi “come eravamo” della canzone. Per i giovani poi, far vedere filmati come questi. Come cantavano allora, e che canzoni. Si puo’ pensare che i giovani siano disincantati a questo tipo di musica e canto, ma non è proprio cosi’. Ad un concerto di Ray Charles a Cagliari, nel 1991, c’erano dei ragazzi, anche di sedici e diciotto anni. Sai, le canzoni di Charles sono stile anni ’50, roba cioè molto diversa dalla musica e dalle canzoni a cui sono abituati i ragazzi di oggi. Eppure li sentivo, entusiasti e coinvolti: “ma questa e’ musica classica!” “E’ una figata!”; “Hai sentito che roba?”; “Raga’, ma è forte!”, eccetera.
      Insomma, l’importanza della memoria storica e’ la stessa anche per la musica e la canzone Io stesso, pur non giovane (kaiser… 😆 ), non ricordavo questa intensità e sentimento di Dalidà nel cantare, quella sera. Ciao 🙂

      Marghian

  5. renza says:

    Buongiorno Marghian,
    anch’io ho visto il video di Dalida’, e’ stato molto commovente .
    Saluti.
    Renza

    • MARGHIAN says:

      Ciao Renza. Come va? A quattordici anni vidi l’esibizione di Dalida’ e quella di Tenco, mi piacquero (Dalidà di piu’), ma solo ora, rivedendo il filmato in TV qualche sera fa mi sono reso conto oltre che della bellezza della canzone e del testo, di quale intensità partecipativa sia stata capace Dalidà. Mi ha impressionato, tanto lei era assorta e concentrata. Quando il filmato inquadra le sue mani, quando cantando dice “e poi, mille strade…”, è li’ che mi sono alzato, ho fatto due passi verso la televisione, mi sono fermato e sommessamente mi è venuto da esclamare “che roba…questo e’ cuore….”. E’ stata scartata! Ci pensiamo?
      Ciao Renza 🙂

      Marghian

      • renza says:

        Buonasera Marghian,
        mi ha emozionato anche l’intervista dove Dalida piange ascoltando la canzone,
        ho ricercato e letto su internet la biografia di Dalida e Tenco per capirne anche i motivi del loro gesto e secondo me gli psicofarmaci che assumevano potrebbero aver influito.
        Comunque sovente secondo me le competizioni canore sono truccate, i compensi sono troppo alti e pertanto per protesta mi impongo di non guardare Sanremo .
        Buonanotte e saluti.

        Renza

      • MARGHIAN says:

        Ciao Renza. Che i festival siano truccati non c’e dubbio. Io pero’ non mi impegno a “non guardarlo”, ma non per il banale discorso del “allora non guardiamo niente, ne’ festival, ne’ calcio, ne’ automobilismo ne’ altro perche’ c’e il marcio…”. A parte questo, io lo guardo perche’ mi piace tutto quello che e’ musica. Pero’ e’ cosi’, il mondo dello spettacolo in genere e’ “sporco” e corrotto. Se pensiamo a quello che successe a Mia Martini….Per quanto riguarda poi il loro “gesto”, di Dalidà e Tenco, c’entra probabilmente anche la questione dei farmaci, ma piu’ in generale sul suicidio la mente umana e’ complessa. Un ragazzo del mio paese, un ragazzo tranquillo (mai uno psicofarmaco), si e’ suicidato tre anni fa, quattro a giugno, perche’ lo ha lasciato la sua ragazza. E’ andato nel paese di lei, quasi a voler dire “lo faccio ai tuoi piedi”, e’ andato su un ponte alto venti metri e si e’ ucciso gettandosi da un ponte alto venti metri. Nessuno, io meno che mai, pensava che lo avrebbe fatto.

        Tornando a Tenco, “c’era nell’aria”. Mio padre, qualche giorno prima che succedesse, disse una frase che ricordo ancora, che avrebbe pronunciato tengo:” se non va in finale questa, sara’ la mia ultima canzone”. Quando Tenco si uccise, la mattina del giorno che successe, io stesso, accingendomi ad andare a scuola e sentendo le notizie del mattino, ricordo di avere esclamato: “lo ha fatto, e’ successo.
        Alcuni giorni dopo, mio padre, “dicono che forse non si e’ ucciso solo per la canzone”. Chi lo sa? Ciao.

        Marghian

  6. Affy says:

    Emozionante davvero. L’ha cantata in modo molto coinvolgente, guardando sempre in alto con un’espressività tale da far accapponare la pelle. Le mani con quel leggero tremore, quell’intrecciarsi per poi dividersi e quell’andar via a fine scena mi hanno molto colpita.
    Grazie per aver condiviso con noi, un caro abbraccio da Affy

    • MARGHIAN says:

      Ciao Affy, ho visto il tuo commento dal cellulare, al lavoro,volevo scrivervi qualche riga ma si bloccava tutto, non potevo ne’ correggere ne’ continuare con i commenti.
      Per quanto riguarda la performance di Dalidà, nelle serate di Sanremo a 14 anni apprezzai la canzone e la voce, ma non mi resi conto dell’intensità e del sentimento forte con i quali lei cantò. Appunto, da fare accapponare la pelle. Non ando’ in finale, ci pensi? Lo stesso Tenco scrisse in una lettera agli organizzatori e giudici di gara di Sanreno:”passano in finale canzoni come “Io, tu e le rose”, viene selezionata una canzone come “La rivoluzione” (di Gianni Pettenati, la conosci?), e non vengono apprezzate canzoni di un certo livello…”, “scrivo questo perche’ qualcuno finalmente capisca…”.
      Anche l’uscita di scena, e il saluto al pubblico, stupendo. Ciao Affy 🙂

      Marghian

      • Affy says:

        Non posso che essere in linea con il tuo stesso pensiero. Non tutti gli interpreti riescono ad emozionare, a toccare corde profonde e Dalidà c’è riuscita in maniera molto naturale, senza forzature nè sbavature.
        Luigi Tenco aveva ragione, è un vero peccato che alcune canzoni che si rivelano poesie restano poi in fondo ad una classifica canora, non entrano in finale.
        Mentre tornavo a casa, stasera, in macchina cantavo proprio quella canzone, come vedi il tempo è un gran livellatore!
        Un caro abbraccio, ciao Marghian

    • MARGHIAN says:

      Vero Affy, il tempo e’ un gran livellatore, ed un curatore (nel senso che cura; per esempio se una madre ci perde un figlio lei e’ inconsolabile, per tutta la vita. Ma..dopo tempo, non e’ “come i giorni del funerale”; quando il tempo proprio “c’e” sempre comunque un lenimento.
      Dalida’ ha interpretato in modo davvero coinvolgente, anche poco fa ho rivisto il video. Ciao 🙂

  7. lucetta says:

    Anch’io ho visto la trasmissione. Ho sempre apprezzato Dalida, la sua voce, il suo modo di porsi. Sono rimasta stupita quando ho saputo della sua morte ed invece fui molto colpita dalla tragica fine di Tenco. Ero giovane e non mi capacitavo di certi eventi. Ora invece, da anziana, capisco
    quanta fragilità nascosta c’era in questi due personaggi. Belle e poetiche le loro canzoni.

    Grazie Margh. per l’interessamento sulla mia salute. Sto discretamente ed apprezzo la tua sensibilità. Hai fatto bene ad avvisarmi del post perché le tue notifiche non mi arrivano, pur essendomi iscritta al tuo blog. Va bene così. Ti auguro sempre un mondo di bene.

    • MARGHIAN says:

      Ciao Lucetta. La fragilità umana e’ tanta, e forse il successo la mette spesso alla prova. Prima di tutto, lo vediamo da biografie e cronache di personaggi celebri, questi NON SONO FELICI (alcool, droga, passioni, depressioni, suicidi, problemi legali, sono quasi le “note fisse” delle vite di personaggi e ricchi).
      Noi abbiamo un detto in Sardegna: “poburìttu, allirghìttu” (poveretto, allegretto), per dire che magari un contadino- se ha da vivere…- e’ piu’ felice di un magnate o di un personaggio di spettacolo.
      Poi, in casi come Dalidà e Tenco, e’ da considerare la eccessiva sensibilità, il complesso- a volte fondato- dell’artista incompreso. Tenco, in quei giorni, avrebbe appunto detto: “se non va in finale questa, sara’ la mia ultima canzone”, anche se forse non si e’ ucciso solo per la canzone. Comunque, Dalidà e’ stata stellare quella sera. Ciao ciao 🙂

      Marghian

  8. ili6 says:

    Succede anche a me di vedere certe trasmissioni musicali e teatrali di “come eravamo” e a volte torno indietro e mi emoziono come allora. Dalida era una artista molto fine, determinata e fragile al contempo. Come Tenco.
    Buona notte e sereno weekend

    • MARGHIAN says:

      Ciao Mariro’. Programmi come “techetechete” capitano quando sto in cucina, e li guardo volentieri. Ma anche se non e’ “per caso”, se so dalla sera prima che’ c’e uno spettacolo per ricordare ad esempio un Battisti, , cerco di non perdermelo, nei limiti del possibile.

      La fragilità umana e’ tanta, e forse il successo la evidenzia maggiormente. Prima di tutto, lo vediamo da biografie e cronache di personaggi celebri, questi NON SONO FELICI (alcool, droga, passioni, depressioni, suicidi, problemi legali, sono quasi le “note fisse” ed il “leit motiv” delle vite di personaggi e ricchi). E poi c’e la sensibilità dell’artista, il complesso dell’artista incompreso (talora fondato), e tante altre cose. Ciao 🙂

  9. Enri1968 says:

    Cercando in rete dei ricordi su Tenco ho trovato il tuo blog. Bel post anche per i commenti inframezzati ai ricordi personali.

    Se ti va ho scritto qualcosa

    http://www.sullamaca.it/musica/luigi-tenco-il-mio-ricordo/

    • MARGHIAN says:

      Salve Enri1968. Benvenuto nei mio blog musicale; ne ho anche un altro per argomenti scientifici (che tratto come posso, data la mia scuola di sola licenza media ed una piccola infarinatura derivante da letture pregresse e attuali, come ti ho scritto anche nell’altro commento, nel post sulla shoah).

      Sicuramente andro’ a leggere, appena posso. Ho da fare (tutto) in casa, ho ancora l’impegno del lavoro e faticosamente trovo il tempo per i blog.

      La performance di Dalidà mi ha davvero impressionato; una intensità di partecipazione e sentimento rarissima, specie oggi.
      Sul suicidio di Tenco, cosa ne pensi? Sai, la canzone di De Gregori, “chi ha ucciso il piccolo principe, che non credeva nella morte?”. “Festival”, dedicata a Tenco. Ciao.

      Marghian

      • Enri1968 says:

        Grazie a te.
        Che ne penso della morte di Tenco? Mah, ha preso troppo intensamente una baraccone che al tempo aveva più importanza forse di adesso.
        La scelta non la giudico ognuno può decidere del proprio destino, certo fu un “peccato” per la musica.
        Non credo al complotto.

  10. MARGHIAN says:

    Al complotto non credo molto neanche io. Piuttosto, puo’ esserci stata qualche sorta di “istigazione”, non so. Ah, neppure io giudico il gesto, anche se non so- ma non solo per Tenco-, se sia proprio una…scelta, e non gia’ una pulsione “piu’ forte di lui”- e di chi altri arriva a tale gesto estrem-o. Ciao.

    Marghian

  11. Caro Amico Marghian, ho bisogno di sole della primavera, qui piove tropo umidità.. ti auguro una buona settimana ti impràssu e tantissimi basidèddus .. Rebecca

    • MARGHIAN says:

      Ciao! C’e’ una barzelletta sarda che risale ai tempi della cura Di Bella. “Di bella”pero’vuol dire anche “bella giornata” in sardo. Perciò’.. uno telefona per parlare con questo famoso medico: ” pronto, e’ Di bella?”. Sbaglia numero, e risponde un sardo: “itte cavuru di’ bella, innoi es proèndi!” (“cosa cavolo giornata bella, qui sta piovendo!”). Infatti 🙂 E’ piovuto tutta la notte e piove ancora.. Che brutto l’ inverno e che il prof di..bella ci assista, d’àppu arrosciu s’ièrru” (“mi ha stufato l’inverno”, noi diciamo “l’ho stufato…”, “d’àppu arròsciu..”). Ciao Rebe’ bàsidus e imprassus 🙂

      Marghian

    • MARGHIAN says:

      Ciao Rebe’. Ho corretto il commento dove ti racconto la barzelletta. Col PC si scrive meglio. Ero al lavoro, questa mattina, e ti ho scritto da li’. Dal cellulare non riesco a correggere, non appare “modifica” o “edit”-in inglese- a fianco di “rispondi” o “reply- in inglese-. Bussy 🙂

  12. MARGHIAN says:

    “Nessuno e’ perfetto” mi piace troppo 🙂
    Buona notte, bussy.

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