LAUNEDDAS, “LA MUSICA DI ATLANTIDE”

“A su nai ca tres incuèddus de canna fain’t una musica de aìcci”. Cosi’ disse una volta mio padre. Significa “e dire che tre pezzi di canna fanno una musica cosi'”

LAUNEDDAS, “LA MUSICA DI ATLANTIDE”

Ciao. Vi sarete senz’altro chiesti (prima o dopo l’ascolto) perche’ ho scritto, maiuscolo e virgolettato,  “La musica di Atlantide”.  Non e’ una espresione mia scritta cosi’ per fare il “figo”,  e’ solo una citazione: Angelo Branduardi. Branduardi disse  “questa e’ la musica di Atlantide” forse anche in riferimento alla teoria di un certo Sergio frau , studioso e giornalista che ritiene l’Atlantide essere la Sardegna. Guardate QUI.  Considerazioni tipo “le colonne d’Ercole erano fra la Sicilia e l’Africa quando Sardegna e Africa erano piu’vicine prima di un considerevole innalzamento del livello del mare circa 11 mila anni fa, il fatto che la Sardegna fosse allora misteriosa e corrispondente alle descrizioni fatte da Platone nei due famosi “dialoghi” “Timeo” e “Crizia” e cose del genere.  Io non condivido questa idea. Sapete chi invece ha sposato questa teoria? Oltre a Branduardi, il geologo  Mario Tozzi. Si’, una volta spiego’ in tv la teoria, tutto preso. Vedete, vedete qui su queste pietre la traccia dell’onda di tsunami che colpi’ la Sardegna quando…”.  Un archeologo,  mio superiore quando stavo al msueo di Cagliari ci disse invece “ma se quella e’ la traccia di un reastauro che abbiamo fatto noi, che tsunami..”. Comunque sia…

Luigi lai, con Branduardi, ha collaborato paercchio. Cultore come e’ Brandaurdi della musica etnica e folkloristica, lo ha scelto per incidere dei brani. Nell’album “La pulce d’acqua” infatti,  c’e’ Lai. E’ Il piu’ bravo “launeddista” del mondo-  del mondo sardo,  ovviamente 🙂

Le “launeddas”  o “sonus de canna” cine diciamo noi della zona di Oristano. “Plurale tantum”, perche’ e’ un “flauto multiplo”. Le Launeddas  uno  strumento per taluni versi  simile ad una zampogna, ma che a differenza di questa -contando poi altre differenze.-  ha solo le canne, senza la sacca d’aria. Originario della Sardegna, esiste da  tremila anni (almeno! Chissa’ da quanto prima…).  Gli uomini che costruirono, 3500 anni fa, le imponenti strutture megalitiche nuragiche (torri alte anche trenta metri! Guardate  QUI, nel’altro blog) , gia’ suonavano questo strumento. Lo sappiamo per certo.  Muta testimone (muuta? ), una statuetta di bronzo, ^della stessa epoca dei Nuraghi, che raffigura un uomo seduto “con tre canne in bocca” nell’atto di suonare questo tipico flauto – che poi sono tre flauti in questo caso.

Una delle tre canne e’ la canna “basciu”-basso- ,e’  priva di fori ,  è la piu’ lunga e  da’ una nota fissa, “la tonica”- se lo strumento ad esempio e’ in Do maggiore, da’ fissa la nota Do, se in Re maggiore da’ la nota  Re eccetera.  Un’altra canna, con i fori, e’ detta “sa mancosa manna ” (“la monca lunga”) , piu’ corta della prima e da’ l’accompagnamento. La piu’ piccola invece, pure quella con dei fori e’  “sa mancosedda” (la piccola canna monca- rispetto alla prima e alla seconda) , che da’ le note singole- la melodia.  Non saprei entare nei dettagli dello strumento, in quali tonalità suona eccetera, ma grosso modo…

Vi spiego come fa un “launeddista”come  Luigi Lai a competere con un zampognaro, senza disporre della sacca d’aria che soffia aria  sulle canne dello strumento. Lai e colleghi usano una tecnica particolare -“tennica”, dice Lai, “e’ una tennica nostra…” – che vien detta “del respiro  circolare” o “della respirazione  circolare”. Il suonatore inspira con il naso  ed espira costantemente dalla bocca emettendo lo stesso flusso d’aria. E’ difficilissimo, ma teoricamente e’ semplice. Riempirsi ben bene  le gote d’aria, svuotarle gradatamente soffiando sullo stumento  ispirando pero’  contemporaneamente dal naso e riempiendo ancora  le guance d’aria per poter cosi’ continuare a soffiare sulle canne.  Le canne hanno delle ance particolari, “ance battenti”,  mi sembra si chiamino.

CIAO

Marghian

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About MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI QUASI 64 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA SOLO – SONO INFATTI SINGLE- MA NON NE FACCIO UN VERO PROBLEMA; CERTO, CI PENSO UN PO', OGNI TANTO, MA CIO' E' UMANO. MI OCCUPO, OLTRE CHE DEL MIO LAVORO DI IMPIEGATO STATALE, DI MUSICA A LIVELLO AMATORIALE: OLTRE ALL’ASCOLTO DELLA MUSICA, PREVALENTEMENTE POP, FOLK E CLASSICA, MI DILETTO INFATTI NEL SUONARE LA TASTIERA E LA CHITARRA. GLI ALTRI MIEI INTERESSI SI RIASSUMONO IN QUELLI CITATI NELLA CASELLA APPOSITA DEL MIO BLOG. LA MIA VITA QUOTIDIANA POTREI DEFINIRLA DI UNO STILE STANDARD, IN QUANTO ESSA CONSISTE NELLA CLASSICA TRIADE: LAVORO, CASA, AMICIZIE. FRA GLI ALTRI INTERESSI ANNOVERO ANCHE L’USO DEL PERSONAL COMPUTER. PUR SE SONO AGLI INIZI E NON NE FACCIO UN LARGO USO, LO CONSIDERO UN VALIDO HOBBY NON CHE’ SOPRATTUTTO UN IMPORTANTISSIMO STRUMENTO DI INFORMAZIONE-COMUNICAZIONE. NON PRATICO NESSUNO SPORT IN SENSO STRETTO, MA MI CONSIDERO UNO SPORTIVO -GINNASTICA E NUOTO -. SONO LA CLASSICA PERSONA TRANQUILLA, INSOMMA. I MIEI INTERESSI SONO: MUSICA (LA SUONO, COME HOBBY, E LA ASCOLTO. MI PIACE), LA CULTURA, I TEMI DI ATTUALITA’, E OVVIAMENTE LE RELAZIONI SOCIALI E L’AMICIZIA. CIAO. Marghian
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7 Responses to LAUNEDDAS, “LA MUSICA DI ATLANTIDE”

  1. Sempre interessanti e ottime le tue spiegazioni
    Buona serata Marghian 🙂

    • MARGHIAN says:

      Ciao Mirna. Ero a letto fino alle 20- ho ancora i sintomi dell’influenza- e mi sono messo poco fa al blog, Sto anche cenando- pensa come sono messo..- nel senso che devo fare acrobazie per scricere qualcosa ogni tanto…-. Ho intravisto il tuo commento mentre ogni tanto riaprivo la sezione “edit”, “modifica”, per aggiungerci o correggere qualcosa. Ho messo due link e vi ho spiegato perche’ Branduardi ha detto “e’ la musica di Atlantide”. Praticamente non avrebbe detto cosi’ solo per vantare la musica sarda con le launeddas, , ma perche’ forse anche lui crede in un certo Sergio Frau che ritiene nientemeno che l’Atlantide fosse la Sardegna. Invero, io non ci credo. Secondo me, se Atlantide e’ esistita, era altro. Semplicemente e sopratutto perche’ quando Platone ne parlava la Sardegna era conosciutissima, i sardi commerciavano con Creta, c’erano i Fenici e i Romani eccetera. Il Mediterraneo era conosciuto, secondo me Platone si riferiva incede all’atlantico: “quello che noi conosciamo come mare e’ in realta’ solamente un porto. Al di la’ delle colonne d’ercole esiste un grande oceano, e oltre quell’oceano una terra che possiamo chiamare non a torto un continente. Secondo me i Greci conoscevano l’America. Un navigatore greco, nel 370 avanti Cristo si spinse fino in Groenlandia, lo scrisse in un libro che intitolo’ “Peri’ okeanu”, “intorno all’Oceano”. Vorra’ dire qualcosa…
      Okay, adesso finisco di cenare. ciao ciao 🙂

      Marghian

  2. MARGHIAN says:

    Grazie Mi, speriamo…

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